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Vedi anche: tutti gli aggiornamenti di "Pagine corsare" da ottobre 1998 
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"Pagine corsare"
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Due poesie
dedicate a Pier Paolo Pasolini
di Mariano Buccino

Scrive Mariano Buccino, 19 anni, inviando due sue poesie dedicate a Pier Paolo Pasolini:

[...] Amo Pier Paolo Pasolini per la sua unicità di eroe nascosto, di intellettuale imparziale, ma soprattutto per la sua aggressività di bambino con cui affrontava se stesso e l’uomo. La sua gioia e sofferenza, antitesi essenziale per la crescita interiore di un uomo, traspare nelle sue opere dove si percepisce il netto messaggio della ricerca del “puro”. 

Non voglio dilungarmi il più del dovuto su cosa penso di Pasolini. L’amore per il nostro genio, mi ha portato a contattare Simona [Simona Consoni è l'autrice di "Petrolio", tesi di laurea pubblicata da "Pagine corsare"]. Sono rimasto estasiato dalla sua analisi di “Petrolio”. Difficilmente si riesce a percepire il nudo significante che si cela dietro alle parole pasoliniane che portano l’uomo ad irrigidirsi su dei canoni prestabiliti. L’inversione e la rottura di questi canoni, porta l’uomo ad una sorta di smarrimento. Solo in quel momento, l’uomo percepisce il lampo di genio che gli fa comprendere la vera scissione del Pasolini personaggio e del Pasolini persona che fondendosi, forgiano la forma.

Potrà sembrare ambiguo il mio modo di esporre i miei pensieri che navigano tutti in un’unica direzione: un amore folle. Follia che sfocia in pazzia che rende, in fin dei conti, un uomo diverso da un altro. È la diversità che mi rende succube del mio vate a cui ho dedicato un intero libro di poesie intitolato “Monologhi”, perché anche solo una voce di un uomo, può condurre lo stesso uomo ad invertire il proprio passo. [...]

Il secondo volo di Icaro
Dedicata a Pier Paolo Pasolini
di Mariano Buccino

Omnia vincit amor
Virgilio

Ho il desiderio di un piccolo spazio di cielo.
Un piccolo angolo oscuro o scuro.
Non ha importanza.
Ho voglia di cantare.
Non con la voce,
ma con l’anima.
Sono stufo di respirare
quest’aria di corruzione
che aleggia nell’aere.
Voglio anch’io volare.
Ma in un cielo più chiaro.
In un cielo più vero.
E non voglio accontentarmi dell’oscuro o dello scuro!
Voglio la libertà dell’anima.
Non l’agonia.
Voglio agitare le mie ali
per far sentire il peso del mio orgoglio.
E non del mio disgusto verso questo mondo,
che altro non è che un branco di pecore
dovuto a corruzione di cultura.
Voglio anch’io avvicinarmi al Sole.
Per capire cosa si prova.
E magari commettere lo stesso errore di Icaro.
Ma con la consapevolezza di essere anch’io
un capostipite di questa società.
Voglio volare a testa alta.
Perché non voglio avere vergogna della cultura.
Ho bisogno di essere.
Ho bisogno di esistere.


L'avvento del secondo '68
Dedicata a Pier Paolo Pasolini
di Mariano Buccino

Necesse habent cum insanientibus furere
Petronio

Non riesco a capire dove guardare.
Ovunque mi accorgo di cadaveri e carcasse mobili. 
Di bestie che arrancando pronunciano e bofonchiano;
parole memorizzate in precedenza.
Non riesco a capire cosa fare. 
Cammino e pongo il capo sempre indietro. 
Tanto urtare non posso. 
Solo corpi senza anima che colpiti: 
Cadono. 
Chinano il capo.
Pongono le mani sul vero bitume e s’allontanano.
E dietro a un palo trovano il coraggio di rialzarsi.
Curvati, bigotti e gobbati. 
Sono coloro che prestano la mano in segno di elemosina. 
L’offerta è ricevuta e invece della tasca, 
il compenso è buttato in terra. 
E anche loro a gattoni.
Procedono il loro modo zingaro.
Non riesco a capire dove andare.
Mi domando se l’ambiguo sono io. 
Che non riesco a gattonare.
Porre il capo indietro o in alto. 
Avanti no! 
Non ne ho il coraggio. 
Ho paura di guardare. 
Ho paura di capire che pure io 
potrei incominciare a elemosinare.
Chiudo gli occhi ed è solo all’ora 
che riesco a ragionare: 
“La mente e il cuore. 
Nulla è più”.

 

Due poesie dedicate a Pier Paolo Pasolini, di Mariano Buccino
 

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