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Omaggio a Pier Paolo Pasolini
Alessandro Ryker
Le mille e una morte di Pier Paolo Pasolini
Las mil y una muertes de Pier Paolo Pasolini
Le mille e una morte
di Pier Paolo Pasolini
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Quante volte può morire un uomo? Una, nessuna, mille e una. Dipende dall'uomo, dalla sua reazione davanti all'unico fatto sicuro in questa vita, il grande trauma di ogni essere umano: la scoperta della morte e, più concretamente, la coscienza della propria morte. Quasi nessuno lo ammette, ma tutti sanno che è stato ed è lì dove realmente ci si gioca... la vita.
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Las mil y una muertes
de Pier Paolo Pasolini
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¿Cuàntas veces puede morir un hombre? Una, ninguna, mil y una. Depende del hombre, de su reacción ante el único hecho seguro en esta vida, el gran trauma de todo ser humano: el descubrimiento de la muerte y, más concretamente, la conciencia de su propia muerte. Casi nadie lo menciona, pero todos sabemos que fue y es ahí donde realmente nos jugamos... la vida.
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La maggioranza ("siamo nella preistoria: ecco una frase che durerà... ") muore solo una volta (o diverse volte, ma sempre della stessa morte), e in genere vive male, perché davanti alla rivelazione fugge impaurita, condannandosi a vivere nella costante necessità di "distrarsi", di "dimenticare". Quasi sempre inutilmente, perché la coscienza è epigenetica, molto più forte dell’oblio, e solo i più coraggiosi - quelli che, senza alibi né isterismi, lucidamente, aggiungono alla loro vita la coscienza della loro vita - hanno il privilegio (non vi è dubbio che di questo si tratti) di morire più volte e di morti diverse. La mayoria (“estamos en la prehistoria: he aquí una frase que durará...”) sólo muere una vez (o varias, pero siempre de la misma muerte) y por lo general vive mal, porque ante la revelación huye despavorida, condenándose a vivir en la constante necesidad de “distraerse”, “olvidar”. Casi siempre inútilmente, pues la conciencia es epigenética, mucho más fuerte que el olvido, y sólo los más valientes –aquellos que, sin coartadas ni histerias, lúcidamente, le añaden a su vida también la conciencia de su vida– tienen el privilegio (de eso se trata, no cabe duda) de morir más veces y de muertes distintas.
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La prima volta che Pasolini morì aveva 21 anni. Fu a causa di un'altra morte, quella del suo unico fratello, Guido, “un partigiano assassinato da altri partigiani" nel 1943: "Era un mattino in cui sognava ignara / nei ròsi orizzonti una luce di mare […] / L’ho visto allontanarsi con la sua valigetta, / dove dentro un libro di Montale era stretta, / tra pochi panni, la sua rivoltella, / nel bianco colore dell'aria e della terra. / Le spalle un po' strette dentro la giacchetta / ch’era stata mia, la nuca giovinetta...”. La primera vez que Pasolini murió tenia 21 años. Fue a causa de otra muerte, la de su unico hermano, Guido, “un partisano asesinado por otros partisanos” en 1943: “Era una mañana en que soñaba ausente / una luz de mar en horizontes rosados [...] / Lo vi alejarse con su maletita, / donde dentro de un libro de Montale, / entre algo de ropa, llevaba su pistola, / en el bianco color del aire y de la tierra. / Los hombros algo estrechos en la cazadorita / que fuera mia, su nuca jovencita...”
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La seconda volta fu una morte ideologica. Accadde nel 1945, quando “[…] quei figli di contadini, divenuti un poco più grandi / si erano messi un giorno un fazzoletto rosso al collo / ed erano marciati / verso il centro mandamentale, con le sue porte / e i suoi palazzetti veneziani. / Fu così che io seppi ch’erano braccianti, / e che dunque c’erano i padroni. / Fui dalla parte dei braccianti, e lessi Marx”. La segunda vez fue una muerte ideológica. Sucedió en 1945, cuando “esos hijos de campesinos, ya algo crecidos, / se ataron un día el pañuelo rojo ai cuello / y marcharon / hacia la casa del gobierno del cantón, de puertas / y palacetes venecianos. / Fue así como supe que eran peones, /y que por lo tanto había patronos. / Me puse del lado de los peones, y leí a Marx”.
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Durante i suoi primi anni romani, Pasolini soffrì una doppia morte borghese: “Vivevo come può vivere un condannato a morte / sempre con quel pensiero come una cosa addosso, / – disonore, disoccupazione, miseria. / Mia madre si ridusse per qualche tempo a fare la serva. / E io non guarirò mai più di questo male”. Durante sus primeros años romanos, Pasolini sufrió una doble muerte burguesa: “Vivía como puede vivir un condenado a muerte / siempre con esa inquietud como una cruz, / –deshonra, paro, miseria–. / Mi madre tuvo que rebajarse a trabajar de criada por un tiempo. / Y ya nunca me curaré de este mal”.
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E poi le morti per i ben 33 grotteschi giudizi sofferti; le morti religiose; la constatazione della morte per consumismo della civiltà occidentale: "Quando il mondo classico sarà esaurito, quando saranno morti tutti i contadini e tutti gli artigiani, quando l'industria avrà reso inarrestabile il ciclo della produzione, allora la nostra storia sarà finita". Nella sua opera postuma, Petrolio, Pasolini scrive: "Nello stesso tempo in cui progettavo e scrivevo il mio romanzo, cioè ricercavo il senso della realtà e ne prendevo possesso, proprio nell'atto creativo che tutto questo implicava, io desideravo anche di liberarmi di me stesso, cioè di morire". Y luego las muertes por los 33 grotescos juicios padecidos; las muertes religiosas; la constatación de la muerte por consumismo de la civilización occidental: “Cuando el mundo clásico se haya agotado, cuando hayan muerto todos los campesinos y todos los artesanos, cuando la industria haya hecho imparable el proceso productivo, entonces nuestra historia habrá acabado”. En su obra póstuma, Petróleo, Pasolini escribe: “Al tiempo que proyectaba y escribía mi novela, es decir buscaba el sentido de la realidad y tomaba posesión de él, justo en el acto creativo que todo ello implicaba, yo deseaba también liberarme de mi mismo, es decir, morir”.
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L’elenco potrebbe seguire all'infinito, perché durante la sua vita Pasolini morì talmente tante volte che la sua morte ufficiale, quella del 2 novembre 1975, dovrebbe essere considerata solamente una morte in più. "Bisogna bruciare per arrivare consumati all’ultimo fuoco", diceva; e non v’è dubbio che abbia sempre mantenuto fede al suo principio di "rispondere del selvaggio dolore di essere uomini". Questo – cioè le volte che seppe morire in vita e raccontarlo – è, in fondo, l’unica cosa che conta. Dimmi quante volte sei morto e ti dirò chi sei. La lista podría seguir hasta el infinito, pues durante su vida Pasolini murió tantas veces que su muerte oficial, la del 2 de noviembre de 1975, habría que considerarla tan sólo una más. “Hay que quemar para llegar consumidos al último fuego”, decía; y no cabe duda de que siempre mantuvo su principio de “responder del dolor salvaje de ser hombres”. Eso –las veces que supo morir en vida y contarlo– es, en el fondo, lo unico que cuenta. Dime cuántas veces te has muerto y te diré quién eres.
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Alessandro Ryker.
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Alessandro Ryker.
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