A
pochi mesi dalla sua morte, avvenuta a Bologna lo scorso gennaio, la Cineteca
del Comune di Bologna, in collaborazione con Dipartimento di Musica e Spettacolo
– Alma Mater Studiorum – Università di Bologna, Istituto Gramsci
e Centro Studi – Archivio Pier Paolo Pasolini, dedica una serata al ricordo
del critico cinematografico Fernaldo Di Giammatteo. Giovedì 12 maggio
alle ore 20.15 nella Sala 2/Officinema del Cinema Lumière il lavoro
e l’opera del giornalista e storico del cinema torinese saranno infatti
approfonditi in un sentito omaggio che vedrà Gian Mario Anselmi
(presidente dell’Istituto Gramsci), Gian Luca Farinelli (direttore della
Cineteca), Franco La Polla e Giacomo Manzoli (docenti al DAMS
di Bologna) introdurre la proiezione di Pasolini: confessioni di un
poeta, l’intervista filmata al regista di Accattone che Di Giammatteo
girò nel ’67 proprio nella casa romana di Pier Paolo Pasolini.
Nato a Torino nel 1922, Fernaldo
Di Giammatteo comincia la carriera giornalistica nell’immediato dopoguerra
alla Gazzetta del Popolo, per poi passare a La Stampa. Si trasferisce a
Roma a metà degli anni ’50 ed è tra i primi a portare il
cinema in televisione curando per la Rai i programmi Ritratto d’attore
e Cinelandia. Vicepresidente del Centro Sperimentale di Cinematografia
dal ’68 al ’74 (anni in cui Roberto Rossellini è presidente), dirige
la rivista “Bianco e nero” e fonda nel ’74 la collana di monografie “Il
Castoro cinema”, dirigendola fino al 2000. Fra le sue opere dedicate alla
settima arte e alla sua storia: La terza età del cinema (1985),
Lo
sguardo inquieto (1994), Milestones – I trenta film che hanno segnato
la storia del cinema (1998) e Dizionario dei capolavori del cinema,
scritto con la moglie Cristina Bragaglia ed edito pochi mesi prima della
sua morte.
Pasolini: confessioni
di un poeta sarà proiettato giovedì 12 maggio al Lumière2/Officinema
al termine della tavola rotonda con Gian Mario Anselmi, Gian Luca Farinelli,
Franco La Polla e Giacomo Manzoli.
Pasolini: confessioni di un poeta
(Italia/1967) di Fernaldo Di Giammatteo
L’intervista si apre con
Pasolini che legge una sua poesia tratta da Le ceneri di Gramsci.
Quindi il regista parla del suo arrivo a Roma nel 1950, delle borgate,
del quartiere dell’EUR dove abitò con la madre negli ultimi anni
della sua vita. La madre interviene a più riprese, parlando delle
sue origini friulane contadine e ricordando la scomparsa del figlio Guido.
Pasolini ripercorre la sua esperienza di insegnante a Casarsa, la sua fuga
a Roma, la sua formazione culturale e il suo approdo al cinema. Seguono
alcune interviste agli attori di Accattone: Franco Citti, Renato
Capogna, Aldo Negri, Roberto Alessandri, che parlano del loro rapporto
con il regista. Poi è di nuovo Pasolini a parlare, ancora di Gramsci,
per spiegare il suo personale rapporto col marxismo e col P.C.I. L’intervista
si chiude su Pasolini che legge una sua poesia dedicata alla madre, Supplica
a mia madre.