Cinema

"Pagine corsare"
Cinema

Appunti per un'Orestiade africana di Pier Paolo Pasolini.
I personaggi, le metafore, le ambientazioni

Dalla scelta dei personaggi, che Pasolini racconta mirabilmente nel film, si riesce a comprendere quale sia stata la cura del regista nella ricerca di chi fosse in grado di impersonare gli interpreti africani della tragedia ispirata all'Orestiade eschilea. Una sorta di "genialità" che indubbiamente il regista ha mostrato incessantemente nella scelta di tutte le caratterizzazioni che si rilevano nei visi, nelle espressioni e negli atteggiamenti degli interpreti - anche non di primo piano - che appaiano nei suoi lavori cinematografici, a partire emblematicamente da quel Franco Citti che Pasolini dichiarò essere la personificazione stessa di Vittorio Cataldi, detto Accattone, splendido interprete principale della sua prima fatica cinematografica.

Dopo il restauro effettuato dalla Cineteca di Bologna nel 2005 e presentato nello stesso anno al Festival di Cannes, il Dvd di Appunti per un'Orestiade aficana è ora disponibile nelle librerie e videoteche, ed è corredato come si è detto da un libro e da alcuni extra: "Interviste video a Dacia Maraini, Gian Vittorio Baldi, Gato Barbieri, Stefano Zenni e Massimo Fusillo"; gallerie fotografiche: "Pier Paolo Pasolini, Alberto Moravia, Dacia Maraini, Gato Barbieri durante le riprese del film (1968-1970)" e "Pier Paolo Pasolini contestato a Venezia (1973 - foto di Roberto Salbitani).

È la voce dello stesso Pasolini a guidare lo spettatore in un itinerario filmico che assume una natura eterogenea e "impura" di saggio per immagini, analisi antropologica e diario di viaggio, con squarci visionari e poetici. Le immagini girate dal poeta-regista sui "silenzi profondi e paurosi" dell'Africa si confrontano a violente sequenze documentarie sulla guerra del Biafra, a un esperimento musicale con Gato Barbieri "nello stile del jazz", a brani di rituali primitivi funebri o gioiosi.

Qui di seguito e nelle pagine successive vi sono alcune citazioni dalla sceneggiatura pasoliniana - trascritte dall'edizione di Pasolini per il cinema (a cura di Walter Siti e Franco Zabagli, Meridiani Mondadori, Milano 2001) -, insieme a fotogrammi tratti dal film; penso possano concorrere alla piena comprensione dei criteri estetici, artistici, antropologici adottati dal poeta-regista nella realizzazione di quel capolavoro che sono gli Appunti per un'Orestiade africana. E spero anche che costituiscano un forte stimolo alla visione dell'intero film, un vero e proprio gioiello nell'ambito dell'intera produzione artistica di Pier Paolo Pasolini. Propongo inoltre un saggio di Serafino Murri  (Alla scoperta dell'Orestiade con Serafino Murri), uno studio riguardante la musica degli Appunti africani tratto da Pasolini e la musica, un libro di Roberto Calabretto fondamentale per la comprensione dei criteri che guidavano Pasolini nella scelta e nell'utilizzo della musica nei suoi lavori cinematografici, e un commento molto interessante a cura di Sandro Lozzi, Reminiscenze: Festival del Cinema Ritrovato.

Infine, questo approfondimento riguarda anche l'Orestiade di Eschilo nella versione teatrale tradotta da Pier Paolo Pasolini (1960) per Vittorio Gassman, e messa nuovamente in scena nel 2008 al Teatro Greco di Siracusa su iniziativa dell'Istituto Nazionale del Dramma Antico per la regia di Pietro Carriglio. [A.M.]

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Per prima cosa ho fatto una ricerca dei personaggi:
girando per la Tanzania, anche per l'Uganda, ho fotografato decine e decine di persone

Questo potrebbe essere un Agamennone...
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anche questo. Il vecchio Agamennone che torna stanco dalla guerra di Troia.
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Un'altra variante, per un possibile Agamennone più favoloso e mitico, come vedete.
Questo è un Masai.
 

Appunti per un'Orestiade africana, di Pier Paolo Pasolini

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