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Fuoco!
Il cinema di Gian Vittorio Baldi
a cura di Roberto Chiesi
Edizioni Cineteca di Bologna
giovedì 21 maggio 2009, ore 21.00
Teatro La Venere di Savignano sul Panaro (Modena)
Note biografiche e filmografiche 
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Gian Vittorio Baldi

Gian Vittorio BaldiNato a Bologna nel 1930, Gian Vittorio Baldi è regista e produttore di film diretti da Pasolini, Jean-Marie Straub e Danièle Huillet, Jean-Luc Godard, Robert Bresson, Gianfranco Mingozzi, Nelo Risi, Pierre Kast e altri. Nel 1958 realizza per la RAI Tv il film di montaggio Cinquant’anni. 1898 – 1948. Episodi di vita italiana tra cronaca e storia e con i primi cortometraggi ottiene importanti riconoscimenti: il Premio speciale della Giuria alla Mostra di Venezia per Il pianto delle zitelle (1958) e il Leone d'oro per il miglior cortometraggio a La casa delle vedove (1960).

Luciano (via dei Cappellari), cortometraggio del 1960, vince il festival di Tours ed è all'origine del primo lungometraggio di Baldi, Luciano (1962), ambientato nelle borgate romane e apprezzato dalla critica più attenta. Il film incontra però ostacoli di censura e rimane bloccato per cinque anni (esce solo nel 1967). Dopo la partecipazione al film supervisionato da Cesare Zavattini, Le italiane e l'amore (1961), con l'episodio La prova d'amore, e l'episodio Fiammetta (1964) per il film di coproduzione La fleur de l’âge - Les adolescents, Baldi presenta alla Mostra di Venezia del 1968 Fuoco!, storia dell'autodistruzione di un disoccupato, un film di grande forza espressiva che ottiene l'unanime consenso della critica (è considerato uno dei film più significativi degli anni '60) e viene distribuito anche in Francia. Dopo La notte dei fiori (1972) nel 1974 Baldi realizza L’ultimo giorno di scuola prima delle vacanze di Natale, dove gli atti criminali perpetrati da una squadra di repubblichini nelle campagne emiliane del ’44 sono narrati dall’angolazione soggettiva di uno di loro. 

L’impegno sociale diviene centrale in un film realizzato per la televisione, Anni duri (1977), che denuncia le condizioni di lavoro di un operaio delle fabbriche della FIAT. Per un altro lavoro televisivo, Mi richordo anchora (1980), Baldi s’ispira all’autobiografia del pittore naïf Piero Ghizzardi. In Anni luce (1986), un film-saggio che utilizza materiali d’archivio e che dura quattro ore, il regista bolognese analizza la strategia del consenso attuata dal regime fascista.

Un film che unisce finzione a documentazione e che s’inoltra in uno dei più degradati quartieri di Palermo, è ZEN-Zona Esposizione Nord (1988). In seguito, Baldi realizza un documentario sulla guerra partigiana, Testimonianze sulla Resistenza (1996) e, nel 1999 Nevrijeme-Il temporale, ambientato nel 1992, durante il primo anno di assedio di Sarajevo. 

Le scelte estetiche e stilistiche di Baldi (luce naturale, assenza di colonna musicale extradiegetica, suono in presa diretta) sono adottate per tre storie intrecciate l’una all’altra e che ruotano intorno alle diverse ipotesi sull’assassinio di una ragazza ebrea. 
Negli ultimi anni, Baldi svolge attività didattica come presidente della scuola di cinema Hypermedia di Faenza.

Regie

Rimorchiatore Vesuvio (cortometraggio, 1949)
Mare d'inverno (cortometraggio,1952)
Eremiti a Camaldoli (cortometraggio,1955)
Automi e macchine (cortometraggio, 1957)
Cinquant’anni. 1898 – 1948. Episodi di vita italiana tra cronaca e storia (Film televisivo in dieci parti, 1958)
Il pianto delle zitelle (cortometraggio, 1958)
I figli degli antenati (film televisivo, 1959.
Vigilia di mezza estate (cortometraggio, 1959)
Via dei Cessati spiriti (cortometraggio, 1959)
La casa delle vedove (cortometraggio, 1960)
Luciano (via dei Cappellari) (cortometraggio, 1960)
Corredo da sposa (cortometraggio, 1961)
Il bar di Gigi (cortometraggio, 1961)
Ritratto di Pina (Via della Basilica) (cortometraggio, 1961)
La prova d'amore / La preuve d'amour
Undicesimo episodio di Le italiane e l'amore / Les femmes accusent (1961)

Luciano (1962)
Distribuito nel 1967 con il titolo Luciano, una vita bruciata
Don Minzoni (Film televisivo, 1963)
La casalinga (Film televisivo, 1963)
Fiammetta (Terzo episodio del film La fleur de l’âge - Les adolescents, 1964)
Fuoco! (1968)
La notte dei fiori (1971)
L'ultimo giorno di scuola prima delle vacanze di Natale (1974)
Anni duri (1977)
Mi richordo anchora (1978)
Anni Luce (1986)
ZEN – Zona Espansione Nord (1988)
Memorie della Resistenza - Testimonianze sulla Resistenza raccolte per il Comune di Marano sul Panaro (1996)
Nevrjeme – Il temporale (1999)
Magomax (cortometraggio, 2002)
 

