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fiore di carta 1968 . . Scritto e diretto da
Pier
Paolo Pasolini
. Nel periodo in cui Pasolini girava l'episodio Che cosa sono le nuvole? fece anche un brevissimo film della durata di dodici minuti con Ninetto Davoli protagonista, La sequenza del fiore di carta, che venne inserito in un film a episodi ispirati alle parabole del Vangelo. Gli autori degli altri episodi del film, che avrà il titolo di Amore e rabbia, sono Bertolucci, Lizzani, Godard e Bellocchio. Pasolini scelse in questo caso l'episodio evangelico del “fico innocente” (Cristo vuole cogliere dei fichi, ma essendo marzo l'albero non ne ha ancora prodotti, e allora Cristo lo maledice), ripercorrendo, in forma di fiaba, il tema di Edipo re della “colpevolezza dell'innocenza”. Il protagonista del film è Ninetto Davoli (Riccetto), inconsapevole e spensierato, che balla in mezzo alla strada al suono del twist con un enorme fiore di carta, simbolo della sua innocenza, della sua gioia di vivere, ma anche della sua estraneità rispetto a una presa di coscienza che rende ancor più orribile e dolorosa la realtà di chi è vittima delle tragiche storture della Storia (quando Riccetto morirà, colpito dalla maledizione di Dio, sul suo corpo immobile scorreranno le terribili immagini della guerra del Vietnam e dei campi di concentramento nazisti…). In una intervista, lo stesso regista parlerà in questo modo della breve pellicola: “È un episodio [del Vangelo] che per me è sempre stato molto misterioso e di cui ci sono parecchie interpretazioni contraddittorie. Io l'ho interpretato così: ci sono momenti nella Storia in cui non si può essere innocenti, bisogna essere coscienti; non essere coscienti vuol dire essere colpevoli. Così ho messo Ninetto a camminare per via Nazionale, e mentre egli cammina senza un pensiero e completamente innocente, passano sovrapposte attraverso via Nazionale un certo numero di immagini di alcune delle cose più importanti e pericolose che accadono nel mondo – cose di cui lui non è cosciente, come la guerra del Vietnam, i rapporti tra Est e Ovest e così via: sono solo ombre che gli passano sopra, e di cui lui non sa niente. Poi ad un certo punto si sente, in mezzo al traffico, la voce di Dio che lo incita a sapere, ad essere cosciente, ma come il fico egli non capisce perché è immaturo e innocente, e così alla fine Dio lo condanna e lo fa morire”. . |
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