Angela Molteni, Enigma Pasolini - maggio 2010

"Pagine corsare"

Angela Molteni
Enigma Pasolini
Appunti su Pier Paolo Pasolini, su Petrolio, sull'assassinio mai chiarito dello scrittore,
sulle connessioni con i casi Mattei-De Mauro.
Protagonisti, ipotesi, testimonianze.

Petrolio nella relazione Calia

Vincenzo Calia entra infine nel merito di quanto scritto da Pasolini nel suo ultimo romanzo e riferisce, riportando alcuni stralci da Petrolio:

«Anche Pier Paolo Pasolini (ucciso a Ostia il 2 novembre 1975) aveva avanzato sospetti sulla morte di Mattei, alludendo a responsabilità di Cefis. Tali allusioni sono rintracciabili nella frammentaria stesura del suo ultimo lavoro incompiuto (Petrolio, Einaudi, Torino, 1992): il personaggio ivi chiamato Troya potrebbe mascherare Eugenio Cefis, mentre Bonocore sarebbe lo stesso Mattei), la cui unica utilità investigativa [Calia si riferisce evidentemente all'attività investigativa che stava conducendo in quegli anni sul “Caso Mattei”, nda] potrebbe riguardare la ricerca delle fonti utilizzate dall'autore.

"[…] Aldo Troya, vice¬presidente dell'Eni, è destinato a diventare uno dei personaggi chiave della nostra storia. […] Lui, Troya, è un uomo sui cinquant'anni […]. La prima cosa che colpisce in lui è il sorriso. […] Il sorriso di Troya è invece un sorriso di complicità, quasi ammiccante: è decisamente un sorriso colpevole. Con esso Troya pare voler dire a chi lo guarda che lui lo sa bene che chi lo guarda lo considera un uomo abbietto e ambizioso, capace di tutto, […] Il linguaggio con cui egli si esprimeva era la sua attività, perciò io, per interpretarlo, dovrei essere un mercialista oltre che un detective. Mi sono arrangiato, ed ecco cosa sono venuto a sapere.[…]
Troya emigrato a Milano nel 1943, fu colto non inaspettatamente impreparato alle proprie scelte, a quanto pare, dalla fine del fascismo e dall'inizio della Resistenza. Partecipò infatti alla Resistenza […]. Il capo di quella formazione partigiana era l'attuale presidente dell'Eni, Ernesto Bonocore. […] le madri: una certa Pinetta Sprìngolo di Sacile, per Troya, e una certa Rosa Bonali, di Bescapè (xxx) per Bonocore). […] La cosa che vorrei sottolineare è la seguente: Troya nella formazione partigiana era secondo. E la cosa pareva gli si addicesse magnificamente fin da allora. […]. Sarebbe troppo lungo, e per me, poi, impossibile, seguire tutta la lenta storia (due decenni) di questa accumulazione e di questa espansione. Mi limiterò dunque a dare un panorama, […].
Dunque, Troya è attualmente vicepresidente dell'Eni. Ma questa non è che una posizione ufficiale, premessa per un ulteriore balzo in avanti dovuto non tanto a una volontà ambiziosa quanto all'accumularsi oggettivo e massiccio delle forze guidate da tale volontà. La vera potenza di Troya è per ora nel suo impero privato, se queste distinzioni sono possibili. […] L'altro fondamento primo dell'impero di Troya era la Società Immobiliari e Partecipazioni (?) […]. Era […] di Cividale, Civitas: la Città del Friuli […]".

Pasolini aveva quindi elencato una lunga serie di società collegate tra loro, e amministrate da persone riconducibili al vice-presidente dell'ENI. Si tratta di alcune delle società elencate da Giorgio Steimetz in Questo è Cefis, l'altra faccia dell'onorato presidente: i nomi di tali società sono stati sostituiti con altri assonanti.
Alla 'Immobiliari e Partecipazioni' di Pasolini, corrisponde la 'IN.IM.PAR.' (Iniziative Partecipazioni Immobiliari) di Steimetz.
Alla 'Spiritcasauno' e 'Spiritcasadieci' di Pasolini, che devono il nome “al fatto che presentemente Carlo Troya abitava in Via di Santo Spirito, a Milano”, corrispondono, nella realtà, la 'Chioca-sauno', 'Chioscasadue', ecc., così chiamate perché Eugenio Cefis abitava in via Chiossetto a Milano.
Mentre Steimetz citava la 'GE.DA', poi 'PRO .DE.' (Profili Demografici S.p.A.), 'DA.MA.' (Data Management S.p.A.) e quindi 'SYSTEM-ITALIA' (la stessa società che aveva assunto la figlia del contadino Mario Ronchi [45]), Pasolini le elencava con acronimi assonanti: “[…] 'Am.Da.', 'Amministrazione Dati Spa' […]. La 'Am.Da.' viene incorporata dalla 'Li.De. (Lineamenti Demografici Spa), con oggetto “stampa e spedizione di lettere e corrispondenze, formazione di schedari ecc.”. […] Qualcosa insomma, tecnicamente, come un piccolo Sid […]. Poi la 'Li.De.' si trasferisce (appunto) a Roma […]. E la società prende il nome di 'Da.Off.', Data Office Spa. Ma per poco, perché ben presto […] la società si richiama di nuovo 'Am.Da.'. E a questo punto […] la società ampliandosi, espandendosi, prende il definitivo nome di 'Pattern italiana' […]".
E così via, con altre società, immobiliari, petrolifere, metanifere, finanziarie, del legno, della plastica, della pubblicità, televisive, ecc.

