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Comunicato stampa

IL DRAMMA DI FRANCO CITTI IL PROTAGONISTA DI “ACCATTONE” E DI TANTI ALTRI FILM DI PASOLINI, GRAVEMENTE MALATO, BISOGNOSO DI ASSISTENZA
E SENZA UNA DEGNA PENSIONE.

ANGELO BONELLI SCRIVE AL DIRETTORE DELLA ASL RMD:
“CHIEDIAMO PERCHE’ SIA SATA NEGATA L’INDENNITA’ DI ACCOMPAGNAMENTO AL FAMOSO ATTORE, PATRIMONIO DELLA CULTURA ITALIANA, OGGI DIMENTICATO NELLA SUA CASA DI FIUMICINO”.

UNA LETTERA AL MINISTERO PER I BENI E LE ATTIVITA’ CULTURALI  PER CHIEDERE L’APPLICAZIONE
DELLA LEGGE BACCHELLI

Il dramma di Franco Citti al centro di una lettera inviata dal Capogruppo dei Verdi alla Regione Lazio Angelo Bonelli all’amministratore della Asl RmD. 
L’attore preferito da Pasolini, protagonista di circa trenta film che lo hanno reso indubbiamente patrimonio della cultura italiana esportata nel mondo, vive da solo e senza assistenza in una casa di Fiumicino. Unico sostegno una pensione di circa 400 euro riconosciutagli dall’Empals, e le cure del fratello, il regista Sergio Citti:
Franco Citti deve avere la pensione che gli spetta innanzitutto come cittadino italiano – dichiara Bonelli – e poi come attore patrimonio della cultura nonché dell’immaginario italiano esportato nel mondo. La vicenda è drammatica e ho deciso di scrivere al direttore della ASL RMD, poiché risulta che Citti - pur essendo stato riconosciuto invalido al 100% - non abbia mai percepito la pensione che gli spettava dal’98 al 200, fino cioè ai 65 anni di età. Adesso che ne ha 67 non può percepire la pensione di invalidità, ma ha più volte fatto domanda per avere l’assegno per l’accompagnamento che però, inspiegabilmente,  la Asl RMD gli ha più volte rifiutato”. 
“Citti – prosegue Bonelli- ha subito un primo ictus nel ’97 (subito dopo l’uscita dell’ultimo film come attore, “I magi randagi”), poi ne ha subiti altri e oggi è semiparalizzato, non può parlare, si muove a fatica e non può fare praticamente nulla da solo. L’Inca-Cgil ci ha comunicato che lo assistette nel presentare un ricorso nel 2001 e, tra l’altro dopo molti mesi di snervante attesa, arrivò l’ennesimo no. Ci sembra una situazione inspiegabile e che grida giustizia
Bonelli ha anche scritto al Ministero per i Beni e le attività culturali per chiedere per Franco Citti l’applicazione della legge Bacchelli, e il conseguente assegno previsto per gli artisti in difficoltà.
“Si tratta di un caso che credo colpisca tutti, visto che Citti con tutti i personaggi interpretati sulla scia del grande cinema di Pasolini, rappresenta oggi un patrimonio nell’immaginario di tutti, e saperlo in queste condizioni ci amareggia molto. Come cittadino italiano, in ogni caso, ha assoluto diritto ad avere la pensione che finora gli è stata inspiegabilmente negata. Ci auguriamo che la nostra azione porti subito i suoi frutti poiché, viste le condizioni di salute, non ci sembra che ci sia molto tempo da perdere”.
Franco Citti fu reso famoso dal film di P.P.Pasolini “Accattone” del 1961, in cui interpretò la parte di Vittorio Cataldi, un ladro sfruttatore che cerca di redimersi, ma che finisce tragicamente. Successivamente recitò in circa trenta film, tra cui “Il decamerone”, “Il fiore delle mille e una notte”, “Una vita violenta”, “Mamma Roma” e tanti altri di Pasolini, e poi con altri registi, come Beppe Cino e Gianfranco Piccioli, fino a “I Magi randagi” del ’96, ultimo suo lavoro sotto la regia del fratello Sergio.

Angelo Bonelli
Capogruppo Verdi Regione Lazio

Roma, 2 maggio 2002