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01. Roma al tramonto

« ... Pier Paolo Pasolini ha scritto di meravigliose estati, come stagioni della pienezza vitale, delle lunghe camminate all’aperto, delle giornate che non finiscono mai. In una lettera, Pasolini stesso scrisse: "Conto a estati, non a anni, il tempo". Ragazzi di vita (1957) si apre e si sviluppa in un’eterna estate: "Era una caldissima giornata di luglio. Il Riccetto che doveva farsi la prima comunione e la cresima, s’era alzato già alle cinque; ma mentre scendeva giù per via Donna Olimpia coi calzoni lunghi grigi e la camicetta bianca, piuttosto che un comunicando o un soldato di Gesù pareva un pischello quando se ne va acchittato pei lungoteveri a rimorchiare" ... Le periferie di Roma bruciate dal sole, i cieli luminosi, il caldo che fa mancare il respiro, le tiepide nottate a Villa Borghese, la voglia di bagni, un po’ di arietta che viene dal mare, i pomeriggi passati a far niente, le partite a pallone. Estate che può crescere velocemente un corpo di ragazzo; stagione di scoperte, di abbandoni, di odori fortissimi, pungenti — estate che è il volto, forse, della vita vera, tempo vuoto e perciò tanto più pieno di senso; tempo propizio all’infanzia e all’amicizia, all’amore dello spirito e del corpo, alla confidenza erotica con la vita ... » (Paolo di Paolo, giugno 2004).