Il
nome di Laura Betti, negli ultimi trent’anni, è stato identificato
quasi sempre, soprattutto in Italia, come interprete pasoliniana e Presidente
del Fondo Pasolini.
Ma l’attrice bolognese è
stata una grande cantante e una protagonista delle scene teatrali italiane
e internazionali degli anni Sessanta, dove ha dominato con il suo carisma,
la forza ironica e sovversiva della sua intelligenza e del suo umorismo.
La mostra e la retrospettiva
cinematografica organizzata dalla Cineteca di Bologna [2-30 novembre 2005]
offrono un “ritratto” variegato di una delle più dirompenti personalità
dello spettacolo degli anni Sessanta e Settanta, che ha offerto al cinema
interpretazioni di straordinaria intensità in decine di film in
Italia e in Francia.
“Illuminata di nero” è
la paradossale definizione che Pasolini adottò in uno dei testi
teatrali scritti per la Betti, Italie magique, atto unico dello
spettacolo Potentissima signora.
La mostra si apre con una
“biografia per immagini”: dall’infanzia nella villa avita di Casalecchio
di Reno al trasferimento a Roma, al suo divenire “personaggio”.
La seconda sezione è
dedicata al suo talento di cantante. In particolare, sono esposte alcune
immagini del leggendario incontro fra Laura Betti e Vittorio De Sica in
una sequenza di fotografie scattate durante l’interpretazione e l’incisione
della canzone Tango Ballade di Kurt Weill.
È il teatro l’universo
della terza sezione: I sette peccati capitali di Bertolt Brecht
e Kurt Weill, per la regia di Luigi Squarzina, Potentissima Signora
(1964), regia di Mario Missiroli, Il candelaio di Giordano Bruno,
regia di Luca Ronconi (1968); Orgia, testo e regia di Pier Paolo
Pasolini (1968); il recital Una disperata vitalità (1992-2002),
da testi di Pasolini, regia di Laura Betti.
L’ultima sezione è
dedicata al cinema: i set pasoliniani ma anche gli incontri con Marco Bellocchio
(Il gabbiano), Marlon Brando (una sequenza tagliata di Ultimo
tango a Parigi), Jerry Lewis (Retenez-moi… ou je fais un malheur!),
Donald Sutherland (Novecento).
La mostra comprende settantacinque
fotografie, di cui non poche inedite.