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Una strategia del linciaggio
e delle mistificazioni
L'immagine di Pasolini nelle deformazioni mediatiche
Una pubblicazione del Centro Studi Archivio Pier Paolo Pasolini in occasione della mostra omonima,
curata da Roberto Chiesi e Loris Lepri, tenutasi nella Sala espositiva della Cineteca di Bologna
dal 2 novembre 2005  all'8 gennaio 2006

ESTRATTI DA LA STRATEGIA DEL LINCIAGGIO E DELLE MISTIFICAZIONI


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L'introduzione di Giuseppe Bertolucci.
Giuseppe BertolucciLa Cineteca di Bologna è un luogo dove si conservano, si restaurano e si mostrano film, è un archivio di materiali (libri, foto, manifesti, supporti audio e video), è un centro di produzione editoriale, è una struttura che organizza piccoli e grandi eventi, è un punto di incontro di generazioni diverse di studiosi e di spettatori, è una protagonista attiva della vita culturale della città, è un’istituzione riconosciuta e apprezzata in ambito internazionale, è un servizio pubblico con una sempre più pronunciata vocazione pedagogica e formativa: è insomma un organismo complesso in continua evoluzione.

Ma questa molteplicità di funzioni e questa ricchezza di iniziative sarebbero impossibili se la Cineteca non si fosse trasformata, negli anni, in un vero e proprio soggetto scientifico, in un collettivo di donne e di uomini, che
- pur operando con mansioni e competenze diverse nello sterminato territorio del cinema - fa riferimento a un modello comune e condiviso: quello della ricerca, della ricostruzione storica e della riflessione critica. E questo soggetto scientifico, questa comunità - mai uniforme, sempre felicemente plurale e differenziata - che integra saperi accademici e appassionate indagini di spericolatifree lance, rigori filologici e ossessioni cinefiliche, propensioni archivistiche e virtuosismi nella programmazione, si è formata ed è maturata attraverso una serie di occasioni di natura ed entità diverse, ma sempre intensamente partecipate: dalla lunga ricerca sul cinema muto italiano, all’invenzione di edizioni ogni anno più ricche e sorprendenti del Festival del Cinema Ritrovato, dalla realizzazione del DVD-ROM Treccani sulla Storia della tecnica cinematografica alla preziosa catalogazione e informatizzazione dell’ Archivio Chaplin, solo per citarne alcune.

E in questa attività così apparentemente variegata e disparata tout se tient proprio in virtù di una tensione scientifica mai scontata e di una inesauribile curiosità che pervade costantemente tutto il nostro lavoro, che cerca sempre di coniugare la severità delle procedure e il piacere della scoperta o del ritrovamento.

Anche i primi passi del Centro Studi - Archivio Pier Paolo Pasolini inaugurato poco più di un anno fa attorno al magnifico tesoro documentale accumulato in un trentennio da Laura Betti - vengono a confermare questo metodo di lavoro e ad arricchire il patrimonio della nostra identità scientifica.

Ne è buona prova questa esposizione delle orribili “ferite mediatiche” che hanno segnato il percorso esistenziale e creativo di uno dei nostri poeti più grandi e più amati. Dove le parole sono davvero pietre, anzi sassate. E dove la rilettura en artiste del nostro amico Toccafondo ci accompagna per mano lungo le stazioni di una Via Crucis ideologica, che quasi tutti noi avevamo rimosso. Guardate, leggete e tenete a mente: oggi nell’epoca dei neo-con, dei teo-con e soprattutto delle infinite schiere di puri e semplici cons che abitano il villaggio globale, nulla ci sembra più attuale di queste disgustose, inquietanti ed esilaranti reliquie ammonitrici.

Giuseppe Bertolucci
2 novembre 2005
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VEDI ANCHE:
" Una strategia del linciaggio e delle mistificazioni", di Roberto Chiesi
" Introduzione" di Giuseppe Bertolucci, Presidente della Cineteca di Bologna
" Le tavole di Gianluigi Toccafondo"
" Io sono come un negro, vogliono linciarmi", di Pier Paolo Pasolini
 

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