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Il cinema di Gian Vittorio Baldi a cura di Roberto Chiesi Edizioni Cineteca di Bologna giovedì 21 maggio 2009, ore 21.00 Teatro La Venere di Savignano sul Panaro (Modena) Note biografiche e filmografiche |
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Luciano (via dei Cappellari), cortometraggio del 1960, vince il festival di Tours ed è all'origine del primo lungometraggio di Baldi, Luciano (1962), ambientato nelle borgate romane e apprezzato dalla critica più attenta. Il film incontra però ostacoli di censura e rimane bloccato per cinque anni (esce solo nel 1967). Dopo la partecipazione al film supervisionato da Cesare Zavattini, Le italiane e l'amore (1961), con l'episodio La prova d'amore, e l'episodio Fiammetta (1964) per il film di coproduzione La fleur de l’âge - Les adolescents, Baldi presenta alla Mostra di Venezia del 1968 Fuoco!, storia dell'autodistruzione di un disoccupato, un film di grande forza espressiva che ottiene l'unanime consenso della critica (è considerato uno dei film più significativi degli anni '60) e viene distribuito anche in Francia. Dopo La notte dei fiori (1972) nel 1974 Baldi realizza L’ultimo giorno di scuola prima delle vacanze di Natale, dove gli atti criminali perpetrati da una squadra di repubblichini nelle campagne emiliane del ’44 sono narrati dall’angolazione soggettiva di uno di loro. L’impegno sociale diviene centrale in un film realizzato per la televisione, Anni duri (1977), che denuncia le condizioni di lavoro di un operaio delle fabbriche della FIAT. Per un altro lavoro televisivo, Mi richordo anchora (1980), Baldi s’ispira all’autobiografia del pittore naïf Piero Ghizzardi. In Anni luce (1986), un film-saggio che utilizza materiali d’archivio e che dura quattro ore, il regista bolognese analizza la strategia del consenso attuata dal regime fascista. Un film che unisce finzione a documentazione e che s’inoltra in uno dei più degradati quartieri di Palermo, è ZEN-Zona Esposizione Nord (1988). In seguito, Baldi realizza un documentario sulla guerra partigiana, Testimonianze sulla Resistenza (1996) e, nel 1999 Nevrijeme-Il temporale, ambientato nel 1992, durante il primo anno di assedio di Sarajevo. Le scelte estetiche e stilistiche
di Baldi (luce naturale, assenza di colonna musicale extradiegetica, suono
in presa diretta) sono adottate per tre storie intrecciate l’una all’altra
e che ruotano intorno alle diverse ipotesi sull’assassinio di una ragazza
ebrea.
Regie Rimorchiatore Vesuvio
(cortometraggio, 1949)
Luciano (1962)
Produzioni e coproduzioni Lungometraggi Trio (1967) di Gianfranco
Mingozzi
Due cortometraggi: La casa delle vedove (1960) e Luciano (via dei Cappellari) (1960) Nel 1960 Gian Vittorio Baldi presenta al festival di Tours il cortometraggio La casa delle vedove, e il film viene recensito da Louis Marcorelles sui «Cahiers du cinéma», che, fra l'altro, scrive: «Baldi crede alla bellezza in sé, la ricrea là dove essa non è immediatamente percepibile». Ottiene il Leone d’oro per il miglior cortometraggio alla Mostra di Venezia con La casa delle vedove, che sarà premiato anche con il Nastro d’argento quale migliore cortometraggio italiano. Lo stesso anno, realizza un altro notevole, breve film, basato su una sceneggiatura scritta con Ottavio Jemma, Luciano (via dei Cappellari) e ispirata dalle drammatiche esperienze di vita del ladro Luciano Morelli, che interpreta il ruolo di se stesso: «è un personaggio straordinario, un piccolo ladro, ma che non conosce niente della vita. Si aggira per Roma dove c’è la televisione, il cinema, la polizia, e non conosce niente, tranne la sua piccola morale – o la sua amoralità. È un selvaggio che coglie dei frutti quando ha fame; ruba per nutrire la sua famiglia, sua figlia. Ed è convinto di essere nel giusto; non ha nessuna curiosità. Quando ho cominciato, ho cercato questo personaggio, sapevo più o meno che esistesse. L’ho trovato. Per riuscirci, bisogna avere molto tempo da perdere. In seguito ho vissuto con Luciano; sono divenuto suo amico; siamo andati al cinema insieme, ecc... parlavamo molto e io registravo al magnetofono. Dopo ho scritto una sceneggiatura e lo stesso Luciano dice il testo che ho scritto». A proposito di questa serie di cortometraggi, Nepoti scrive: «Baldi prova che, se si sa osservarli bene, i personaggi sottomessi allo sguardo della mdp divengono eminentemente espressivi, sia che si tratti delle vecchine della “casa delle vedove” o di un giovane ladro di una strada di Roma. I suoi film si distinguono per il ricorso (ed è ciò che li avvicina allo stesso tempo ad alcuni cineasti degli anni ’60, come Mingozzi) a delle tecniche moderne di regia, che permettono una presa migliore sulla realtà e offrono il vantaggio, non trascurabile, di contenere i costi di produzione». Luciano (via dei Cappellari)
costituirà la matrice del suo primo lungometraggio, ma, a quell’epoca,
Baldi pensa ancora di riunire i cortometraggi in un unico film, con l'intento
di realizzare «una storia di Roma narrata attraverso le sue vie, dato
che ogni film è dedicato ad una via particolare»
Roberto Chiesi
Ha collaborato al Dizionario critico dei film dell’Enciclopedia Treccani (Roma, 2004) e ai volumi Pasolini und der Todt (Pinakothek der Moderne, Monaco 2005), Pasolini O sonho de uma coisa (Cinemateca Portuguesa – Museu do Cinema, Lisbona, 2006) e Progetto Petrolio (CLUEB, Bologna, 2006). È autore di monografie dedicate ad attori (Alain Delon, 2002; Gérard Depardieu, 2005) e registi (Jean-Luc Godard, 2003) del cinema francese, edite da Gremese. Ha inoltre curato le monografie Hou Hsiao-hsien – Cinema delle memorie nel corpo del tempo (Le Mani, Recco, 2002), Pasolini: il cinema in forma di poesia (Museo del cinema di Torino, 2006), Marcello Mastroianni, attore di teatro (Cineteca di Bologna-Le Mani, 2006), Pasolini, Callas e «Medea» (FMR-Franco Maria Ricci, 2007), Pier Paolo Pasolini Poet of Ashes (City Lights - Titivillus, 2007) e La rabbia di Pier Paolo Pasolini (Cineteca di Bologna, 2009).
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