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2 novembre 2007 Pier Paolo Pasolini
La poesia di Nicola Cocco
![]() “Non dire che i giusti muoiono” Questo il commento che
Nicola Cocco ha espresso
"Due anni fa, proprio in questi primi giorni di novembre, sono stato a Casarsa, ad affacciare la mia rabbia e la mia disperata voglia di agire sulla tomba di Pasolini. Non avevo alcuna voglia di abbandonarmi al patetico tentativo di "commemorare" un grande, di rendergli "omaggio", di offrirgli il mio pensoso silenzio. Per poi restare con l'acidula sensazione in bocca di essere lì a parlare con un morto. Quello che facevo, in bilico sul gradino della tomba semplice e dignitosa, con la madre a fianco che probabilmente scrollava il capo nel vederci, era digrignare i denti, per l'Italia, per me, per quello che ci sta accadendo da chissà quanti trent'anni, per il fatto che non riusciamo a parlarne davvero. E come surrogato organizziamo convegni, leggiamo libri e incarichiamo le coscienze civili di professione affinché, da qualche pagina o salotto televisivo, ci dicano cosa pensare, di cosa sentirci in colpa, cosa temere. Digrignavo i denti, non tremavo, nonostante i sottili graffi freddi della pioggia. Non tremavo. Alla fine, ho lasciato una pagina sulla lapide con questi versi, ingenui, che si saranno sciolti nella pioggia e nel vento, com'è giusto che sia".
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