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Una mostra del Centro Studi Archivio Pier Paolo Pasolini di Bologna
Laura Betti illuminata di nero
Quarto Spazio del Dipartimento di Musica e Spettacolo - Bologna
dal 2 al 30 novembre 2005
La pubblicazione di Speciale Cineteca, ottobre 2005
Hanno collaborato allo Speciale: Stefano Casi, Roberto Chiesi, Goffredo Fofi, Jaqueline Risset

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Copertina di 'Laura Betti, illuminata di nero'Il nome di Laura Betti, negli ultimi trent’anni, è stato identificato quasi sempre, soprattutto in Italia, come interprete pasoliniana e Presidente del Fondo Pasolini. 

Ma l’attrice bolognese è stata una grande cantante e una protagonista delle scene teatrali italiane e internazionali degli anni Sessanta, dove ha dominato con il suo carisma, la forza ironica e sovversiva della sua intelligenza e del suo umorismo.

La mostra e la retrospettiva cinematografica organizzata dalla Cineteca di Bologna [2-30 novembre 2005] offrono un “ritratto” variegato di una delle più dirompenti personalità dello spettacolo degli anni Sessanta e Settanta, che ha offerto al cinema interpretazioni di straordinaria intensità in decine di film in Italia e in Francia. 

“Illuminata di nero” è la paradossale definizione che Pasolini adottò in uno dei testi teatrali scritti per la Betti, Italie magique, atto unico dello spettacolo Potentissima signora.

La mostra si apre con una “biografia per immagini”: dall’infanzia nella villa avita di Casalecchio di Reno al trasferimento a Roma, al suo divenire “personaggio”.

La seconda sezione è dedicata al suo talento di cantante. In particolare, sono esposte alcune immagini del leggendario incontro fra Laura Betti e Vittorio De Sica in una sequenza di fotografie scattate durante l’interpretazione e l’incisione della canzone Tango Ballade di Kurt Weill.

È il teatro l’universo della terza sezione: I sette peccati capitali di Bertolt Brecht e Kurt Weill, per la regia di Luigi Squarzina, Potentissima Signora (1964), regia di Mario Missiroli, Il candelaio di Giordano Bruno, regia di Luca Ronconi (1968); Orgia, testo e regia di Pier Paolo Pasolini (1968); il recital Una disperata vitalità (1992-2002), da testi di Pasolini, regia di Laura Betti.

L’ultima sezione è dedicata al cinema: i set pasoliniani ma anche gli incontri con Marco Bellocchio (Il gabbiano), Marlon Brando (una sequenza tagliata di Ultimo tango a Parigi), Jerry Lewis (Retenez-moi… ou je fais un malheur!), Donald Sutherland (Novecento).

La mostra comprende settantacinque fotografie, di cui non poche inedite.

 

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