"Pagine
corsare"
Cinema
La rabbia di Pasolini:
un film ricostruisce
l'inedito
Il lavoro di Giuseppe Bertolucci sull'opera
incompleta del regista.
Fuori concorso a Venezia la ricostruzione
della versione originale
virgilio.it,
22 agosto 2008
.
In questi urli, in questo
strepito, in queste sterminate adunanze, in queste luci, in questi meccanismi,
in queste dichiarazioni, in queste armi, i questi eserciti, in questi deserti,
in questo irriconoscibile sole, incomincia
la nuova Preistoria [La
rabbia, XXII]
La Cineteca di Bologna sarà
presente alla 65.ma Mostra Internazionale del Cinema di Venezia con due
produzioni ('La rabbia di Pasolini' realizzato da Giuseppe Bertolucci,
coproduzione con Istituto Luce e Minerva Raro Video; 'Antonioni su Antonioni'
di Carlo di Carlo) e tre restauri ('Anni difficili' di Luigi Zampa; 'Fuoco!'
di Gian Vittorio Baldi; 'Il tempo si è fermato' di Ermanno Olmi).
'La Rabbia di Pasolini' è
un'ipotesi di ricostruzione della versione originale del film dello scrittore
e regista italiano che 'restituisce' a Pasolini l'integrità della
sua opera, con 16 minuti in più mai visti finora e una ricca appendice
di approfondimento su l''aria del tempo'.
Fuori concorso, 'La Rabbia
di Pasolini' sarà proiettato giovedì 28 agosto alle ore 16.30
in Sala Perla e venerdì 29 agosto alle 9 in Sala Volpi.
'Antonioni su Antonioni'
- presentato fuori concorso nella sezione Orizzonti - è un documentario
di Carlo di Carlo sul maestro italiano che raccoglie interviste televisive
in cui Antonioni racconta se stesso, la propria arte e il proprio cinema.
* * *
Da “La rabbia”
di Pier Paolo Pasolini
«Finché
l'uomo sfrutterà l'uomo, finché l'umanità sarà
divisa in padroni e in servi, non ci sarà né normalità
né pace. La ragione di tutto il male del nostro tempo è qui.
E ancora oggi, negli anni
Sessanta le cose non sono mutate: la situazione degli uomini e della loro
società è la stessa che ha prodotto le grandi tragedie di
ieri.
Vedete questi? Uomini severi,
in doppiopetto, eleganti, che salgono e scendono dagli aeroplani, che corrono
in potenti automobili, che siedono a scrivanie grandissime come troni,
che si riuniscono in emicicli solenni, in sedi splendide e severe: questi
uomini dai volti di cani o di santi, di jene o di aquile, questi sono i
padroni.
E vedete questi? Uomini
umili, vestiti di stracci o di abiti fatti in serie, miseri, che vanno
e vengono per strade rigurgitanti e squallide, che passono ore e ore a
un lavoro senza speranza, che si riuniscono umilmente in stadi o in osterie,
in casupole miserabili o in tragici grattacieli: questi uomini dai volti
uguali a quelli dei morti, senza connotati e senza luce se non quella della
vita, questi sono i servi. È da questa divisione che nasce la tragedia
e la morte».
[La rabbia, Il "trattamento",
1962]
«La classe padrona
della ricchezza.
Giunta a tanta confidenza
con la ricchezza,
da confondere la natura
con la ricchezza.
Così perduta nel mondo
della ricchezza
da confondere la storia
con la ricchezza.
Così toccata dalla
grazia della ricchezza
da confondere le leggi con
la ricchezza.
Così addolcita dalla
ricchezza
da riferire a Dio l'idea
della ricchezza».
[La rabbia, LXII]
«La classe della bellezza
e della ricchezza,
un mondo che non ascolta.
La classe della bellezza
e della ricchezza,
un mondo che lascia fuori
dalla sua porta».
[La rabbia, LXIII]
VEDI
ANCHE:
Il
"trattamento", la scheda del film, un commento, uno scritto di Carlo di
Carlo
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INVITO
ALLA LETTURA
BRANI
DI PIER PAOLO PASOLINI
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DA
OTTOBRE 1998
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