...

Il cinema

"Pagine corsare"
Cinema

A "Fuori orario, cose (mai) viste"
La terra vista dalla luna
episodio di Pier Paolo Pasolini dal film Le streghe
di A.M.

E così, in piena notte com'è regola di "Mamma Rai" soprattutto per i film di Pasolini, il 19 febbraio 2007 è andato in onda su RaiTre La terra vista dalla luna, terzo episodio del film Le streghe. Gli altri episodi sono: La siciliana di Francesco Rosi; Senso civico di Mauro Bolognini; La strega bruciata viva di Luchino Visconti; Una serata come le altre di Vittorio De Sica. Elemento unificante è la presenza in tutti gli episodi, come interprete principale, di una splendida Silvana Mangano.

Pasolini non scrisse una vera e propria sceneggiatura dell'episodio La terra vista dalla luna: elaborò le scene del film [vedi lo storyboard del film], girato verso la fine del 1966, disegnandole in forma di fumetti [vedi due pagine di esempio con i disegni a colori]. Anzi, lo scrittore propose a Garzanti un libro tutto a fumetti che illustrasse, ancora prima di realizzarla, la sua ultima opera cinematografica:

"Infine c'è il progetto di un libro molto strano. Si tratta di questo: ho in mente una dozzina di episodi comici, che vorrei girare ancora con Totò e Ninetto [i due interpreti di Uccellacci e uccellini], ma forse non potrò farlo per i troppi impegni. Ora, la sceneggiatura dell'ultimo episodio La terra vista dalla luna, l'ho stesa sotto forma di fumetto a colori (ripescando certe mie rozze qualità di pittore abbandonate). Stando così la cosa, mi piacerebbe, piano piano, di mettere insieme un grosso libro di fumetti – molto colorati e espressionistici – in cui raccogliere tutte queste storie che ho in mente, sia che le giri, sia che non le giri". 
Tutto l'andamento del film dà testimonianza di una storia fantasiosa e del tutto inattesa, fatta anche di colori sgargianti e improbabili, ma anche di una filosofia rivelata nel cartello che appare alla fine del film "Essere morti o essere vivi è la stessa cosa". Un concetto "che l'autore ci dice essere tratta dalla filosofia indiana, [e che] non è, come parte delle critica militante fu portata a scrivere, 'rinunciataria o nichilistica', poiché non c'è nessun accenno di pessimistico consenso con quella affermazione: semmai, con fin troppa ironia, vi si ritrova un malcelato invito a non accettare la logica imperante, ad essere lunari quel tanto che basta per prendere le distanze dai tentacoli mostruosi del nonsenso sociale e dei suoi schematismi da marionette [...] (Serafino Murri, in Pier Paolo Pasolini, Il Castoro-l'Unità 1995).

Il sodalizio tra Pasolini e Totò dà vita a una trilogia, composta da un lungometraggio e da due cortometraggi: Uccellacci e uccellini (1966), La terra vista dalla luna (1967), Che cosa sono le nuvole? (1968). Tre commedie grottesche in cui Totò è il protagonista, sempre affiancato, come co-protagonista, dal giovane Ninetto Davoli.

In breve, la vicenda narrata in La terra vista dalla luna è la seguente. Subito dopo la tumulazione del cadavere della prima moglie, Ciancicato Miao (Totò), d'accordo col figlio (Ninetto Davoli), comincia la ricerca affannosa di una sostituta, una Donna Ideale; dopo vari tentativi, la trova in Assurdina Caì (Silvana Mangano), una bellissima sordomuta, che sposerà e si rivelerà perfetta donna di casa. Ma i due, diabolicamente, non si accontentano della situazione economica e, per reperire i soldi necessari per una nuova casa, convincono Assurdina a fingere una minaccia di suicidio, a causa della miseria: la donna sale in cima al Colosseo, al fine di far accorrere gente; così Ciancicato, con l'aiuto del figlio, organizza una colletta tra la folla, impietosendola con il racconto delle sventure di povertà della moglie. Succede però l'imprevisto: Assurdina, mentre rappresenta a gesti il simulato dolore, scivola su una buccia di banana e muore cadendo [vedi la foto di lavorazione di questa sequenza del film]. Nuovamente al cimitero, per seppellire anche quest'altra moglie, i due sono disperati. Tuttavia, al loro ritorno a casa, troveranno il fantasma di Assurdina. Superato il terrore iniziale, convinti dai gesti di quella che spiega che lei è in tutto e per tutto come era da viva, buona moglie madre e casalinga, ritornano felici. L'episodio termina con queste parole scritte su un cartello: "Morale: essere vivi o essere morti è la stessa cosa".

La chiave di lettura del Totò personaggio pasoliniano, è stata delineata dallo stesso regista, in un’intervista:

“La mia ambizione era proprio quella di strappare Totò al codice, cioè decodificarlo. Quale era il codice attraverso cui si poteva interpretare Totò allora? Era il codice del comportamento dell’infimo borghese italiano, dell’infima borghesia portata alle sue estreme espressioni di volgarità e aggressività, di inerzia, di disinteresse culturale. Totò, innocentemente, faceva tutto questo, vivendo parallelamente […] un altro personaggio che era al di fuori di tutto questo. Però il pubblico lo interpretava mediante questo codice. Ed allora io, per prima cosa, ho tolto a Totò tutta la sua cattiveria, tutta la sua aggressività, tutto il suo teppismo, tutto il suo fare sberleffi alle spalle degli altri. Questo è scomparso completamente. il mio Totò è quasi tenero e indifeso come un implume, è sempre pieno di dolcezza, di povertà fisica, direi, non fa le boccacce dietro a nessuno”. (Serafini Murri, cit.)

Due disegni di Gianluigi Toccafondo: Assurdina Caì e Ciancicato Miao
 
.


Vedi anche: tutti gli aggiornamenti di "Pagine corsare" da ottobre 1998
.

 


A "Fuori orario, cose (mai) viste": La terra vista dalla luna

Vai alla pagina principale
 
 




Uno dei fumetti disegnati da Pier Paolo Pasolini - Pasolini per il cinema vol. I, Meridiani Mondadori, Milano 2001