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mercoledì 21 aprile 2010, ore 16 MAMbo, via Don Minzoni, 14 - Bologna Nell'ambito degli incontri della mostra Fellini dall'Italia alla luna, presentazione di rari filmati e audio d'archivio a cura di Roberto Chiesi |
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Nell'ambito degli
incontri della mostra Fellini dall'Italia alla luna, presentazione
“In lui tutto era vissuto in un modo più forte, disperato. Soffrendo e leccandosi le ferite. Certo, di questo, rappresenta l'esempio più pertinente, più eroico e più tragico. (…) Io ho avuto un'enorme simpatia per Pasolini. Lessi Ragazzi di vita, e fu un innamoramento totale. Lo cercai, e lui arrivò da Canova con il suo passetto elastico, intimidito, con gli occhiali neri, e mi fu subito simpatico, lo sentii come una sorta di fratellino, tenero, delicato e monello, sassaiolo, di quelli che fanno a sassate a fiume. Lo invitai a collaborare a Le notti di Cabiria, riferendogli il soggetto. (...)
![]() Pasolini, fra l'altro, scrive:
“Ricorderò sempre la mattinata in cui ho conosciuto Fellini: mattinata
“favolosa” secondo la sua “punta” linguistica più frequente. (…)
Fellini guidava la macchina magicamente come tirandola e tenendola sospesa
con un filo. Una mano, dunque, appoggiata al volante della macchina, materna
come una tardona e concentrata come un alchimista, con l'altra Fellini
si girava e rigirava i capelli, usando il solo indice come tornio o fuso.
Mi raccontava, trascinandomi in quella campagna perduta in un miele di
suprema dolcezza stagionale, la trama delle Notti di Cabiria. Io,
gattino peruviano accanto al gattone siamese. (…)
Nell'incontro che avrà luogo il 21 aprile 2010 al MAMbo, Roberto Chiesi del Centro Studi Archivio – Pasolini della Cineteca di Bologna, rievocherà i lineamenti del lungo e complesso rapporto fra Pasolini e Fellini, iniziato con un'intensa collaborazione, non compromesso da un 'tradimento' felliniano e poi proseguito a distanza, non senza qualche confronto velatamente polemico. Oltre alla sceneggiatura
di Le notti di Cabiria nel 1956, Fellini coinvolse Pasolini nella
scrittura di un progetto non realizzato (Viaggio con Anita, 1958),
che sarĂ ripreso, e quasi completamente trasformato, da Mario Monicelli
vent’anni più tardi. In seguito, Pasolini scrisse anche alcune scene
per La dolce vita, in particolare quelle riguardanti l'intellettuale
suicida Steiner. Ma il suo contributo fu notevolmente modificato prima
e durante le riprese. Infatti, il suo nome non venne accreditato nei titoli.
Nel 1960 Fellini fondò una società di produzione cinematografica con Angelo Rizzoli, battezzata Federiz, e fra i film che progettò di produrre c’era proprio l’esordio di Pasolini nella regia, Accattone. Ma dopo aver visionato due sequenze di prova del film, Fellini cedette alle apprensioni (e al boicottaggio contro Pasolini) di Clemente Fracassi, organizzatore generale, e soprattutto del produttore Rizzoli, e rinunciò a produrre il film. Fu Alfredo Bini, grazie all’intercessione di Mauro Bolognini, a sostenere la produzione di Accattone. Forse anche per il rimorso di non avere sostenuto la produzione di Accattone, Fellini intervenne pubblicamente in difesa del film quando venne bloccato dalla censura. Alfredo Bini organizzò una tavola rotonda con la rivista “Europa letteraria” il 16 ottobre 1961 a Roma, per protestare contro la decisione della censura (precisamente, dal sottosegretario al Ministero del Turismo e Spettacolo Renzo Helfer) di non concedere il nulla osta al film Accattone. Alla tavola rotonda partecipò
Federico Fellini che, caso insolito per lui, si schierò apertamente contro
la censura e a favore di Accattone, analogamente a Giulio Carlo
Argan e Giancarlo Vigorelli, intervenuti accanto a Pasolini, il cui intervento
concluse
Nel corso dell'incontro al MAMbo, dopo quasi cinquant'anni, si potrà sentire la registrazione audio dei momenti più salienti di questa tavola rotonda, con l'accompagnamento di alcune fotografie. Oltre a questo raro documento, saranno presentati gli estratti di alcune sequenze di film felliniani che citano, non senza ironia, il nome di Pasolini – Toby Dammit (1968), episodio di Tre passi nel delirio, e Fellini - Block-notes di un regista (1968), film realizzato dal Maestro per la rete televisiva statunitense NBC durante la preparazione di Fellini Satyricon. Inoltre si potrà vedere la celebre sequenza de La ricotta (1963) di Pasolini (episodio di RoGoPaG) dove Orson Welles risponde alla domanda del giornalista su Fellini, con le allusive parole “Egli danza”. Infine sarà proiettata la breve intervista concessa durante la Mostra di Venezia 1969 da Fellini e Luchino Visconti, dove i due registi lanciano sottili frecciate nei confronti di chi aveva tentato di boicottare quell’edizione della Mostra, ossia Pasolini, senza menzionarlo esplicitamente. Quattro anni più tardi, nel 1973, Pasolini scrisse una doppia recensione ad Amarcord: al libro nato dalla sceneggiatura firmata con Tonino Guerra e, in seguito, al film. Era raro che Pasolini dedicasse una simile attenzione all'opera di un cineasta (era accaduto, in passato, solo nel caso di Godard, Bernardo Bertolucci, Sergio Citti e pochissimi altri). Da ricordare, nel primo testo, le parole con cui Pasolini esaltò Roma. A proposito della sequenza del raccordo anulare, scrisse “che ricordiamo come un evento di una realtà accaduta in sogno, piuttosto che come un pezzo di cinema”. Inoltre Pasolini polemizzò violentemente contro la critica cinematografica italiana: “i critici non mi pare si siano accorti dell’eccezionale bellezza di Roma (...). Tanto peggio per loro. Rivelano, al di fuori del film, la stessa brutale immaturità e la stessa debolezza spregevole (...) dei personaggi che si trovano dentro il film”. Quando è stato pubblicato
Il
libro dei sogni (a cura di Tullio Kezich e Vittorio Boarini, Rizzoli,
2007), si è scoperto che Fellini aveva inserito alcune apparizioni oniriche
dello scrittore, immaginando in un sogno di incontrarlo in un ambiente
sinistro e buio, che diventava sempre piĂą minaccioso via via che proseguivano
insieme il cammino. Lo sognò ancora due anni dopo la morte, in casa dello
scrittore. Sapendolo colpito da una grave condanna penale, Fellini rimaneva
profondamente impressionato dalla calma e dalla determinazione dimostrata
da Pasolini.
Nella foto sopra: Pier Paolo Pasolini con Federico Fellini nel 1956 sul set de Le notti di Cabiria.
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