Produzioni e coproduzioni

Lungometraggi 

Trio (1967) di Gianfranco Mingozzi
Chronik der Anna Magdalena Bach / Cronaca di Anna Magdalena Bach (1968) di Danièle Huillet e Jean-Marie Straub
Diario di una schizofrenica (1968) di Nelo Risi
Fuoco! (1968) di Gian Vittorio Baldi
Porcile (1969) di Pier Paolo Pasolini
Baltagul / La scure (1969) di Mircea Muresan
Vento dell'Est (1969) di Jean-Luc Godard
L'amore coniugale (1970) di Dacia Maraini
Appunti per un'Orestiade africana (1970) di Pier Paolo Pasolini
Quatre nuits d'un rêveur / Quattro notti di un sognatore (1971) di Robert Bresson
A proposito dell'Angola (1971) di Stefano De Stefani
La notte dei fiori (1972) di Gian Vittorio Baldi
L'ultimo giorno di scuola prima delle vacanze di Natale (1974) di Gian Vittorio Baldi
Un'emozione in più (1979) di Francesco Longo
La Guérilléra / La Guerillera (1982) di Pierre Kast
 

Due cortometraggi:

La casa delle vedove (1960) e Luciano (via dei Cappellari) (1960)

Nel 1960 Gian Vittorio Baldi presenta al festival di Tours il cortometraggio La casa delle vedove, e il film viene recensito da Louis Marcorelles sui «Cahiers du cinéma», che, fra l'altro, scrive: «Baldi crede alla bellezza in sé, la ricrea là dove essa non è immediatamente percepibile». Ottiene il Leone d’oro per il miglior cortometraggio alla Mostra di Venezia con La casa delle vedove, che sarà premiato anche con il Nastro d’argento quale migliore cortometraggio italiano.

Lo stesso anno, realizza un altro notevole, breve film, basato su una sceneggiatura scritta con Ottavio Jemma, Luciano (via dei Cappellari) e ispirata dalle drammatiche esperienze di vita del ladro Luciano Morelli, che interpreta il ruolo di se stesso: «è un personaggio straordinario, un piccolo ladro, ma che non conosce niente della vita. Si aggira per Roma dove c’è la televisione, il cinema, la polizia, e non conosce niente, tranne la sua piccola morale – o la sua amoralità. È un selvaggio che coglie dei frutti quando ha fame; ruba per nutrire la sua famiglia, sua figlia. Ed è convinto di essere nel giusto; non ha nessuna curiosità. Quando ho cominciato, ho cercato questo personaggio, sapevo più o meno che esistesse. L’ho trovato. Per riuscirci, bisogna avere molto tempo da perdere. In seguito ho vissuto con Luciano; sono divenuto suo amico; siamo andati al cinema insieme, ecc... parlavamo molto e io registravo al magnetofono. Dopo ho scritto una sceneggiatura e lo stesso Luciano dice il testo che ho scritto».

A proposito di questa serie di cortometraggi, Nepoti scrive: «Baldi prova che, se si sa osservarli bene, i personaggi sottomessi allo sguardo della mdp divengono eminentemente espressivi, sia che si tratti delle vecchine della “casa delle vedove” o di un giovane ladro di una strada di Roma. I suoi film si distinguono per il ricorso (ed è ciò che li avvicina allo stesso tempo ad alcuni cineasti degli anni ’60, come Mingozzi) a delle tecniche moderne di regia, che permettono una presa migliore sulla realtà e offrono il vantaggio, non trascurabile, di contenere i costi di produzione».

Luciano (via dei Cappellari) costituirà la matrice del suo primo lungometraggio, ma, a quell’epoca, Baldi pensa ancora di riunire i cortometraggi in un unico film, con l'intento di realizzare «una storia di Roma narrata attraverso le sue vie, dato che ogni film è dedicato ad una via particolare»
 

Roberto Chiesi
Critico cinematografico e responsabile del Centro Studi – Archivio Pasolini della Cineteca di Bologna, collabora ai periodici«Cineforum», «Segnocinema», «Cinecritica», «Cinemasessanta» e «Studi pasoliniani», di cui è membro del comitato scientifico.

Ha collaborato al Dizionario critico dei film dell’Enciclopedia Treccani (Roma, 2004) e ai volumi Pasolini und der Todt (Pinakothek der Moderne, Monaco 2005), Pasolini O sonho de uma coisa (Cinemateca Portuguesa – Museu do Cinema, Lisbona, 2006) e Progetto Petrolio (CLUEB, Bologna, 2006). È autore di monografie dedicate ad attori (Alain Delon, 2002; Gérard Depardieu, 2005) e registi (Jean-Luc Godard, 2003) del cinema francese, edite da Gremese.

Ha inoltre curato le monografie Hou Hsiao-hsien – Cinema delle memorie nel corpo del tempo (Le Mani, Recco, 2002), Pasolini: il cinema in forma di poesia (Museo del cinema di Torino, 2006), Marcello Mastroianni, attore di teatro (Cineteca di Bologna-Le Mani, 2006), Pasolini, Callas e «Medea» (FMR-Franco Maria Ricci, 2007), Pier Paolo Pasolini Poet of Ashes (City Lights - Titivillus, 2007) e La rabbia di Pier Paolo Pasolini (Cineteca di Bologna, 2009).

 


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