Vorrei scriverlo
questo tempo impazzito
per raccontarvi le ore trascorse
in apparente normalità
e parlarvi dei gesti compiuti
per valutarne il valore
vi parlerei del bavaglio
che blocca lo sdegno
offeso da esecutori e mandanti
rimasti impuniti
e da rivendicazioni sociali
controllate e respinte
esalterei la spontaneità
che s’appella alle idee
ma la rabbia serra la gola
e il sole stenta a spuntare
per non sporcare i colori
sopravvissuti al degrado
mi resta il rimpianto per
l’utopia del tempo dei fiori
e la consapevolezza che
presto la madre di tutti
non avrà più
come sfamare i suoi figli