"Pagine
corsare"
2 novembre 2007
32 anni senza Pier
Paolo Pasolini...
dal blog di Giorgio di Costanzo
"In
sonno e in veglia"
Appunto per una poesia in terrone
di Pier Paolo Pasolini
Così non si può
più andare avanti.
Perché avete lasciato
che i nostri figli fossero educati dai borghesi? Perché avete permesso
che le nostre case fossero costruite dai borghesi? Perché avete
tollerato che le nostre anime fossero tentate dai borghesi? [1]. Perché
avete protestato solo a parole mentre pian piano la nostra cultura [2]
si andava trasformando in una cultura borghese? Perché avete accettato
che i nostri corpi vivessero una cultura borghese? Perché non vi
siete ribellati alla nostra ansia, che si giustificava giorno per giorno
con lo strappare qualcosa alla miseria, ad avere una vita borghese? Perché
vi siete condotti in modo da trovarvi di fronte a questo fatto compiuto,
e, vedendo che ormai non c'era più niente da fare, eravate disposti
a salvare il salvabile, partecipando, realisticamente, al potere borghese?
Così non si può
più andare avanti.
Bisognerà tornare
indietro, e ricominciare daccapo. Perché i nostri figli non
siano educati dai borghesi [3], perché le nostre case non siano
costruite dai borghesi [4], perché le nostre anime non siano tentate
dai borghesi. Perché se la nostra cultura, non potrà e non
dovrà più essere la cultura della povertà [5], si
trasformi in una cultura comunista. [6] Perché la nostra ansia,
se è giusto che non sia più ansia di miseria, sia ansia di
beni necessari.
Torniamo indietro,
col pugno chiuso, e ricominciamo daccapo.
Non vi troverete più
di fronte al fatto compiuto di un potere borghese ormai destinato a essere
eterno. Il vostro problema non sarà più il problema di salvare
il salvabile. Nessun compromesso. Torniamo indietro. Viva la povertà.
Viva la lotta comunista per i beni necessari.
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[1] Beni di consumo,
televisione ecc.
[2] Sapere, modo di
essere.
[3] A scuola e fuori,
in modo da ridurli a degradati imitatori.
[4] Con tutto quello
che c'è dentro.
[5] «Cultura»
contadina, proletaria, paleoindustriale, particolare, dialettale.
[6] Si accenna a una
«rivoluzione culturale», in cui l'egemonia marxista sia garanzia
di libertà dell'uomo dalla scienza applicata e dalla sua ideologia.
[da La nuova gioventù,
Einaudi, Torino, 1975]
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