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Caro Pier Paolo,
dirti che qui va tutto bene
sarebbe un'ipocrisia e, cosa ancor più grave, un'offesa all'intelligenza
del popolo italiano. Tutti vedono, tutti ascoltano, ma nessuno parla o,
per lo meno, lo fanno in pochi, ma senza quella sincerità vera, perché
ormai sono tanti coloro i quali hanno qualcosa da nascondere.
Sì, qui manca proprio uno
come te per difendere questo povero paese, martoriato da uomini avidi e
presuntuosi che hanno fame di potere per essere qualcuno nella vita sociale.
Forse ti dico cose scontate;
sono così scontate che ormai nessuno le prende in considerazione facendosi
scivolare addosso tutto ciò che viene offerto loro; l'ovvio non è sinonimo
di banalità, io la penso così, anche se i dizionari dicono il contrario.
Quale futuro ci sarà per
me, giovane, in questa Italia che si fa sempre più piccola?
"Giovani" è il termine più
usato nelle competizioni elettorali, nei convegni dei partiti, nelle feste
di piazza. Dicono sempre che dobbiamo avere più spazio in questa società,
che noi siamo il futuro, che bisogna organizzarsi per le nuove generazioni
affinché abbiano una vita migliore con più lavoro e più serenità. Sì,
è tutto bello questo, sono parole vere; peccato che siano solo parole.
Noi votiamo, ci mobilitiamo per farli vincere, poi, una volta ottenuto
il posto di prestigio, tutto ciò che hanno detto non viene messo in pratica,
però continuano a parlarne e a dire le stesse identiche cose di prima,
e cosa facciamo noi? Li odiamo, ci allontaniamo da loro, prendiamo le distanze.
Il futuro della nostra povera
Italia sarà un futuro senza politici, caro Pier Paolo, forse un futuro
di anarchia; ognuno sarà il capo del proprio governo "familiare"; oppure
un futuro in mano ad altre nazioni o all'Europa. Tutto questo è triste
e chissà che sforzo stai facendo, nel leggere queste mie parole, per trattenere
le lacrime che dai tuoi occhi vogliono uscire in uno sfogo quasi estremo.
Avrei voluto dire cose più
piacevoli alla lettura, ma, purtroppo (o per fortuna), non so fingere.
C'è già chi inganna abbondantemente. |