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"Pagine corsare"
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Appunti per un romanzo sull'immondezza
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Con una nota di attualità sulla situazione
oramai più che romanzesca di Napoli e dintorni.

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Appunti per un romanzo sull'immondezza
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Avevano tutti contro: i partiti politici li ignoravano, i sindacati erano frammentati, i cittadini li affrontavano con disprezzo, la stampa li attaccava, erano i pària della nostra società, lavorando in condizioni disumane. I netturbini, correva il 1970, erano sul piede di guerra: il 24 aprile promossero tre giorni di sciopero nazionale, col 70 per cento di adesione e una campagna di sensibilizzazione che attraversò le grandi città italiane. C´erano tutti i presupposti perché Pier Paolo Pasolini si interessasse alla sorte di questi "angeli" che ripulivano le nostre abitazioni dalle scorie che il consumismo galoppante portava in dote. Così girò un documentario di 85 minuti diviso in più parti: le "fumose" assemblee degli scopini, la discarica di Roma, gli operatori ai Mercati Generali. Questo documento inedito, considerato disperso nonostante apparisse nella filmografie pasoliniane per lo più straniere, è stato ritrovato negli scaffali dell´Archivio del movimento operaio e democratico da Mimmo Calopresti, che ne è l´attuale presidente. Il cineasta ha deciso di trasferirlo su supporto digitale e di girare un suo personale omaggio, intitolato un po´ provocatoriamente Come si fa a non amare Pier Paolo Pasolini. Appunti per un romanzo sull'immondezza. Pasolini scrisse anche una poesia A li scopini, che è riportata qui di seguito.
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Scrive Enrico Campofreda: «Certo come non amare chi fa nascere il fiore della poesia dall’immondizia delle nostre città? Ascoltare quei versi - mentre scorrono le immagini degli scopini in azione in una mattina grigia ai Mercati Generali dell’Ostiense, lì a due passi dalle Ceneri di Gramsci del cimitero acattolico della Piramide, e sempre vicinissimi all’amato Testaccio, quello di via Zabaglia “il Testaccio disadorno tra il suo grande lurido monte, i lungoteveri, il nero fondale, oltre il fiume…” - fa un effetto speciale e di vuoto al tempo stesso. Come i fotogrammi del funerale del poeta, dove non c’erano i politici, tutti, che lo disprezzavano, ma facce qualunque di popolo a testimoniare una mancanza che dura tutt’oggi».
   A li scopini

    Vorrei dirvi di una giornata di sole
    che splendette nell’Aprile del 1970 su Roma:
    gli scopini stavano a casa loro.
    Stiamo qui, a casa nostra, in borgata:
    il nostro interprete sa tutto di noi, l’unica
    differenza sta nel fatto che lui -
    Chi parla per noi si trova davanti al fatto inesprimibile,
    ch’esser scopino è un gran mistero.
    Nessuno sa né dove né quando
    viene ‘sta vocazione.
    Tocca cercà, tocca cercà: e dove ti ritrovi?
    In fonno ar mondo: laggiù
    bruciava un foco, magari sur mare;
    o sotto ‘na montagna ci stava la carogna
    d’una pora gatta, che gli aveva detto male:
    chi l’avrebbe immaginato che sarebbe toccato a noi?
    Eppure è venuta la vocazione
    Noi apparteniamo all’Ordine degli Scopini
    Ci rassomigliamo tutti come i frati:
    il primo voto sarebbe quello del silenzio.
    Lo scopino se ne va tutto solo col suo bidone
    sul carrettino, e lo spigne, cercando -
    Al sole o al brutto tempo lo scopino
    spigne il carrettino con sopra il bidone,
    e lo scopone in mano, cercando.
    Non si lascia distrarre da niente, come uno che prega -
    A lui gli basta andare, in riva al mare
    o tra li palazzi della città -
    Lo scopino se ne va tutto solo e zitto, cercando -
    Si raduna coll’altri scopini dove nessuno li vede,
    come li frati.
    Puerum Deum me appellavit, mater mea
    serva erat, pater servus;
    sicut Sanctus Agostinus
    pomos in hortis involavi;
    saxa eicci contra pueros aliorum subiurbiorum;
    in prati set in cavernis cum amicis meis
    actos impuros feci;
    postea homo cactus sum: et viam incepi
    quam nullus amicus, nullus homo cognoscit;
    Deus mihi eam instruxit;
    per illam viam hic perveni.
    E oggi 24 Aprile 1970
    è giorno di sciopero: l’Ordine degli Scopini
    è entrato nella storia;
    bisogna essere contenti, come se gli angeli
    fossero scesi sulla terra, a sedersi sulle panchine dei viali
    e sui muretti della borgata;
    è giorno di Rivelazione;
    è caduta ogni separazione tra il Regno d’Ognigiorno
    e il Regno della Coscienza;
    ciò che resta intatta è l’umiltà;
    perché chi ebbe una vocazione vera
    non conosce la violenza; e parla con grazia
    anche dei propri diritti.

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L'associazione di idee è inevitabile: vengono in mente le decine di migliaia di tonnellate di monnezza dei giorni nostri. Il menzognero per antonomasia, il signor "ghe pensi mì" ha colpito ancora, più che altro propagandisticamente, come sempre: «Abbiamo liberato la Campania, la scommessa è vinta. Sono state eliminate dalle strade 35mila tonnellate di rifiuti - 17 giugno 2008». Si attendono le solite smentite, visto che, in effetti, oltre che a Napoli, a Ponticelli e nei Comuni vesuviani le foto testimoniano sostanziosi fronti di crisi. Si tratta di migliaia e migliaia di tonnellate di rifiuti in discariche a cielo aperto, cioè nelle strade. Sono riportate alcune foto di Riccardo Siano da "La Repubblica Napoli", 17 luglio 2008; quello che segue è uno stralcio molto circostanziato tratto da un articolo di oggi (22 giugno) dello stesso quotidiano.

