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le arti figurative nel cinema di Pasolini Lunedì 2 novembre 2009 al Cinema Lumière - Sala Officinema/Mastroianni ore 20,00 (via Azzo Gardino, 65/b) a cura dell’Associazione Fondo Pier Paolo Pasolini |
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Lunedì 2 novembre 2009 al Cinema Lumière - Sala Officinema/Mastroianni (via Azzo Gardino, 65/b), alle ore 20,00, a cura dell’Associazione Fondo Pier Paolo Pasolini, si terrà un incontro e le proiezioni sottoindicate, nell'ambito dell'iniziativa «Amo lo sfondo, non il paesaggio»: le arti figurative nel cinema di Pasolini. Introdurrà Marinella Pigozzi (docente di storia dell’arte).
Renato Gutuso, Crocifissione, 1940-41: olio su tela, 200x200 cm, Galleria Nazionale d'Arte Moderna e Contemporanea, Roma La conoscenza e la stima di Pasolini per il pittore siciliano sono di lunga data. Già nel 1942 la Crocifissione di Guttuso, vincitore del Premio Bergamo, aveva attirato la sua ammirazione. Sono gli anni in cui va affermandosi il gruppo di Corrente, di cui fanno parte tra gli altri lo stesso Guttuso, Birolli, Cassinari, Manzù, e il cui comune denominatore, nonostante l’eterogeneità dei suoi componenti, consiste nel fuggire la pura ricerca formalista e nel rivolgere piuttosto l’attenzione ai contenuti.
Renato Guttuso, I funerali di Togliatti, 1972: acrilici e collage di carte stampate su carta incollata su quattro pannelli, 340x440 cm, Galleria d'Arte Moderna, Bologna Agli occhi di Pasolini dunque lo specifico di Guttuso risiede nel saper coniugare contenuto sociale e necessità espressive. In maniera similare Guttuso, invitato nel 1974 a partecipare alla serie televisiva “Io e...” di Anna Zà noli in cui a un celebre personaggio veniva chiesto di parlare di un’opera d’arte, dedica il proprio intervento al Marat morto di David, ravvisandovi la compresenza della austerità della tradizione e di un sentimento vivo e palpitante del presente. Come a dire che il gesto espressivo non può prescindere dalla conoscenza profonda della realtà . |
