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La rabbia di Pasolini
Tatti Sanguineti

Sia prima, durante e dopo la lavorazione del film, che nei 12 anni in cui visse ancora, rare anzi rarissime sono le interviste, gli interventi, le dichiarazioni di Pasolini sul suo film La rabbia. In nessuna dichiarazione dell’autunno del 1962, né dell’inverno del 1963, Pasolini dichiara esplicitamente ed inequivocabilmente di avere ideato scritto e montato in origine una versione del film (in una prima copia di lavoro non speakerata ma con le voci probabilmente “appoggiate”) più lunga rispetto ai 54 minuti de La rabbia di Pier Paolo Pasolini, prima parte del cine-match con Giovannino Guareschi.

Solo nel mese di aprile del 1963, quando il film a quattro mani (“visto da destra” e “visto da sinistra”) è naufragato e sparito, Pasolini dichiara ad Andrea Barbato de "Il giorno" di avere in precedenza, lui da solo, montato una sua versione del film della durata di un vero e proprio lungometraggio.

Nel primo dei due volumi dei Meridiani Mondadori Pasolini per il cinema, curati da Walter Siti e Franco Zabagli ed editi nel 2001, da pagina 335 a pagina 404 è pubblicata una versione della sceneggiatura che non corrisponde al film di P.P.P. versus G.G.: è molto più lunga, strutturalmente diversa e contiene molti blocchi di sequenze totalmente assenti nel film conosciuto.

La sequenza che apre il movie edito nel 1963 è nel testo dei Meridiani la sequenza numero 20: “neri inverni in Ungheria”. I Meridiani aprono invece con le “estreme onoranze a De Gasperi” a cui seguono “il peso della guerra (ritorno delle ceneri dalla Grecia)” e altre sequenze mancanti. Sulla base di questo riscontro mi è venuto naturale ipotizzare che il testo pubblicato dai Meridiani corrispondesse alla copia di lavoro a cui Pasolini aveva accennato con Barbato, copia bocciata dal committente del film, il signor Gastone Ferranti della Astra Cinematografica, titolare della testata Mondo Libero. Ferranti aveva bocciato il film commissionato a Pasolini e gli aveva fatto accettare in ripiego l’ipotesi del “duello” con Guareschi.

Siccome il film commissionato era un film di montaggio sulle collezioni del cinegiornale Mondo Libero, dato che una collezione completa in pellicola 35mm della testata è posseduta dall’Istituto LUCE (che ha fra i suoi compiti istituzionali il recupero delle cine-attualità italiane) ho controllato intanto se negli indici e nei sommari di Mondo Libero c’erano le onoranze funebri a De Gasperi, il ritorno delle ceneri dei caduti di Cefalonia e via via le altre sequenze in successione della sceneggiatura dei Meridiani assenti dalla Rabbia di Pasolini che noi conosciamo. Le sequenze c’erano tutte: non ne mancava una. Pasolini si era rigorosamente tenuto alla commessa ricevuta di organizzare un film di montaggio sulla fine della guerra fredda a partire da quei vecchi materiali.

Ascoltando, scaricando e trascrivendo la voce off di queste attualità risultava in tutta lapalissiana evidenza come il testo di Pasolini calzasse perfettamente con il commento parlato del vecchio cinegiornale anticomunista. Pasolini ci si era letteralmente adagiato e seduto sopra. Riprende, preleva e pizzica parole battute attacchi e clausole. Post sincronizza il suo testo in una parafrasi segreta, polemica ed aggiornata di quella dimenticatissima voce.

Davanti a questa evidenza mi è parso ovvio e legittimo ipotizzare che alla Cineteca di Bologna, dove ha sede la Fondazione Pasolini e dove da molto tempo abbiamo lavorato in collaborazione con l’avente diritto su La rabbia di Pasolini e Guareschi, di riaccoppiare la sceneggiatura di partenza dei Meridiani con le cineattualità che Pasolini aveva visionato, selezionato e su cui aveva scritto.

Che, insomma, tentassimo di ricostruire un fac-simile, almeno parziale, del film originario di Pasolini, respinto snaturato dimezzato.

Avevamo ipotizzato una ricostruzione o rischiavamo l’ennesimo vilipendio? Ci abbiamo pensato, discusso e ridiscusso e alla fine siamo riusciti a far cadere in tentazione perfino un pasoliniano austero purista ed integerrimo come il nostro caro presidente, Giuseppe Bertolucci.

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La rabbia di Pasolini, "l'ipotesi di ricostruzione della versione originale del film di Pier Paolo Pasolini, realizzata da Giuseppe Bertolucci da un'idea di Tatti Sanguineti, presentato fuori concorso alla Mostra del Cinema di Venezia 2008 - Trailer, Cineteca di Bologna

 

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BRANI DI PIER PAOLO PASOLINI


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DA OTTOBRE 1998









 


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