"Pagine
corsare"
Contributi dei visitatori
Due poesie
dedicate a Pier Paolo
Pasolini
di Mariano Buccino
Scrive
Mariano Buccino, 19 anni, inviando due sue poesie dedicate a Pier Paolo
Pasolini:
[...] Amo Pier Paolo Pasolini
per la sua unicità di eroe nascosto, di intellettuale imparziale,
ma soprattutto per la sua aggressività di bambino con cui affrontava
se stesso e l’uomo. La sua gioia e sofferenza, antitesi essenziale per
la crescita interiore di un uomo, traspare nelle sue opere dove si percepisce
il netto messaggio della ricerca del “puro”.
Non voglio dilungarmi il
più del dovuto su cosa penso di Pasolini. L’amore per il nostro
genio, mi ha portato a contattare Simona [Simona Consoni è l'autrice
di "Petrolio", tesi di laurea pubblicata da
"Pagine corsare"]. Sono rimasto estasiato dalla sua analisi di “Petrolio”.
Difficilmente si riesce a percepire il nudo significante che si cela dietro
alle parole pasoliniane che portano l’uomo ad irrigidirsi su dei canoni
prestabiliti. L’inversione e la rottura di questi canoni, porta l’uomo
ad una sorta di smarrimento. Solo in quel momento, l’uomo percepisce il
lampo di genio che gli fa comprendere la vera scissione del Pasolini personaggio
e del Pasolini persona che fondendosi, forgiano la forma.
Potrà sembrare ambiguo
il mio modo di esporre i miei pensieri che navigano tutti in un’unica direzione:
un amore folle. Follia che sfocia in pazzia che rende, in fin dei conti,
un uomo diverso da un altro. È la diversità che mi rende
succube del mio vate a cui ho dedicato un intero libro di poesie intitolato
“Monologhi”, perché anche solo una voce di un uomo, può condurre
lo stesso uomo ad invertire il proprio passo. [...]
Il secondo volo di Icaro
Dedicata a Pier Paolo Pasolini
di Mariano Buccino
Omnia vincit amor
Virgilio
Ho il desiderio di un piccolo
spazio di cielo.
Un piccolo angolo oscuro
o scuro.
Non ha importanza.
Ho voglia di cantare.
Non con la voce,
ma con l’anima.
Sono stufo di respirare
quest’aria di corruzione
che aleggia nell’aere.
Voglio anch’io volare.
Ma in un cielo più
chiaro.
In un cielo più vero.
E non voglio accontentarmi
dell’oscuro o dello scuro!
Voglio la libertà
dell’anima.
Non l’agonia.
Voglio agitare le mie ali
per far sentire il peso
del mio orgoglio.
E non del mio disgusto verso
questo mondo,
che altro non è che
un branco di pecore
dovuto a corruzione di cultura.
Voglio anch’io avvicinarmi
al Sole.
Per capire cosa si prova.
E magari commettere lo stesso
errore di Icaro.
Ma con la consapevolezza
di essere anch’io
un capostipite di questa
società.
Voglio volare a testa alta.
Perché non voglio
avere vergogna della cultura.
Ho bisogno di essere.
Ho bisogno di esistere.
L'avvento del secondo
'68
Dedicata a Pier Paolo Pasolini
di Mariano Buccino
Necesse habent cum insanientibus
furere
Petronio
Non riesco a capire dove
guardare.
Ovunque mi accorgo di cadaveri
e carcasse mobili.
Di bestie che arrancando
pronunciano e bofonchiano;
parole memorizzate in precedenza.
Non riesco a capire cosa
fare.
Cammino e pongo il capo
sempre indietro.
Tanto urtare non posso.
Solo corpi senza anima che
colpiti:
Cadono.
Chinano il capo.
Pongono le mani sul vero
bitume e s’allontanano.
E dietro a un palo trovano
il coraggio di rialzarsi.
Curvati, bigotti e gobbati.
Sono coloro che prestano
la mano in segno di elemosina.
L’offerta è ricevuta
e invece della tasca,
il compenso è buttato
in terra.
E anche loro a gattoni.
Procedono il loro modo zingaro.
Non riesco a capire dove
andare.
Mi domando se l’ambiguo
sono io.
Che non riesco a gattonare.
Porre il capo indietro o
in alto.
Avanti no!
Non ne ho il coraggio.
Ho paura di guardare.
Ho paura di capire che pure
io
potrei incominciare a elemosinare.
Chiudo gli occhi ed è
solo all’ora
che riesco a ragionare:
“La mente e il cuore.
Nulla è più”.
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