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Pasolini a New York
"Pier Paolo Pasolini: la verità del corpo"
a New York: scatti fotografici di Angelo Novi sui set del regista italiano
Da Free Press Release Distribution Service

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Foto di Angelo Novi dalla mostra "Pier Paolo Pasolini: la verità del corpo"

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In occasione della rassegna dedicata da New York a Pier Paolo Pasolini, due mostre avvicineranno il pubblico all'opera dello  scrittore, poeta e regista italiano.

La prima, dal titolo Pier Paolo Pasolini: la verità del corpo, verrà inaugurata nella giornata di apertura della rassegna il 27 novembre e si protrarrà fino al 15 dicembre. Presenta una serie di immagini scattate dal fotografo Angelo Novi sui set del film Mamma Roma, La ricotta, Il Vangelo Secondo Matteo, Uccellacci e uccellini  e Teorema.

Film difficili, poetici ma di quella poesia che Pasolini voleva "inconsumabile nel profondo".." ma io voglio che sia il meno possibile consumabile anche esteriormente". Così come per il cinema: "farò del cinema sempre piu difficile, più aspro, più complicato e anche provocatorio magari, per renderlo il meno consumabile possibile. Così come appunto il teatro”.

Con queste parole Pier Paolo Pasolini concludeva un’intervista concessa durante il suo soggiorno a New York del 1969, affermando la propria volontà di realizzare opere non facilmente riconducibili a quel processo che vuole ridurle a merce. Coerentemente a questa strategia “pratica”, Pasolini, nella sua opera di poeta, ha evocato la sacralità di un mondo contadino e sottoproletario che si contrapponeva, con la sua esistenza e la sua cultura, alla “nuova preistoria” del consumismo e del neocapitalismo."

Il suo è stato un “cinema di poesia” ispirato al “linguaggio della realtà” e agli enigmi dei sogni, sperimentando la contaminazione di diverse forme figurative, che il fotografo Angelo Novi ha saputo cogliere magistralmente.

Pier Paolo Pasolini e Angelo Novi, un rapporto straordinario che ha attraversato oltre la metà dei film del regista italiano, visti con l’occhio di uno tra i più grandi fotografi di scena: quegli uomini cioè, che hanno un incarico, ma sarebbe meglio dire un “permesso speciale”: sui set dei film di grandi o piccoli registi, possono fotografare quasi a loro piacimento, assunti non dalla parte artistica, ma da quella produttiva e industriale. Ecco allora che Novi, uno dei tanti nomi semisconosciuti del cinema, ha potuto lavorare vicino a Pasolini, ma anche a Sergio Leone (sue le foto di Clint Eastwood o di Robert De Niro) e a Bernardo Bertolucci (si pensi solo al Marlon Brando di Ultimo tango a Parigi), che così si esprimeva nei confronti del fotografo: “Devi smetterla di fare delle foto che mi rendono invidioso. Ogni giorno mi rubi gli attori che ho scelto e dirigo, mi rubi le scenografie, le luci, i costumi, mi rubi anche la mia messa in scena. Trovi tutto fatto e ne ricavi delle foto straordinarie, con angolazioni, sfumature, improvvisi trasalimenti, sguardi clandestini, che io, ancorato al film, non sarò mai in grado di cogliere”.

Una seconda mostra si terrà fino al 2 dicembre alla Frieda & Roy Furman Gallery: saranno esposte alcune serie di poster e locandine dei film di Pier Paolo Pasolini.
 
 
 

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INVITO ALLA LETTURA:
BRANI DI PIER PAOLO PASOLINI


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DA OTTOBRE 1998











 


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