Laura Betti e
il suo itinerario artistico
a ottant'anni dalla
nascita
Il 1 maggio 2007 Laura Betti
avrebbe compiuto ottanta anni. La grande attrice, scomparsa quasi tre anni
fa, era nata a Casalecchio di Reno il 1 maggio del 1927 e il suo
vero nome era Laura Trombetti. La famiglia, dopo la sua morte, ha voluto
donare alla Cineteca di Bologna, l'archivio personale dell'attrice che
ora è conservato presso la Biblioteca “Renzo Renzi” della Cineteca.
L'Associazione “Fondo Pier
Paolo Pasolini” e il Centro Studi – Archivio Pier Paolo Pasolini della
Cineteca di Bologna, “sue creature” (perché volute e istituite da
lei stessa, con passione, determinazione e, spesso, furore), vogliono ricordare
l'anniversario della sua nascita proiettando un video di montaggio,
Laura Betti, antologia di sequenze e interviste (1959-2001),
a cura di Roberto Chiesi e Loris Lepri (curatori dell'Archivio Pasolini).
Il video comprende estratti
di apparizioni televisive della Betti dell'inizio degli anni Sessanta,
quando la sua figura bionda, agile e maliziosa, esprimeva una dirompente
carica provocatoria, come attrice e come cantante. Inoltre si potrà
vedere e ascoltare una divertente e pungente intervista del 1968 (l'anno
in cui la Betti vinse alla Mostra di Venezia la Coppa Volpi per Teorema
di Pasolini), un sarcastico “ritratto” della città di Roma, dei
suoi vizi e delle sue bellezze in un intervento del 1980.
Si potrà inoltre riscoprire
la versatilità del talento dell'interprete attraverso una scelta
di sequenze di alcuni dei circa ottanta film da lei interpretati:
da La dolce vita (1959) di Fellini a Novecento (1976) di
Bernardo Bertolucci, da Allonsanfan (1974) dei fratelli Taviani
a A mia sorella! (2001) di Catherine Breillat, da Il gabbiano
(1977) di Bellocchio a Il grande cocomero (1993) di Francesca Archibugi,
oltre, naturalmente alle sue straordinarie performance pasoliniane: dalla
diva capricciosa de La ricotta (1963) al turista adiposo de La
terra vista dalla luna (1967), da Desdemona (in Che cosa sono le
nuvole?, 1967) alla dolente santa-pazza Erminia di Teorema (1968)
fino alla lubrica donna di Bath de I racconti di Canterbury (1972)
[vedi un manifesto del film].
Il video di montaggio sarà
seguito dalla versione cinematografica, firmata da Mario Martone, del grande
recital teatrale diretto e interpretato da Laura Betti, Una disperata
vitalità (1998), interamente basato su un originale e estroso
“montaggio” di frammenti lirici pasoliniani.
Nell'ambito della serata,
inoltre, interverranno con una serie di considerazioni sul “personaggio”
Betti e il suo itinerario di interprete, Stefano Casi, direttore
dei Teatri di Vita e studioso del teatro di Pasolini, Cristina Valenti,
docente del DMS e studiosa di teatro, Roberto Chiesi, critico cinematografico
e curatore del Centro Studi Pasolini, accanto agli altri curatori, Loris
Lepri e Luigi Virgolin.