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Da Jancsó a Fassbinder: matrici e filiazioni del capolavoro ‘maledetto’ di Pasolini Lunedì 12 gennaio 2009, ore 21,30, Cinema Lumière-Sala Officinema Mastroianni (via Azzo Gardino 65/a, Bologna) La caduta degli dei (1969) di Luchino Visconti |
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Salò e altri inferni Da Jancsó a Fassbinder: matrici e filiazioni del capolavoro ‘maledetto’ di Pasolini Salò o le 120 giornate di Sodoma (1975), l’ultimo film di Pasolini, uscito postumo, non è solo un film ‘maledetto’. È anche un mistero. Pasolini lo definì un “mistero medioevale”, ossia una rappresentazione dove ogni atto, ogni scena allude ad altro, a un altro tempo, probabilmente al nostro presente. Un film che, al di là dell’estrema violenza espressiva e narrativa, della raffinatezza figurativa e della disperata energia che lo percorre, possiede un’enigmatica, ambigua complessità. L’Associazione Fondo Pier Paolo Pasolini ha voluto confrontarlo ad alcuni film che lo stesso Pasolini menzionò per ideale analogia (come L’armata a cavallo, 1967, di Miklós Jancsó), o su cui espresse fascinazione e riserve illuminanti sulla propria idea di cinema (La caduta degli dei di Visconti), o che vide, forse non casualmente, poco prima di girare Salò (L’ultimo giorno di scuola prima delle vacanze di Natale di Gian Vittorio Baldi e Fascista di Nico Naldini). Ascolteremo poi le parole-guida dello stesso autore (Pasolini prossimo nostro di Giuseppe Bertolucci) e rivedremo la versione integrale del film, con una novità: per la prima volta si vedrà in Italia una misteriosa sequenza tagliata, dove Paolo Bonacelli cita Gottfried Benn. Infine scopriremo un’eco di quel capolavoro ‘maledetto’ nell’ultima parte, visionaria e parossistica, del monumentale Berlin Alexanderplatz (1980) di Fassbinder, intitolata Epilogo: il mio sogno da un sogno di Franz Biberkopf. Uno degli incubi è appunto una scena che riecheggia Salò.
Lettera
aperta di Pier Paolo Pasolini a Luchino Visconti
Quel faro di motocicletta
«Caro Visconti, ti dispiace se ti parlo con sincerità da amico e anche con l'intemperanza e l'inopportunità che caratterizzano gli interventi degli amici? Perché, sia ben chiaro, anzitutto, che io non riesco a non considerarti mio amico, e non riesco a non considerare me stesso tuo amico. Ciò mi pare naturale, nelle cose. Lo vedo nella tua presenza fisica, nel tuo stampo e nella tua pasta. Lo avverto pensando a me che penso a te. La mia simpatia per te è inalterabile. Non te ne ho voluto (se non, veramente, per lo spazio di due o tre minuti) anche quando mi hanno detto che alla televisione francese hai sconsigliato la Callas a fare un film [Medea] con me; anche quando mi hanno detto che sei stato a Venezia al fianco di Fellini, complice con lui nel dir male, senza nominarlo, dell'assente (cioè di me: che ero assente per protestare contro due processi dovuti alla mia presenza a Venezia l'anno precedente. Non avrei mai preteso la solidarietà di Fellini, figlio obbediente. Ma la tua...). ![]() Non
era frequente che Pasolini intervenisse con una lettera aperta o uno scritto
su un film (lo ha fatto solo per La dolce vita, Sussurri e gridao
Amarcord, Deserto rosso o I pugni in tasca, e i film
degli amici: Sergio Citti, Bertolucci e Nico Naldini). Appare quindi significativo
che sei anni prima di girare Salò abbia voluto esprimere a Visconti
(con il quale non esisteva peraltro una frequentazione assidua, al contrario)
le sue critiche e qualche apprezzamento su un film, La caduta degli
dei, che in bene e in male, doveva evidentemente averlo colpito. Forse
anche come un modello da rovesciare, da infrangere (e infatti la crudeltà
di Salò evita nel modo più categorico la crudeltà melodrammatica
del film di Visconti ed esprime la disperazione nel sarcasmo e nella freddezza
geometrica). È significativo, soprattutto, che menzioni il nome di Sade
a proposito della figura di Aschenbach, come se già, nel guardare il film
di Visconti e nel vedere ricreato il clima degli anni del nazismo, immaginasse
in trasparenza le figure dell'autore delle Centoventi giornate di Sodoma.
Lunedì 12 gennaio
2009, ore 21,30, Cinema Lumière-Sala Officinema Mastroianni
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