2 novembre 2007

"Pagine corsare"
2 novembre 2007

Pier Paolo Pasolini
Bologna, 5 marzo 1922 - Ostia, 2 novembre 1975

Oliviero Beha racconta Pier Paolo Pasolini

Nella notte tra l'1 e il 2 novembre di trentadue anni fa moriva Pier Paolo Pasolini, battuto a colpi di bastone e travolto ripetutamente con la sua auto sulla spiaggia dell'idroscalo di Ostia. In occasione di questo tragico anniversario, il 2 novembre, il Teatro Lido di Ostia presenta lo spettacolo di e con Oliviero Beha Volevo essere Pasolini con la regia Beppe Arena, le musiche di Valentino Corvino e con Tiziana Di Masi e Mimmo Padrone. 

"Più di trent'anni fa, per aver descritto l'Italia contemporanea Pier Paolo Pasolini venne infilato in una busta di cellophane quasi fosse il reperto di un delitto ed etichettato come decadente. La sua morte cruenta completò l'opera di rimozione. Aspetta, da allora, che quella busta venga lacerata e quell'etichetta almeno spiegata. Nel frattempo i suoi libri hanno invaso i mercati, specie giovanili, di tutto il mondo, lasciando in Italia una strana scia di dubbi. Se aveva torto, qual è il motivo del suo perdurante fascino intellettuale e poetico? E se aveva ragione, se non se ne parla è forse proprio perché aveva ragione? Ebbene, ho intenzione di lacerare quella busta non tanto dal punto di vista del poeta assassinato quanto dell'oggetto della sua descrizione di allora. Cioè l'Italia, ma di oggi.(...) È l'Italia del basso impero, della regressione culturale, della prostituzione accettata, promossa e valorizzata come forma di realismo cinico, della mercificazione più spinta in cui lavoro e denaro non hanno quasi più nulla a che fare l'uno con l'altro.(...) È in una parola un'Italia che Pasolini prefigurava tentando di esorcizzarla e che invece ci ha travolto. Metto dunque in scena il mio malessere per una degenerazione che ha decisamente oltrepassato il concetto pasoliniano di mutazione antropologica: allora lui lo trasfigurava poeticamente, oggi è la didascalia di ogni tipo di cronaca quotidiana. Ma poiché si tratta pur sempre di noi come materia prima, prima di essere ingoiati dalla palude forse va tentata qualche operazione di bonifica. Almeno a teatro..." (Oliviero Beha) 

Volevo essere pasolini porta sul palcoscenico Oliviero Beha, un giornalista che, profondo conoscitore dell'artista friulano, interpreta parole e gesti in un ritratto inconsueto esaltando quello che da tempo tutti sappiamo: Pasolini aveva visto giusto e lontano. Beha, vittima dell'ostracismo televisivo come accadde in passato ad altri protagonisti della scena civile italiana, sceglie il teatro come luogo di questa originale rappresentazione.

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Oliviero Beha, nato a Firenze nel 1949, laureato in Italia in Lettere e in Spagna in Filosofia, è uno dei più noti giornalisti italiani. Ha lavorato e scritto, fra gli altri, per TuttoSport, Paese Sera, Repubblica, Rinascita, Il Messaggero, Il Mattino, L'Indipendente, ed è commentatore per L'Unità dal 2005. Per Rai Tre, ha condotto Va' pensiero (1987), insieme ad Andrea Barbato, nel ‘91 ha realizzato Un terno al lotto e nel ‘95 ha firmato e condotto Video Zorro. Fra le trasmissioni radiofoniche ricordiamo Radio Zorro, il programma di servizio di RadioRai più premiato negli ultimi anni, Radioacolori e Beha a colori. È autore di testi teatrali, saggi e raccolte di poesie per i quali hanno ottenuto diversi riconoscimenti. Nel 2004 ha pubblicato il suo primo romanzo, Sono stato io (Marco Tropea Editore), al quale seguono Crescete & prostituitevi (BUR, 2005), Trilogia della censura (Avagliano, 2005), Diario di uno spaventapasseri (Marco Tropea Editore, 2006) e, con Andrea Di Caro, Indagine sul calcio (BUR, 2006).

 

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Vedi anche: tutti gli aggiornamenti di "Pagine corsare" da ottobre 1998
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2 novembre 2007

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