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.Pasolini e il pubblico
24 ottobre 2006, ore 20.30
Cinema Lumière Sala Officinema - Mastroianni
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Dibattito televisivo su Medea con Pier Paolo Pasolini (1970)
a cura di Oreste Del Buono

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Pier Paolo Pasolini nello studio televisivo con Oreste Del BuonoMartedì 24 ottobre, alle ore 20.30 al Cinema Lumière Sala Officinema - Mastroianni l’Associazione “Fondo Pier Paolo Pasolini” e il Centro Studi - Archivio Pier Paolo Pasolini della Cineteca di Bologna, presentano la versione integrale del dibattito televisivo Pasolini e il pubblico, secondo appuntamento dedicato alla critica contro la Tv del poeta-regista e sulle forme che egli adottava per “usare” il mezzo mediatico.

Il programma, realizzato nell’ambito della rubrica “Cinema 70” a cura di Alberto Luna e condotto da Oreste Del Buono, fu trasmesso il 20 gennaio 1970, circa un mese dopo l’uscita del film Medea sugli schermi italiani. Forse anche per reagire alla fredda accoglienza che il pubblico e la critica avevano riservato al film, Pier Paolo Pasolini accettò di discutere pubblicamente di Medea, parlandone con giornalisti, docenti di storia antica e studenti.

“In Medea ho voluto dimostrare - in modo assolutamente favoloso e mitico e narrativo - (…) la violenza incancellabile dell’irrazionalità”. 
È il mondo barbaro, arcano e irrazionale della maga di Euripide che Pasolini contrapponeva drammaticamente all’universo razionale di Giasone. 

Maria Callas e Pier Paolo Pasolini sul set di 'Medea'Il dibattito ha un’importanza particolare perché rimane un documento unico della dialettica di Pasolini, che rovescia le ragioni degli avversari, smontandone uno ad uno gli argomenti. Per esempio, a chi lo accusa di dirigere film per quella stessa industria consumistica che contesta violentemente nei suoi scritti, Pasolini replica: 

“L’alternativa a questo che cos’è? Il suicidio, il suicidio intellettuale (…) che io non accetterò mai. (…) È una specie di braccio di ferro: io strumentalizzo la produzione che c’è, la produzione che c’è strumentalizza me, e vediamo (…) facciamo questo braccio di ferro e vedremo di chi sarà la vittoria finale”.
Questo dibattito televisivo assume oggi un rilievo particolare anche perché costituisce una delle ultime sortite pubbliche pasoliniane precedenti la fase più acuta e drammatica della sua critica alla modernità, ossia il periodo “corsaro” e “luterano”. All’inizio del 1970, Pasolini pensava ancora che esistessero alcuni elementi positivi nel processo di trasformazione sociale che stava investendo l’Italia. Quel processo che poco tempo dopo lo scrittore avrebbe analizzato e condannato come il trionfo del degrado e della massificazione.

La proiezione del programma sarà seguita da un incontro con Marco Antonio Bazzocchi, del Dipartimento di Italianistica dell’Università di Bologna - curatore della pubblicazione della tesi di laurea pasoliniana su Pascoli, e autore di una monografia sullo scrittore edita da Bruno Mondadori - e con Giacomo Manzoli, del Dipartimento di Musica e Spettacolo dell’Università di Bologna, autore del libro Voce e silenzio nel cinema di Pier Paolo Pasolini (Pendragon).

 

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