.
Pasolini
e il teatro
Convegno internazionale
di studi
Bologna, 10-11
novembre 2010
 |
|
Convegno
internazionale di studi organizzato dal Cimes – Centro di Musica e Spettacolo
(Dipartimento di Musica e Spettacolo – Alma Mater Studiorum – Università
di Bologna) e
dall'Associazione “Fondo
Pier Paolo Pasolini” della Cineteca di Bologna in collaborazione con
il Centro Studi Pasolini di Casarsa della Delizia.
Il convegno approfondisce
due aree tematiche solo apparentemente vicine e complementari come “il
teatro di Pasolini” e “il rapporto fra Pasolini e il teatro”. In
realtà, portare la attenzione sulle ascendenze e sugli effetti teatrali
dell’opera di Pasolini significa tanto avvicinarsi che allontanarsi dalla
drammaturgia scritta di questo autore, che riflette solo parzialmente e
attraverso forti mediazioni stilistiche e rimodulazioni di senso gli input
di una teatralità osservata nell’eterogeneità delle sue manifestazioni:
di svolta e di intrattenimento popolare, satiriche e inventive, provocatorie
e comiche, ma sempre incardinate a presenze umane da cui ricavare i significanti
dell’evento. In parte, il teatro visto e pensato da Pasolini è rifluito
nel cinema e nelle sue riflessioni sul linguaggio, in parte ha originato
una drammaturgia spesso paradossale: intensamente poetica e letteraria
eppure assetata di compimenti organici, di incarnazioni e alter ego.
Convegno
a cura di
Stefano Casi e Gerardo
Guccini
|
Pasolini
e lo scandalo del corpo
Dalla
Trilogia della Vita alla Nuova Gioventù (1970-1975)
21-22-23
novembre 2010
Biblioteca
“Renzo Renzi” Cineteca di Bologna (via Azzo Gardino 65/b)
Cinema
Lumière, Sala Mastroianni (Via Azzo Gardino 65, Bologna)
All’inizio degli anni ‘70,
Pasolini contrappose all’abbrutimento della massificazione consumistica
e della Tv, la esaltazione di un eros ‘innocentemente’ spregiudicato
e scandaloso, in una trilogia che definì “della vita” e che comprendeva
Il
Decameron, I racconti di Canterbury e Il fiore delle Mille
e una notte, ispirati rispettivamente a Boccaccio, Chaucer e alla novellistica
araba.
Narrati “per il puro piacere
di raccontare”, i tre film, molto diversi l’uno dall’altro, adombrano,
in forme più o meno dissimulate, il rifiuto pasoliniano contro il divenire
piccolo-borghese dell’Italia e l’incombere funereo della fine di un
mondo e di un “modo di
essere uomini”. Oltre ai film, vedremo filmati rari e inediti, testimonianze
e incontri.
QUI
il programma dettagliato (pdf) di entrambe le manifestazioni
a
cura di Roberto Chiesi
Per ulteriori informazioni
telefonare: 051 2195302
Di seguito,
tre scatti inediti di Roberto Villa

|