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Il cinema

"Pagine corsare"
Cinema

Il fiore delle Mille e una notte
recensione di Mauro Conciatori
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Terzo ed ultimo film della "Trilogia della vita" di Pasolini questo Il fiore della Mille e una notte è un'opera trasognante, ricca di sensualità, di amore per la vita, dove ricchi e poveri sono allo stesso livello, e dove si cerca il trionfo dell'amore. Un amore puro, vero, scevro da ogni convenzione e da ogni falsa morale. Un amore messo in pericolo però da piccoli eventi, da piccole sfumature che possono rovinare la "purezza" stessa dell'amore... 

Come enuncia lo stesso Pasolini in apertura con la frase tratta da "Mille e una notte" ("La verità non sta in un solo sogno, ma in molti sogni..."), Il fiore delle Mille e una notte è una lunga epopea dell'amore e del sogno. Un interscambio continuo tra cognizione reale e irreale. Un amore sognato ma reale, ma anche un sogno poco reale in quanto tale. Quindi dov'è il confine tra realtà e irreale?... 

Pasolini snocciola le varie storie che compongono il libro che lo ha ispirato in tanti frammenti di vita che sono al confine di questa labile ed instabile linea retta che divide la realtà dal sogno. Quindi come si diceva all'inizio, un film trasognante che trasuda passione, vita, ma anche dura realtà di ciò che si frappone tra felicità ed infelicità. Storie che sono lunghe poesie (e parabole) che hanno il dolce sapore del sesso, dell'amore, della femminilità che si sprigiona "violenta ed arcana" da queste donne (e uomini) che popolano la Terra. Donne come tante, solo donne ma che hanno il potere di incantare e di sedurre e di conquistare gli "sciocchi" uomini che non sanno, al contrario, resistere alle cose materiali, a differenza dei sogni e della bellezza d'animo delle donne. Una ricerca di una verità assoluta che cerca di mostrare l'amore nella sua assoluta bellezza. Un amore che tutti negano ma cercano in maniera folle, quasi dissennata e quando lo trovano corrono il rischio di perderlo.

Un percorso, questo di Pasolini, che pone l'accento tra cultura orientale e occidentale, due differenti modi di interpretare la vita e tutto ciò che ne consegue. Pasolini vede con i suoi occhi di fine dicitore e coglie gli aspetti più intimi e più nascosti della vita. Un visione onirica ma semplice, senza molti fronzoli, come la recitazione che chiede ai suoi attori. Mette in scena una storia netta, povera, ma ricca di sfumature colte e intellettuali che nutrono la conoscenza di sapere dello spettatore. Una conoscenza dalla quale tutti dovremmo attingere per saperne di più sulla vita, sull'ordine delle cose, su ciò che è giusto e sbagliato. Una grande lezione dell'animo e dello spirito umano da cogliere con attenzione e con vigore, così come la racconta il genio di Pasolini...

 

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Vedi anche: tutti gli aggiornamenti di "Pagine corsare" da ottobre 1998
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Il fiore delle Mille e una notte, recensione di Mauro Conciatori

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