.
Salò
o le 120 giornate di Sodoma (1975) è l’ultimo film di Pier Paolo
Pasolini, distribuito postumo nelle sale italiane nei primi mesi del 1976,
quindi sequestrato e ridistribuito soltanto nel febbraio 1977, dopo che
erano stati eseguiti diversi tagli.
Dal 1976, quindi,
la versione integrale del film è stata proiettata nelle sale
italiane esclusivamente nell’ambito delle retrospettive e delle manifestazioni
organizzate dall’Associazione “Fondo Pier Paolo Pasolini”, diretta da Laura
Betti, che ne ha curato anche l’edizione video nel 1988.
«Film scandaloso
e di estrema violenza figurativa e narrativa, Salò, secondo
le parole dello stesso Pasolini, è «un film “crudele”, talmente
crudele che (suppongo) dovrò per forza distanziarmene, fingere di
non crederci e giocare un po’ in modo agghiacciante. (…) Oltre che la metafora
del rapporto sessuale (obbligatorio e brutto) che la tolleranza del potere
consumistico ci fa vivere in questi anni, tutto il sesso che c’è
in Salò (e ce n’è una quantità enorme) è
anche la metafora del rapporto del potere con coloro che gli sono sottoposti.
In altre parole è la rappresentazione (magari onirica) di quella
che Marx chiama la mercificazione dell’uomo: la riduzione del corpo a cosa
(attraverso lo sfruttamento)».
(da Autointervista,
1975).
Pasolini, inoltre,
dichiarò: «Salò è un mistero medioevale,
una sacra rappresentazione, molto enigmatica. Quindi non deve essere capito,
guai se fosse capito. Voglio dire il film. Certo che rischio di essere
io stesso capito male, ma è intrinseco al film anche questo.
La proiezione
del film avrà luogo alle ore 20 e sarà preceduta da una breve
presentazione di Giuseppe Bertolucci, Presidente della Cineteca di Bologna,
Roberto Chiesi e Loris Lepri, curatori del Centro Studi - Archivio Pier
Paolo Pasolini di Bologna
I fotogrammi di Salò
pubblicati qui e in
altra pagina sono tratti dall'edizione tedesca del film