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Nell’ambito delle attività
di studio e diffusione dell’opera del grande poeta, il Centro Studi - Archivio
Pier Paolo Pasolini di Bologna presenta un programma comprendente documenti
audiovisivi, proiezioni e una tavola rotonda, sotto il titolo complessivo
“Pasolini e il cinema in forma di appunti”.
La serata comprenderà
la presentazione di alcuni documenti audio e audiovisivi di particolare
rarità, inerenti al mediometraggio documentario Appunti per un
film sull’India (1968). In particolare, saranno presentati due rari
estratti da un reportage radiofonico della RAI, a cura di Romano Costa,
sulla lavorazione del film - dove si può udire, dalla sua stessa
voce, come Pasolini abbia deciso di trasformare l’idea originaria. Inoltre,
sarà mostrato il brano di un’intervista filmata del 1969, a cura
di Philo Bregstein, dove il poeta-regista sintetizza la sua concezione
del documentario.
Pier Paolo Pasolini effettuò
le riprese di Appunti per un film sull’India - l’unico film concepito
e realizzato per la televisione, per la rubrica “Tv 7” della RAI - a Bombay,
in un villaggio tra Bombay e Pune, nel convento di Rishikesh, a Dehradun,
nel villaggio di Bhavani, a Nuova Delhi, sul Gange al confine con la Cina,
in un itinerario che attraversò tre stati indiani: Maharashtra,
Uttar Pradesh e Rajastan.
“Non ho mai fatto
il giornalista e neanche saprei farlo. (…) Il documentario che girerò
per Tv 7 è soltanto il mio sopralluogo, i miei appunti cioè,
per un film da farsi in India. Un film di cui ho in mente un ritmo e con
la camera riprenderò tutto quanto confermerà questo mio ritmo
ideale”.
Le riprese durarono dal 20 dicembre
del 1967 al 10 gennaio 1968 e, al termine, Pasolini decise di abbandonare
il progetto del film previsto per un altro progetto, ancora più
ampio, che non riuscì ad intraprendere: un poema cinematografico
sul Terzo Mondo. Appunti per un film sull’India è il secondo
film concepito dal poeta in forma di appunti, di annotazioni visive e sonore
per un progetto cinematografico, dopo Sopralluoghi in Palestina per
“Il Vangelo secondo Matteo” (1963).
Ma se il mediometraggio del
’63 sfociò nella preparazione effettiva di un film - appunto il
celebre Il Vangelo secondo Matteo - gli altri film di “appunti”
pasoliniani rimasero allo stato di appunti (fu così, infatti, anche
per il successivo Appunti per un’Orestiade africana, 1969-’70).
In realtà, la forma “aperta” del “non finito” affascinava Pasolini
già da anni e l’aveva già sperimentata nel suo pastiche
dantesco de La Divina Mimesis e, probabilmente, l’avrebbe ancora
adottata per il romanzo Petrolio.
Sulle forme e il significato
assunti dai “film di appunti”, oltre che sul complesso rapporto di Pasolini
con la cultura e il mondo indiani, saranno incentrati gli interventi della
tavola rotonda che concluderà la serata. Parteciperanno Silvia
Albertazzi, Roberto Chiesi, Loris Lepri e Giacomo Manzoli.