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In viaggio con Anita Fellini, Pasolini e un film non realizzato Giovedì 23 febbraio 2006, ore 19,30 Cinema Officinema - Lumière 2, via Azzo Gardino 65 (Bologna) A cura del Centro Studi - Archivio Pier Paolo Pasolini della Cineteca di Bologna in collaborazione con la Fondazione Federico Fellini di Rimini |
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Fellini, Pasolini
e un film non realizzato
Federico Fellini ![]() Giovedì
23 febbraio, alle ore 19.30, per il ciclo di incontri Pasolini e
Fellini, il poeta e il mago, Vittorio Boarini – fondatore della
Cineteca di Bologna, Direttore della Fondazione Federico Fellini di Rimini,
studioso e docente di cinema sperimentale – e Roberto Chiesi, critico cinematografico
e curatore del Centro Studi-Archivio Pier Paolo Pasolini della Cineteca
di Bologna – racconteranno la storia di un film che Federico Fellini avrebbe
dovuto dirigere da una sceneggiatura scritta con Pier Paolo Pasolini e
che invece si trasformò in un altro film, per la regia di Mario
Monicelli, Viaggio con Anita (1978), proiettato dalle ore 20,15
al cinema Officinema - Lumière 2, via Azzo Gardino 65, Bologna.
È un capitolo significativo della collaborazione fra Pasolini e Fellini, rimasto sconosciuto fino a pochi anni fa e riemerso dalle carte del poeta-regista. Quel progetto di film avrebbe narrato il viaggio di uno scrittore, Guido (come il protagonista di 8 ½) che da Roma ritorna nella cittadina romagnola delle sue origini, accompagnato dall’amante (Anita, appunto, una ragazza bellissima e sensuale), perché richiamato dalla famiglia al capezzale del padre morente. Ritrovando il paese d’origine, Guido è invaso da ricordi mai riconciliati, assiste alla morte del padre e perde Anita.
Tra gli elementi più sorprendenti della sceneggiatura, scritta dallo stesso Fellini con Tullio Pinelli e Pasolini fra il 1957 e il 1958, appaiono senz’altro le prefigurazioni di alcuni personaggi e situazioni di futuri capolavori felliniani, come 8 ½, Giulietta degli spiriti e Amarcord. Fu lo studioso Franco Zabagli, mentre lavorava con Walter Siti al Meridiano sul cinema pasoliniano, a scoprire che fra le carte dello scrittore esisteva una sceneggiatura di Viaggio con Anita: il contributo dello scrittore è identificabile soprattutto nella bellissima descrizione del rito tradizionale della notte di San Giovanni cui partecipano Guido e Anita in un paese di contadini, rito che, per la sensualità dirompente della ragazza, assume quasi l’atmosfera eccitata di una festa pagana ed erotica e che si conclude, secondo le parole di Pasolini, con l’inseguimento di Anita da parte di Guido: la ragazza appare “divertita, infantile e provocante, davanti a Guido; si spoglia e ricomincia a rotolarsi, nuda, sulla guazza dell’erba di San Giovanni, come un cavallo, o un delfino”.
La storia di Viaggio con Anita che Monicelli diresse nel 1978, riprende le coordinate essenziali del precedente progetto, ma numerosi elementi narrativi furono completamente rielaborati dallo stesso regista con Leo Benvenuti, Piero De Bernardi e Paul Zimmermann. Da notare che nel film di Monicelli, interpretato da Giancarlo Giannini e Goldie Hawn, c’è un esplicito omaggio a Fellini e a La dolce vita. Uno dei momenti più intensi del film è senz’altro la breve, ironica e amara interpretazione di Laura Betti, nel ruolo di una donna di mezza età che vive sola in provincia ed è completamente disillusa sull’avvenire. Per una curiosa coincidenza anche la fotografia del film è firmata da uno dei più importanti collaboratori di Pasolini, il grande Tonino Delli Colli, recentemente scomparso. Prima della proiezione del
film al cinema Officinema della Cineteca di Bologna, sarà proiettato
anche un breve estratto (dal film-intervista Fellini, 1962, di André
Delvaux) dove Fellini evoca il progetto di Viaggio con Anita e si
dichiara convinto che un giorno lo realizzerà.
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