Pier Paolo Pasolini
partecipò ad un’unica tavola rotonda televisiva incentrata sulle
problematiche (e le polemiche) legate all’uscita degli articoli “corsari”:
“Italiani oggi”, andata in onda nell’ambito della rubrica “Controcampo”,
il 19 ottobre 1974 alle ore 21.
L’articolo che aveva suscitato
quasi uno “scandalo” al momento della sua pubblicazione era Gli italiani
non sono più quelli, uscito sul “Corriere della sera” il 10
giugno 1974. Pasolini lo avrebbe ripubblicato negli Scritti corsari
col titolo Studio sulla rivoluzione antropologica in Italia.
Nonostante la sua importanza,
la trasmissione è stata “perduta” dalla RAI. Laura Betti ne ritrovò
la registrazione quasi integrale del sonoro e recuperò anche alcune
sequenze (per un totale di appena sette minuti) che erano state inserite
nella puntata di “Controcampo”, andata in onda l’8 novembre 1975, meno
di una settimana dopo l’assassinio del poeta.
Utilizzando questi materiali,
il Centro Studi – Archivio Pier Paolo Pasolini ha realizzato un montaggio
che integra le rare sequenze filmate rimaste con il sonoro, aggiungendo
alcune fotografie scattate durante la trasmissione.
Dall’ottobre 1974, è
la prima volta che il dibattito viene riproposto nella sua quasi integralità.
Al dibattito televisivo,
intensamente polemico, parteciparono oltre a Pasolini, anche il professore
di sociologia Franco Ferrarotti, i giornalisti Giovanni Russo e Maurizio
Ferrara, il parlamentare Filippo Maria Pandolfi, lo scrittore Giuseppe
Cassieri. Fu condotto da Giuseppe Giacovazzo.
Pasolini fece distinzione
tra “sviluppo” e “progresso”, chiarendo perché le riteneva opposte
e inconciliabili. Questo sviluppo lo vuole la destra economica. Questi
nuovi padroni non corrispondono a quelli che consideravamo in passato padroni.
Non vogliono progresso. Ma l’opposizione non è una nuova opposizione,
ossia ha delle posizioni tradizionaliste. Questo sviluppo vuole la produzione
di beni superflui. Coloro che vogliono il progresso vorrebbero la produzione
di beni necessari.
La produzione di beni superflui
ha finito per cambiare antropologicamente tutti gli italiani. La destra
è profondamente cambiata. Ha accettato lo sviluppo. È cambiato
il fascismo e ha mutato nome.