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Cinema Lumière, Sala Scorsese - Via Azzo Gardino 65, Bologna a cura del Centro Studi-Archivio Pier Paolo Pasolini / Associazione "Fondo Pasolini" di Bologna
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Cinema Lumière, Sala Scorsese, lunedì 27 ottobre 2008, ore 20.00 Pasolini, Olmi e il documentario L’appuntamento
mensile curato dall’Associazione “Fondo Pier Paolo Pasolini” in questa
occasione propone i frutti poco o per nulla conosciuti del sodalizio tra
Pasolini, all’epoca giovane sceneggiatore, e le prime prove documentarie
di Ermanno Olmi, commissionategli dalla SocietĂ Edisonvolta presso cui
era impiegato.
L’apporto fu il commento, privo di retorica e allo stesso tempo lirico, che il poeta-regista scrisse per due documentari di Olmi, Manon finestra 2 (1956) sui minatori degli impianti idroelettrici in Val di Fumo ai piedi dell’Adamello - lavoro che suscitò qualche tempo dopo l’entusiasmo di Roberto Rossellini - e Grigio (1958), la storia di un cane che viene catturato per esperimenti scientifici. L’incontro tra i due registi avviene in una stagione eccezionale di esperienze, di contatti e di collaborazioni che di lì a poco li vedrà esordire entrambi al Festival di Venezia del 1961 con Accattone e Il posto, opere decisive per il rinnovamento del cinema italiano. Ecco come Olmi ricorda i suoi primi lavori: “Tra i primi anni Cinquanta e fino alla metà degli anni Sessanta, mi recavo spessissimo a Roma: anche per periodi abbastanza lunghi. Incontrai molte volte Pasolini. Per parlare soprattutto di cinema, che per me era la più grande aspirazione. Facevo intanto dei cortometraggi; per lo più documentari sul mondo del lavoro. Piaceva molto, a Pasolini, questa realtà del lavoro, e mi scrisse anche il commento parlato a un documentario sui minatori intitolato Manon finestra 2. E poi, un successivo: la piccola storia (un po’ sentimentale) di un cane randagio: Grigio”. * * * LA RABBIA DI PASOLINI
1963
2008
Dopo anni di dimenticatoio, La rabbia torna dunque in una versione inedita voluta dalla Cineteca di Bologna e dall'Istituto Luce, realizzata da Giuseppe Bertolucci, a partire da un'idea di Tatti Sanguineti, per restituire il senso di un'operazione effettivamente snaturata da quella lontana e burrascosa produzione del 1963. "Perché la nostra vita è dominata dalla scontentezza, dall'angoscia, dalla paura della guerra, dalla guerra? Per rispondere a questa domanda ho scritto questo film senza seguire un filo cronologico e forse neanche logico. Ma soltanto le mie ragioni politiche e il mio sentimento poetico". Pier Paolo
Pasolini
"La rabbia è un film di montaggio, un film - saggio politico, un film poetico. Meglio, un testo in poesia espresso per immagini, con la rabbia in corpo.La rabbia di Pier Paolo Pasolini. Contro il mondo borghese, contro la barbarie, contro l'intolleranza, contro i pregiudizi, la banalità , il perbenismo. Contro il Potere che, già da allora, inveiva contro di lui in modo persecutorio." Carlo Di
Carlo
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* * * Centro Studi - Archivio Pier Paolo Pasolini
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