"Pagine corsare"
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Tomáš Matras - Temi e aspetti del Pasolini corsaro e luterano

6.0  Conclusione

Pier Paolo Pasolini è stato un artista unico nella storia culturale italiana. Il suo percorso può assomigliare a quello proprio di molti altri spiriti universali che hanno saputo sfruttare diverse arti, ma credo che la singolarità di Pasolini si fondi sulla sua impegnata visionarietà profetica che sorgeva da un rapporto molto profondo e difficile con la realtà. Invece di chiudersi in una specie di "torre d'avorio" dell'intellettualismo, in complicatissimi schemi razionali o di allontanarsi in altri modi dalla realtà, Pasolini la osserva attentamente, e ne riflette in modo così profondo l'essenza da individuarne alcuni aspetti fondamentali che sfuggono ai più. Questa analisi profonda non è razionale ma brillantemente intuitiva e sensuale, si fonda su una capacità che il nostro mondo razionale opprime. Ma non è solo la realtà che lo attrae, lo attraggono anche ideali e miti, il suo contrastante e ricco mondo interiore. Più che una ricerca o un'opinione fondate su una vasta, specialistica lettura, conta per lui l'autonomia del pensiero e la profonda, quasi "viscerale" immersione nel problema in tutti i suoi aspetti. Per questo credo che si possa anche parlare di Pasolini come di un''eccezione, di un intellettuale autentico. 

Ma il percorso artistico dell'autore parte dal suo rapporto contraddittorio con la realtà. Pasolini "ama disperatamente" la realtà, perché essa gli offre un rifugio di tranquillità ma al tempo stesso gli presenta alcuni caratteri che lo spingono ad abbandonare questo rifugio. 

Direi che la sua figura si potrebbe paragonare a un "animaletto del bosco che viene cacciato". Si tratta di una lotta interiore tra la realtà che l'autore percepisce e i suoi ideali. 

Per primo scopre il regime fascista che lo fa allontanare dal padre e gli uccide il fratello amato: il primo gruppo dei suoi "cacciatori" è costituito dunque dai fascisti che hanno causato quelle disgrazie. Poi, quando lautore si crede tranquillo, sereno, in un rapporto armonico con la realtà, scopre la sua omosessualità, che, nella società tradizionalistica e rurale di quei tempi, significava una vera dannazione. 

Dopo la scoperta del mondo idillico della campagna friulana che è costretto ad abbandonare, Pasolini scopre il mondo quasi idillico delle borgate romane, che però stanno cambiando radicalmente e costringono l'autore ad allontanarsi spiritualmente da esse. 

Pasolini crede che il fascismo sia morto, però riconosce i suoi tratti mutati nella società moderna; parlandone, deve abbandonare amicizie e la comprensione degli altri. L'autore si costruisce un muro difensivo costituito da miti, credenze, "autenticità", ideali che contrastano fortemente con la realtà ma che non gli impediscono però di percepirla in profondità.

Nel percorso intellettuale dell'autore si possono trovare altre situazioni riconducibili alla metafora venatoria. Lo scopo della caccia a Pasolini consiste secondo me nell'abbatterne il muro difensivo dell'"autenticità" personale, realmente inautentica, delle credenze, realmente infondate, degli ideali irrealizzabili e dei miti, realmente inesistenti, in una contraddittorietà di cui l'autore è cosciente. Ritengo questa "caccia" interiore più dolorosa di quella esterna, messa in atto dai censori dei suoi film, da quelli che lo aggredivano sulla strada, delle minacce sui giornali, dell'incomprensione, dei molti processi giudiziari. 

Pasolini non vive passivamente queste contraddittorie spinte, interne ed esterne: cerca di conciliare con forza le sue visioni con la realtà, ma il distacco tra i suoi ideali e la realtà che non lo accetta è così grande che provoca una sua resistenza. L'autore sente in profondità di essere sulla strada giusta per cogliere gli elementi più significativi e profondi della realtà, però quando rivela le sue ricerche, si scontra con una grande incomprensione. Pasolini cambia dunque stile, atteggiamento e posizioni per suscitare una reazione, cerca di essere più leggibile, restando però consapevole di non essere compreso, cerca di conciliare i suoi sforzi di comunicare la verità con l'incomprensione che lo circonda, perché, come intellettuale di sinistra, si sente impegnato a smascherare la realtà e rivelarne la verità. 

Nonostante ciò, l'autore non si sente rilevante nella società, il suo ruolo intellettuale entra in crisi. Credo che la sua figura possa essere paragonata per certi aspetti alla troiana Cassandra, figlia di Priamo, che aveva il dono di rivelare il futuro, condannata a non essere creduta.

Nella mia tesi di laurea non ho potuto offrire uno sguardo esaustivo su tutte le forme artistiche della produzione pasoliniana, né sulla sua intera saggistica. Analizzando gli Scritti corsari e le Lettere luterane sono stato costretto a tralasciare alcuni temi non certo meno importanti ma non trattati così spesso nelle due raccolte di saggi, come per esempio l'omosessualità, la droga, alcuni interventi sulla politica italiana, alcune recensioni e altri interventi sparsi di minore importanza. 

Durante l'analisi delle opere scelte ho osservato che in quasi tutti gli interventi c'è una base  tematica che si ripete, su cui Pasolini pone enfasi, un flusso di idee abbastanza omogeneo; commentandoli, ho potuto verificare alcuni caratteri fondamentali del pensiero dell'autore. Se da una parte ho apprezzato interventi originali, acuti con osservazioni di straordinaria attualità e verità, dall'altra mi è sembrato che a volte l'immediatezza, l'intuitività e la genericità di alcune idee abbiano tolto oggettività ai giudizi di Pasolini. 

Credo che la singolarità di Pasolini consista anche nelle straordinarie capacità del pensiero creativo astratto, capace di immaginare alcuni concetti difficilmente decifrabili dalla realtà, capace anche di incorporare queste idee in opere appartenenti a diverse aree artistiche. 

Alcuni aspetti originali del pensiero di Pasolini hanno ostacolato la mia comprensione e in seguito alcuni dei miei commenti. Mi ha aiutato spesso il distacco temporale dall'epoca di Pasolini, perché con il passare del tempo si sono potute verificare molte delle sue posizioni. Un'interpretazione esaustiva e non contraddittoria degli interventi di Pasolini è d'altronde secondo me impossibile, perché l'autore usa in essi vari elementi eterogenei di diversa origine, grazie ai quali però riesce a scoprire una verità nascosta dentro l'apparentemente omogenea realtà.

Tomáš Matras

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