"Appunti 20-30
Storia del problema del petrolio e retroscena
 
*                                     LAMPI SULL' ENI

Appunti 20-25 circa (antefatti) Le fonti
Appunti 25-30 circa (la trama): Appendici gialle

[…]
- La signora presso cui c'è il ricevimento è la Signora titolare di un Ente Culturale finanziato (per ragioni di amicizia o parentela) sia da Cefis che da Monti […]

*  Il racconto che porta al punto di incrocio del salotto della Signora è costituito tutto da notizie e informazioni di affari e parentele ecc. (Appunti 20-30). Ma anche nel punto di incrocio si raccontano (?) fatti di affari, interessi, mene, clientelismo che preparano la II parte

In questo preciso momento storico (I BLOCCO POLITICO) Troya (!) sta per essere fatto presidente dell'Eni: e ciò implica la soppressione del suo predecessore (caso Mattei, cronologicamente spostato in avanti). Egli con la cricca politica ha bisogno di anticomunismo ('68): bombe attribuite ai fascisti
(Restivo lo conosciamo nel salotto della signora F.)

Il II BLOCCO POLITICO (app. sarà caratterizzato dal fatto che la stessa persona (Troya) sta per essere fatto presidente della Montedison. Ha bisogno, con la cricca dei politici, di una verginità fascista (bombe attribuite ai fascisti)

** inserire i discorsi di Cefis: i quali servono a dividere in due parti il romanzo in modo perfettamente simmetrico e esplicito […]

Mattei lo usa per i contatti coi fascisti (proprio per la sua intaccabilità di antifascista e cattolico di sinistra)

I fascisti siciliani ricattano – per questa ragione – Carlo quando è il momento di ammazzare Mattei; e Carlo si fa complice (sia pure solo col silenzio). A proposito della mafia […]"

(pagg. 90, 98, 99, 101, 102, 104, 117, 546).»


 

[45] Dalla relazione di Vincenzo Calia (2004): «Mario Ronchi era il testimone che fece la prima dichiarazione dopo il disastro aereo del 27 ottobre 1962 ai giornalisti Fabio Mantica e Arnaldo Giuliani del “Corriere della Sera”; l'articolo apparve nell'edizione del giorno successivo e diceva tra l'altro: “[…] l'agricoltore Mario Ronchi, abitante alla cascina Albaredo, aveva terminato da poco la cena quando un rumore come di tuono l'aveva richiamato sull'aia. 'Mi era parso strano quel tuono - ha detto il Ronchi - perché anche se pioveva non mi pareva tempo da nubifragio. Così son corso sull'aia e ci sono rimasto, con una paura tremenda. Il cielo era rosso, bruciava come un grande falò, e le fiammelle scendevano tutte attorno. Sulle prime ho pensato ad un incendio, poi ho capito che doveva trattarsi di un aeroplano. Si era incendiato e i pezzi stavano cadendo ora sui prati, sotto l'acqua. Mi sono infilati gli stivaloni, ho afferrato una lampada e sono corso verso il luogo in cui il fuoco era più grande e faceva più paura. Pensavo di poter soccorrere qualcuno, ma mi sbagliavo. I passeggeri erano bruciati, dovevano essere tre o quattro, non si capiva bene. Sono corso subito ad avvertire i carabinieri di Landriano e ho guidato sul posto il brigadiere con i suoi uomini...'“». Ma il 29 ottobre, al maresciallo dei carabinieri il Ronchi stravolse del tutto la dichiarazione precedente, affermando di non avere visto e sentito nulla, circostanze peraltro smentite da numerose e consistenti fonti probatorie. È da aggiungere che Giovanna Ronchi, figlia di Mario, fu assunta nel febbraio 1969 dalla “PRO.DE S.p.a.” (poi GE.DA S.p.a.), direttamente riconducibile al presidente della SNAM Eugenio Cefis.” Quelli della SNAM hanno dato a mio papà il compito di tenere pulito il giardino in cambio di un importo che io non conosco”, dichiarò Giovanna Ronchi.


Enigma Pasolini

Sviste d'autore. Pagine bianche. "Lampi sull'ENI"


Enigma Pasolini, di Angela Molteni - maggio 2010
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