"Pagine
corsare"
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Pierpaolo
(di Persia - Macale -
Persia 1981)
Una canzone di Antonio Persia
Pierpaolo
Il vento si porta via anche
l'ultimo sguardo
all'idroscalo prime luci
accese
quanta sabbia sulla tua
faccia incerta
ha soffocato la voglia di
rose.
Morire con negli occhi il
freddo di questo mare
tra le quattro baracche
dell'estate
forse è la morte
che volevi fare
tra barche in secca e reti
strappate.
Pierpaolo,
il peggio è solo e sempre per chi rimane
quant'è lontana l'età del pane
come una stagione che non potrà ritornare.
Pierpaolo,
come ridi adesso non hai riso mai
pesa sul cuore essere sempre contro
gente senza volto né fisionomia.
In questo caldo oggi c'é
qualcosa di preistoria,
sembra non sia accaduto
proprio niente
c'è poco tempo per
la memoria
col frastuono di juke-box
che si sente.
C'è qualche fiore
secco su questa sporca sabbia
il solito amico che arriva
sempre tardi
volano fogli sparsi su questa
terra rabbia
città senza gioia
e di bugiardi.
Pierpaolo,
adesso puoi goderti questa partita
noi invece la vedremo in differita
cercando un altro amico che l'avrà capita.
Pierpaolo,
scusami, sai, se qualcun altro ancora
dirà che una canzone non è mai poesia
gettando via lontano l'ultima tua fotografia.
Pierpaolo ...
Coro:
(... E voglio vivere come i gigli dei campi
come gli uccelli del cielo campare
e voglio vivere come i gigli dei campi
e sopra i gigli dei campi volare... )
(tratto da: "A Pa" di F. De Gregori)
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