Roma, Lunedì 2 novembre
2009
Caro Pier Paolo,
tu non mi conosci ma io conosco
te. Non da molto, è vero, ma come si dice non è mai troppo tardi.
Mi è stato chiesto perché
io, che quasi non ero nata quando tu sei morto, mi stia battendo per la
tua verità. Che dovrei rispondere secondo te? Mi viene quasi da sorridere.
Perché la memoria non appartiene a qualcuno, e dunque appartiene
a tutti.
Scusami, non mi sono ancora
presentata. Noi giovani di oggi a volte siamo un po' maleducati.
Mi chiamo Simona Ruffini
e sono specializzata in criminologia. No, non mi definisco criminologa
perché oggi criminologi lo sono un po' tutti, no?
Ti racconto una storia, la
tua.
Tutto è iniziato il 27 marzo
di quest'anno, quando ho presentato alla Procura della Repubblica la richiesta
di riapertura delle indagini sulla tua morte. Tu pensa che davo quasi per
scontato che fosse accolta. Invece non mi hanno ancora risposto. È vero,
noi giovani d'oggi siamo un po' impazienti, hai ragione. Ma è passato
quasi un anno da allora.
Mio padre dice che chiedere
è lecito e rispondere è cortesia.
È successo che da allora
ho conosciuto tante persone, di quelle che ti conoscevano sai? Per esempio
Pecetto! Ti ricordi di lui? Lo sono andato a trovare a Donna Olimpia e
lui mi ha portato in giro per il quartiere, raccontandomi dei posti che
frequentavi e delle cose che dicevi.
Quanto gli manchi...
Poi ho conosciuto un regista
che sta girando un film sull'ultimo anno della tua vita. Lo sai che si
dice che Massimo Ranieri farà te, ce lo vedi? Ti assomiglia molto, mi
pare.
Ah! Poi ho conosciuto il
carabiniere che si infiltrò nel giro della mala al Tiburtino, che forza. E tante persone che però
non posso dire perché me l'han chiesto di non nominarle. In fondo le capisco
sai. Sono molto disilluse. Invece noi giovani d'oggi abbiamo una testa
dura!
Ma scusami, ho perso il
filo. Stavo dicendo delle indagini.
Quello che io ho chiesto
è molto semplice, in fondo. Esistono dei reperti qui a Roma, tra cui la
tua camicia e i tuoi occhiali. Non sai che emozione vederli, è stato quasi
un ponte tra me e te. Quasi che avvicinandoli potessi forse toccarti. Ebbene,
su quei reperti si possono fare delle indagini, oggi è possibile. Lo conferma
anche Garofano, il comandante del Ris. Alla fine di un convegno, tempo
fa, l'ho inseguito di corsa mentre andava alla stazione proprio per chiederglielo.
Chissà che avrà pensato! Saresti curioso di sapere quante cose si possono
fare oggi. E questo mi chiedo, perché non si fanno? Il PM del caso non
è obbligato a riaprirle le indagini, ma almeno potrebbe aprirmi la porta
quando vado a bussare, non credi? Mi basta una risposta.
Poi è capitato che su Facebook
io abbia trovato... come dici? Ah già, Facebook. È un social network,
cioè uno spazio virtuale nel quale noi giovani... come dici? Si, forse
noi giovani abbiamo un po' troppe cose. Ma per una volta vorrei usarle
bene queste cose. Sai che è pieno di gruppi dedicati a te? Mi hanno scritto
in parecchi, e li ringrazio tutti, perché noi giovani avremo tanti difetti,
ma la verità la vogliamo a tutti i costi.
Buon anniversario Pier Paolo.
Simona
PS - Un ringraziamento
particolare va al sito pasolini.net curato da Angela Molteni per il notevole
materiale che ho potuto consultare e per il sostegno che mi sta dando in
questa mia piccola grande battaglia.