I contributi dei visitatori

"Pagine corsare"
Contributi dei visitatori

Il corpo dell'opera
di Chiara Rubin

"...  i libri, strappati dalla libreria di Bologna, qui vivono in un'altra aria, oscura nei loro confronti,
ed essi brillano come austere costellazioni. Che piacere provo nel vederli così scelti ed allineati!
Ho fatto veramente una bellissima scelta! Come amo toccare con le mani esperte
quelle pagine intatte, ruvide e lucide, piene e succose di concetti chiari e documentati, ognuno dei quali contribuirà ad accrescere di qualcosa la mia anima..."
( Pier Paolo Pasolini, Lettera a Luciano Serra, Casarsa 12 agosto 1942)


La biblioteca di Pasolini, tuttora custodita, intatta, nella casa romana in cui ora abita Graziella ChiarcossiHo avuto il privilegio, grazie all’affettuosa generosità di Graziella Chiarcossi, di visitare la biblioteca di Pier Paolo Pasolini. Poggiati ordinatamente sugli scaffali della sua libreria bianca, stanno i libri che hanno nutrito l’opera del poeta, cioè il suo pane quotidiano. E siccome noi siamo anche quello che mangiamo, quei volumi sono il suo corpo, ne portano fisicamente i segni, attraverso sottolineature, rimandi, commenti, unghiate…Quel prezioso corpo è amabilmente custodito in una stanza calda e accogliente.

Come è ovvio e comunemente si dice, uno scrittore è ciò che ha scritto, il suo stile, la sua originalità. Il corpo della sua opera rimane a nostra disposizione grazie a centinaia, migliaia di edizioni che lo moltiplicano sempre uguale, ma anche sempre diverso a seconda delle mani e delle menti che se ne appropriano, lo penetrano, in vari modi lo rigenerano.

Tuttavia la sua biblioteca è una parte imprescindibile della sua personalità, le sue letture sono le sue personalissime scelte, testimonianza dei suoi interessi, delle sue fonti, anche delle sue relazioni amicali e intellettuali (che emozione scoprire le dediche a Pasolini scritte dalle mani di Penna, Ungaretti, Bertolucci...). 

Uno scrittore è, prima di ogni altro sviluppo, un lettore molto singolare, e la sua biblioteca è unica. La sua personalità e il suo corpo stanno anche in quei libri, faticoso arricchimento della ricchezza e originalità di un artista. Quante riflessioni nascono dalla visione di quelle tre pareti occupate da volumi di spessore, formato, colore diversi! Che ammirata bellezza dalla disomogeneità dell'insieme! Ci ricorda la varietà delle sue fonti e dei suoi interessi culturali, ma ci rimanda anche alla storia editoriale dei singoli volumi, e molte delle loro pagine, lette rilette non lette, ci raccontano di un impiego assolutamente personale del libro: perché un artista non è un diligente lettore, un comune e rispettoso fruitore (con buona pace dello scandalizzato Walter Siti), non è un filologo, ma un artigiano alla ricerca dei pezzi adatti alla sua originale composizione.  

La sua biblioteca  è un corpo unico e l'elogio della diversità, dell'apparente disordine, di una curiosità instancabile per letture che alimentano grandi amori, a volte non duraturi, ma anche critiche, delusioni, rifiuti e disamori. A questo proposito diventa interessantissimo leggere i suoi interventi critici raccolti in Descrizioni di descrizioni, e poi sfogliare i testi che ne sono all'origine. La  biblioteca di uno scrittore testimonia una ricerca ossessiva d'ispirazione che poi si concretizzerà nella stesura di una  pagina, scritta subito nell'urgenza della scoperta, o anche dopo molti anni, quando l'origine di quell'ispirazione forse s'è persa anche nella sua memoria. Le numerose "orecchie" al margine superiore della pagina, i segni di penna e matita, i punti esclamativi, i brevi commenti a piè pagina, tutto ci rimanda al suo prezioso laboratorio, diventando un approfondimento irrinunciabile. Come si può immaginare che tutto questo possa nascere da una futura biblioteca popolata da e-book?  Come rinunciare all'annotazione dei recapiti telefonici di chissà chi (uff. casa) scritta da Pasolini sul frontespizio con dedica di un volume che, disgraziato!, gli era capitato sotto mano mentre forse prendeva una telefonata? 

Oggi si lavora spesso sulle biblioteche degli scrittori, con tesi e pubblicazioni. Osservare una studentessa in equilibrio sulla scala, intenta a sfogliare quei testi con amorevole attenzione e con la curiosità "disinteressata" che hanno solo i giovani, è stato commovente. Era consapevole che occorreva usare delicatezza nello sfogliare qualche opera molto invecchiata nel fisico... Forse lo era anche del fatto che stava mettendo le mani e gli occhi su una parte essenziale del corpo dell'opera di Pier Paolo Pasolini.

Chiara Rubin
18 dicembre 2007


 

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INVITO ALLA LETTURA:
BRANI DI PIER PAOLO PASOLINI


TUTTI GLI AGGIORNAMENTI
A "PAGINE CORSARE" 
DA OTTOBRE 1998





 


Il corpo dell'opera, di Chiara Rubin

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