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"Premio Pier Paolo Pasolini e Laura Betti"
a Aki Kaurismäki
Cineteca di Bologna - Biblioteca Renzo Renzi - via Azzo Gardino, 65/b
10 luglio 2007
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Galleria di immagini
[foto di Graziella Molteni]
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9 luglio 2007 - L'ingresso alla Biblioteca della Cineteca, al Centro Studi Pasolini e (a sinistra) alle sale cinematografiche.
Al centro del grande piazzale, la targa dedicata a Pier Paolo Pasolini e Laura Betti
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La targa-omaggio dedicata a Pier Paolo Pasolini e Laura Betti. È stata posta il 2 novembre 2005
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9 luglio 2007 - La palazzina della Biblioteca Renzo Renzi della Cineteca.
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Altre palazzine della Biblioteca della Cineteca di Bologna.
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Piazza Maggiore a Bologna. La facciata di san Petronio delimita la platea predisposta per la visione dei film su grande schermo.
La sera del 9 luglio 2007 si proietta "Amleto si mette in affari", film del 1987 di Aki Kaurismäki
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Piazza Maggiore, 9 luglio 2007: AMLETO SI METTE IN AFFARI - Regia: Aki Kaurismäki. Soggetto: dalla tragedia Amleto di William Shakespeare. Sceneggiatura: Aki Kaurismäki. Fotografia: Timo Salminen. Montaggio: Raija Talvio. Scenografia: Pertti Hilkamo. Musica: Elmore James. Interpreti: Pirkka Pekka Petelius (Amleto), Esko Salminen (Klaus), Kati Outinen (Ofelia), Elina Salo (Gertrude), Esko Nikkari (Polonio), Kani Väänänen (Lauri Polonio), Hannu Valtonen (Simo), Mari Rantasila (Helena), Turo Pajala (Rosencranz), Aake Kalliala (Guildenstern), Pentti Auer (il padre / lo spettro). Produzione: Aki Kaurismäki per Finnkino Oy. Durata: 88’. Ve rsione originale con sottotitoli italiani. Introduce Aki Kaurismäki.
Amleto si mette in affari racconta le incredibili avventure di un giovane dal temperamento vivace quanto una lumaca e dal cuore caldo come un frigorifero (Aki Kaurismäki). Dopo l’Amleto sinuoso e psicoanalitico di Laurence Olivier il potente Amleto sociale di Kozincev, prima dell’Amleto filologico di Branagh e dell’Amleto ginnico di Zeffirelli/Gibson, dopo l’Amleto di meno avant-garde e ultraromantico di Carmelo Bene, ecco un Amleto in pura lingua kaurismakiana. Il pallido principe s’aggira stavolta nella Finlandia anni Ottanta: “Come set abbiamo usato il vecchio hotel Fennia, nella piazza della stazione di Helsinki”, e il film risulta la descrizione attonita e asciutta della vita economica di un decennio impietoso. “Ai vertici di un gruppo industriale s’è scatenata una sanguinosa lotta di potere. Chi ha ucciso il direttore generale? I cantieri navali di Hyvinkää saranno abbandonati pur di ottenere il monopolio mondiale nella produzione di paperette di plastica? E dov’è il berretto dell’autista?”. Questo Amleto che legge i fumetti, che va a teatro, che nutre teneri sentimenti per un’Ofelia mossa invece più dal calcolo che dalla dolce follia, questo “bambinone poco adatto al nobile ruolo assegnatogli”, quest’uomo astratto e contemporaneo che conserva fino in fondo il proprio mistero, è il protagonista di uno dei film radicalmente ‘minimalisti’ di Kaurismäki, pervaso da cima a fondo da un umorismo destabilizzante, nitido nel suo riverbero di evidenza fredda. Amleto si mette in affari è un film imperdibile perché a lungo introvabile: “dramma underground in bianco e nero” realizzato subito prima dei successi internazionali di La fiammiferaia e Leningrad Cowboys Go to America, non è mai arrivato sui grandi schermi italiani. Lusinghiera, invece, la considerazione di cui gode presso i maggiori esperti shakespeariani del mondo, che si sono spinti a definirla una delle poche rappresentazioni veramente moderne della tragedia. Film spudoratamente amato anche dal suo autore: “Forse mai in passato la poesia di William Shakespeare è stata rispettata e riportata tanto fedelmente in un’altra forma artistica... Ma non lasciatevi incantare dalla bellezza classica di quest’opera: è questione di soldi, di vita o di morte” (le citazioni sono tratte da Peter von Bagh, Aki Kaurismäki. Dialogo sul cinema, la vita, la vodka (ISBN Ed.) in collaborazione con Cineteca di Bologna, disponibile da luglio 2007 nelle librerie e nei siti Internet dove è possibile acquistare DVD). [Paola Cristalli] - Sopra, una scena del film [si veda la filmografia di Aki Kaurismäki]
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Il Nettuno pare osservare attentamente l'affluenza degli spettatori alle proiezioni di piazza Maggiore.
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