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.«Pasolini e il cinema - Al cuore della realtà»
La frontalità del reale secondo Pasolini
giovedì 2 dicembre 2004, ore 20,30
al cinema “Officinema” di Bologna - via Azzo Gardino 65
Una lunga e significativa intervista televisiva concessa da Pier Paolo Pasolini al critico cinematografico Francesco Savio
nel 1974, nello stesso periodo in cui stava uscendo nelle sale italiane il film Il Fiore delle Mille e una notte (1974)
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«Quando devo girare un film, scelgo di rappresentare la frontalità del reale con rispetto
e anche venerazione della realtà, perché non sono una di quelle persone
che hanno paura di aver rispetto e venerazione verso qualcosa»
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Pier Paolo Pasolini
Il Centro Studi – Archivio Pier Paolo Pasolini, curato da Loris Lepri e Roberto Chiesi, presenta giovedì 2 dicembre 2004, al cinema “Officinema” di Bologna, la versione integrale di «Pasolini e il cinema – Al cuore della realtà», una lunga e significativa intervista televisiva concessa da Pier Paolo Pasolini al critico cinematografico Francesco Savio nel 1974, nello stesso periodo in cui stava uscendo nelle sale italiane il film Il Fiore delle Mille e una notte (1974).

Pasolini non si limitò a presentare l’ultimo film della “Trilogia della Vita”, ma si soffermò a parlare della propria iconografia filmica, del suo stile cinematografico e della fragilità “fisica” del cinema. Ribadì il valore ideologico della Trilogia, e soprattutto il senso di violenta protesta contro il Presente, contro la “falsa tolleranza” e la “falsa permissività” della società consumistica. Inoltre, dopo aver visionato con Savio un filmato sulla sua opera di scrittore e regista, trasmesso all’interno del programma, contestò la sciatteria giornalistica televisiva, in particolare l’estrapolazione “proditoria” di pochi versi della discussa poesia Il PCI ai giovani!!!: «Il senso di quella poesia non è quello che appare dicendo quei due versi».

Nel corso dell’intervista a Pasolini, vennero inseriti anche interventi registrati di Morando Morandini, Giorgio Bassani e Vittorio Sermonti. Il programma, diretto da Mario Novi, fu realizzato e trasmesso dalla RAI nell’autunno del 1974 nell’ambito della rubrica “Settimo giorno – attività culturali”, a cura di Francesca Sanvitale e Enzo Siciliano.

Al cinema “Officinema” di Bologna, al termine della proiezione dell’intervista, seguirà un incontro con Marco Vallora che parlerà dell’estetica del cinema pasoliniano e della sua iconografia: «Che cos’è un autore cinematografico? È l’inventore di una iconografia [...] però questa iconografia è affidata alla pellicola, è questa la fragilità, è affidata alla pellicola che è poco più, appunto, robusta di un’ala di farfalla. E poi è affidata a un circuito, a un modo di essere visto che è altrettanto fragile» (Pasolini).

Critico d’arte de «la Stampa» e critico cinematografico, Marco Vallora ha curato cataloghi di mostre (Casorati alla Scala, Amici della Scala, 1989; Leo Longanesi (1905-1957): editore, scrittore, artista, Longanesi, 1996; Dal divisionismo all’informale, Mazzotta, 2001; I “Neri” di Burri, Mazzotta, 2003) ed è autore di saggi, tra l’altro, su Balthus, Alberto Giacometti, Graham Sutherland, Salvator Rosa, Carol Rama, Cesare Zavattini, Jean-Luc Godard, Béla Balázs, Sergej Ejzenstejn e, appunto, Pier Paolo Pasolini.

 

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