«Sono quarantuno le discariche a cielo aperto individuate dall´Asìa nel centro e nelle periferie cittadine. [...] Intere strade cittadine sono occupate da frigoriferi, materassi, mobili, divani, sacchetti, ma anche mattoni, piastrelle, blocchi di cemento, pneumatici, amianto. Da rifiuti speciali e ingombranti, dunque, ma anche pericolosi e tossici. I siti sono proliferati durante la crisi dei mesi scorsi, come se i rifiuti non raccolti giustificassero comportamenti poco civili. Con il risultato che oggi le discariche abusive si estendono per centinaia di metri, a volte anche per chilometri. Il caso più eclatante è vicino all´ippodromo di Agnano. Via Ruggiero è per tutto il tragitto, di oltre due chilometri, ricoperta da rifiuti d´ogni genere. [...] Ma la più grossa area di stoccaggio abusivo censita dall´Asìa è in via Fratelli Wright, non lontano dall´aeroporto di Capodichino. Ponticelli invece è il quartiere più tormentato dalle discariche, sia per numero che per quantità di rifiuti. L´Asìa ha tracciato la mappa delle strade-pattumiera e ha calcolato il volume dei rifiuti da rimuovere: sono circa 5500 metri cubi. [...] L´emergenza mai finita è a macchia di leopardo. I rifiuti assediano tutte le Municipalità. Unica eccezione, i quartieri di San Ferdinando, Chiaia e Posillipo dove, secondo il censimento del Comune, non ci sono sversatoi illegali. Nella V Municipalità (Vomero-Arenella), altra zona-bene della città, invece le discariche fuorilegge sono due, e si trovano a meno di tre chilometri di distanza l´una dall´altra: in via Camaldolilli e a Cupa Gerolomini i materiali di risulta occupano uno spazio di oltre 100 metri cubi. Anche ai Colli Aminei, dove è partita la raccolta differenziata porta a porta, eliminati i cassonetti, non sono scomparsi i rifiuti per le strade. Si trovano anche nelle aree adiacenti agli ospedali. In via del Serbatoio, per esempio, vicino al Cardarelli, e in via Due Portoni, non lontano dal Cotugno e dal Monaldi, sono abbandonati cumuli per un´area di circa 120 metri cubi. [...] La zona Est ha un doppio primato negativo: è al primo posto per numero di discariche abusive e per quantità di materiale ammassato, circa un terzo di quello disseminato in tutta la città. Nella VI Municipalità sono undici le strade dell´emergenza: via Ingangi, via Virginia Woolf, via De Roberto; a 600 metri, altra discarica in via Galeoncello. A Ponticelli persino le rampe, da via Palermo a via Madonnelle, sono invase dalla spazzatura. Stessa situazione in via Domenico Resa, via Ettore Pancini, viale della Villa Romana, traversa Cimitero Barra, via dei Mosaici Lotto e via Attila Sallustro. L´elenco delle discariche a cielo aperto è ancora lungo. Ce n´è una nei pressi del mercato ittico e del parco mai nato della Marinella. In piazza Duca degli Abruzzi residenti esasperati sabato scorso [19 luglio] hanno incendiato centinaia di pneumatici che, pieni di acqua stagnante, si erano trasformati in vivai di zanzare. Altre quattro discariche fuorilegge si trovano a Pianura e a Soccavo, nei pressi del polo artigianale, della bretella stradale, da via Cintia a via Padula, e, nel raggio di due chilometri, in via Pigna e in via Monti. Mesto scenario anche a Cavalleggeri, non lontano dal centro sportivo dell´Università Federico II: via Caserma di Cavalleria e via Cattolica sono strade-pattumiera. Camion "pirata" scaricano rifiuti a ogni ora del giorno. E poi Agnano. Oltre alla situazione limite di via Ruggiero, a 700 metri, esattamente alle spalle dell´ippodromo, c´è uno sversatoio fuorilegge in via delle Murate. Mentre altre discariche abusive sono a Scampia e a Piscinola, all´altezza della scuola "Alpi" (prolungamento di viale della Resistenza) e in località Cupa Pepillo e Cupa San Giovanni; sulla variante Toscanella e in via del Cassano a Secondigliano, in via Pendino a Chiaiano. E ancora, in via Paternum a San Pietro a Patierno; lungo la parallela a Calata Capodichino (in via Santa Maria ai Monti e in via Masoni) e in salita Scudillo; in via Veterinaria, all´altezza delle scale Paradisiello (zona Orto Botanico); in via Gianturco, all´altezza dell´ingresso della strada provinciale. [...] (22 luglio 2008).
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Ponticelli, foto di Riccardo Siano
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Ponticelli, foto di Riccardo Siano
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Sant'Antimo, foto di Riccardo Siano
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Sant'Erasmo, foto di Riccardo Siano
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INVITO ALLA LETTURA:
BRANI DI PIER PAOLO PASOLINI


TUTTI GLI AGGIORNAMENTI
A "PAGINE CORSARE" 
DA OTTOBRE 1998

 


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