Angela Molteni, Enigma Pasolini - maggio 2010

"Pagine corsare"

Angela Molteni
Enigma Pasolini
Appunti su Pier Paolo Pasolini, su Petrolio, sull'assassinio mai chiarito dello scrittore,
sulle connessioni con i casi Mattei-De Mauro.
Protagonisti, ipotesi, testimonianze.

POSTILLA [***]

La strategia della tensione

     Come risultò dai lavori della Commissione Stragi (“Commissione parlamentare d'inchiesta sul terrorismo in Italia e sulle cause della mancata individuazione dei responsabili delle stragi”: costituita durante la X Legislatura – legge n. 172 del 17 maggio 1988 – rimase attiva per tredici anni fino al 2001) presieduta da Giovanni Pellegrino che stilò la relazione finale, tra i moventi di tale strategia, soprattutto in Italia e nel quadro della Guerra fredda, vi sarebbe stato quello di influire sul sistema politico italiano, rendendo instabile la democrazia. Vi furono molte ipotesi, che portarono a sospettare i servizi segreti italiani e stranieri di avere avuto un ruolo in tale strategia. Una delle caratteristiche della strategia della tensione era il confezionamento di attentati stragisti congegnati in modo tale da farli apparire ideati ed eseguiti da membri di organizzazioni dell'estrema sinistra o dell'estrema destra, o tramite lo sfruttamento mediatico di attentati effettuati da normali terroristi, servendosi anche di esponenti mafiosi.
     La strategia della tensione mantiene uno stretto legame con il fenomeno generale del terrorismo di Stato e spesso si serve, oltre che dei servizi, di accordi con le organizzazioni criminali e la loro manovalanza.
     Uno Stato può decidere di ricorrervi contro i suoi stessi cittadini, a fini repressivi per eliminare gli oppositori, oppure un gruppo politico, o in altri casi per intimidire e far emigrare una popolazione che non desidera. Al di fuori dei loro confini, gli Stati adottano il terrorismo per perseguire obiettivi di politica estera e per ostacolare Stati rivali o nemici. Poiché gli Stati del mondo hanno sottoscritto ufficialmente la carta dei diritti dell'uomo, che implica un totale rifiuto del terrorismo, nessuno di essi può ammettere di utilizzare l'assassinio e i metodi terroristici o stragisti, né di addestrare, armare o comunque aiutare terroristi o gruppi terroristici.
     In Italia, molti eventi criminosi hanno visto anche la partecipazione attiva della criminalità organizzata o di servizi dello Stato: li si qualificano giornalisticamente “misteri” poiché dal punto di vista giudiziario in gran parte risultano tuttora irrisolti. Ma ciò non toglie che alcuni elementi di verità siano emersi. Nel caso della morte di Enrico Mattei, per esempio, anche se nessuno dubitava che non si trattasse di incidente aereo, sono dovuti passare oltre quarant'anni perché un giudice coraggioso stabilisse che si era trattato in realtà di attentato.
     Elenco qui di seguito alcuni degli eventi più clamorosi (dal 1969) legati alla strategia della tensione:

- 12 dicembre 1969: attentato a Milano, la strage di Piazza Fontana; muoiono 17 persone e 88 vengono ferite.
- 22 luglio 1970: strage di Gioia Tauro, un ordigno squassa le rotaie nei pressi della stazione di Gioia Tauro causando il deragliamento del Treno del Sole. Muoiono sei persone.
- 17 maggio 1973: strage alla Questura di Milano, in cui muoiono 4 persone e altre 46 sono ferite.
- 28 maggio 1974: una bomba viene fatta esplodere durante una manifestazione sindacale a Brescia, in Piazza della Loggia: muoiono 8 persone.
- 17 giugno 1974: attacco a una sede del Msi a Padova: sono uccise due persone.
- 4 agosto 1974: attentato compiuto a San Benedetto Val di Sambro (treno Italicus), in cui muoiono 12 persone e altre 105 restano ferite.
- 7 gennaio 1978: strage di Acca Larentia, a Roma: i Nuclei Armati per il Contropotere Territoriale uccidono due attivisti del Msi. Durante i tafferugli che seguono, un capitano dei Carabinieri uccide un terzo attivista. Durante una manifestazione per commemorare il primo anniversario della strage, un poliziotto uccide un quarto attivista.
- 16 marzo 1978: strage di Via Fani: a Roma viene sequestrato Aldo Moro (poi ucciso il 9 maggio successivo), presidente della Democrazia cristiana e rimangono uccisi due carabinieri e tre poliziotti della scorta.
- 3 maggio 1979: attacco alla sede Dc del Lazio che provoca la morte di due agenti e il ferimento di un terzo.
- 27 giugno 1980: strage di Ustica: un aereo Dc-9 esplode in volo sopra il mare al largo dell'Isola di Ustica.
- 2 agosto 1980:  strage  alla  stazione  ferroviaria di Bologna, in cui muoiono ottantacinque persone e i feriti sono oltre duecento.
- 26 agosto 1982: strage di Salerno: un gruppo terroristico attacca una pattuglia di militari per impossessarsi delle loro armi. Due muoiono nel conflitto a fuoco, un terzo pochi giorni dopo per le ferite riportate.
- 23 dicembre 1984: attentato al treno rapido 904, San Benedetto Val di Sambro: perdono la vita diciassette persone e oltre 260  sono ferite.

     Negli anni tra il 1969 e il 1984, inoltre, e sempre nell'ambito della strategia della tensione, si contano altre sessanta singole persone assassinate.
     Vi è anche una serie di stragi di mafia, che qui non ho incluso, anche se spesso (Carlo Alberto Dalla Chiesa, via dei Georgofili a Firenze e  via Senato a Milano, Giovanni Falcone e Paolo Borsellino) hanno avuto intenti anche destabilizzanti, caratteristici della strategia della tensione.


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Enigma Pasolini, di Angela Molteni - maggio 2010
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