Tra sviluppo e progresso
vi è una differenza enorme, sono due cose non soltanto diverse, ma opposte
e inconciliabili […] lo sviluppo vuole la creazione, la produzione intensa,
smaniosa, disperata di beni superflui, chi vuole il progresso vorrebbe
la produzione di beni necessari […] Il progresso è dunque una nozione
ideale (sociale e politica), là dove lo sviluppo è un fatto pragmatico
ed economico.
Pier Paolo Pasolini, Scritti
corsari, 1974
L'ansia del consumo è un'ansia
di obbedienza a un ordine non pronunciato. Ognuno in Italia sente l'ansia,
degradante, di essere uguale agli altri nel consumare, nell'essere felice,
nell'essere libero: perché questo è l'ordine che egli inconsciamente
ha ricevuto, e a cui deve obbedire, a patto di sentirsi "diverso". Mai
la diversità è stata una colpa così spaventosa come in questo periodo
di tolleranza. L'uguaglianza non è stata infatti conquistata, ma è una
falsa uguaglianza ricevuta in regalo.
Pier Paolo Pasolini, Scritti
corsari, 1974
[...]
quella gente non aveva più
la purezza (se pur coatta) della povertà
quella gente non aveva più
l’antico rispetto
quella gente non aveva più
l’antica ansia di riscatto
quella gente non creava
più il proprio modello umano
quella gente non conosceva
più la santità della rassegnazione
quella gente non conosceva
più la silenziosa volontà della rivoluzione.
Pier Paolo Pasolini, Petrolio
Succederà anche che le cose
più difficili
e così nuove da essere
inconcepibili –
non avendo nessun rapporto
con ciò
che ormai si sa della vita
–
ti verranno in mente di
colpo
mentre passeggi o mentre
mangi;
o ti daranno una gioia così
forte che ti metterai a saltare e a ballare come un ragazzo.
Ma poi bisognerà cercarne
le origini,
dedurne gli effetti; e allora
nuovi giorni di lavoro grigio,
incerto, con le ansie
della nausea e del disprezzo
per se stessi…
E alla fine, sappilo, nello
stesso momento
in cui tutto sarà chiaro
IL TEMPO AVRÀ LAVORATO CONTRO DI TE.
Non ti resterà nessun compenso
se non la coscienza
che qualcun altro dovrà
ricominciare tutto di nuovo
sulle tue rivelazioni stupende
e invecchiate.
Pier Paolo Pasolini, Pilade
"Puoi leggere, leggere, leggere,
che è la cosa più bella che si possa fare in gioventù: e piano piano
ti sentirai arricchire dentro, sentirai formarsi dentro di te quell'esperienza
speciale che è la cultura."
Dialoghi con Pasolini
su «Vie Nuove» 1965
Quando vedo intorno a me
i giovani che stanno perdendo gli antichi valori popolari e assorbono i
nuovi modelli imposti dal capitalismo, rischiando così una forma di disumanità,
una forma di atroce afasia, una brutale assenza di capacità critiche,
una faziosa passività, ricordo che queste erano appunto le forme tipiche
delle SS: e vedo così stendersi sulle nostre città l’ombra orrenda
della croce uncinata. Una visione apocalittica, certamente, la mia. Ma
se accanto ad essa e all’angoscia che la produce, non vi fosse in me
anche un elemento di ottimismo, il pensiero cioè che esiste la possibilità
di lottare contro tutto questo, semplicemente non sarei qui, tra voi, a
parlare.
Genocidio in Scritti
corsari, 1974
Pasolini non è un mito:
è diventato il simbolo di una nazione senza verità. La sua morte è la
morte di centinaia di persone che sono state uccise per mano dei soliti
“ignoti”. Nessun mito, solo l’indignazione e la necessità della
verità tiene vivo il Pasolini- corpo in chi ha bisogno che la verità
emerga, in chi non si rassegna a convivere riverentemente con coloro che
hanno ancora le mani grondanti di sangue. La verità storica è un’esigenza,
non un optional.
Enrico Cerquiglini, La
poesia e lo spirito
Chissà perché veniva attratto
da quelli che Ettore Scola chiamava "i brutti, gli sporchi, i cattivi"?
Perché il cristianesimo delle catacombe di Pasolini cominciava dal prendere
su se stesso le colpe dei colpevoli senza colpe. Alcuni, con derisione,
consideravano questa "colpevolizzazione totale" come un complesso da intellettuale;
secondo me, invece, questo è proprio il cristianesimo.
Evgenij Evtuscenko, Il
Vangelo di Pasolini, in La politica è un privilegio per tutti