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Poesie
di Silvio Parrello

Qualche mese fa Silvio Parrello, il famoso "Pecetto" dei "ragazzi di vita" pasoliniani, mi ha inviato il messaggio che riproduco qui di seguito. Silvio Parrello da molti anni vive nel quartiere Monteverde a Roma dove anche Pasolini soggiornò; è popolarissimo in tutto il quartiere come poeta e pittore. Lo studio di Parrello e in via Federico Ozanam, 134 (tel. 334 10 22 827)

Contestualmente, Silvio ha inoltrato alcune sue poesie dedicate a Pier Paolo Pasolini, che ora ben volentieri pubblico: il testo è corredato da alcune immagini del "Parrello pittore". Altre poesie, in formato pdf, sono collegate in un unico documento in formato pdf.

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Telefonata al bar

Lo scrisse e venne denunciata
ma la Fallaci aveva ragione
per l'intervista rilasciata
da Satgiu il testimone
che ascoltò la telefonata
di Pelosi alla stazione
a Franz indirizzata
a una condizione
"io ce sto alla menata
ma solo pe' na punizione
altrimenti è scartata
e batte soldi a conclusione".

Questa fu la chiacchierata
a tre giorni dall'uccisione

così venne organizzata
e fu spietata esecuzione.

Un'auto già preparata
uscì da un autosalone
di Monteverde in borgata
da un sardo in gestione.

Fascista da vecchia data
bombarolo di professione
con pena già scontata
per armi in detenzione.

La macchina fu lanciata
sul poeta con precisione
in curva una sbandata
e demolì una recinzione.

Dall'urto danneggiata
si prese una decisione
al Pinna fu affidata
che la portò in riparazione.

Distrutta la fiancata
lacerato un copertone
la marmitta ammaccata
con il sangue nel fascione.

17 giugno 2008

Profezia

Aspetta e spera
diceva una canzone
sarà forse a primavera
o chissà quale stagione.

O magari una chimera
soltanto un illusione
esploderà come Thera
ho la piena convinzione.

Si alzerà la marea
dal vulcano in eruzione
si abbatterà come un colera
sul sistema l’infezione.
 


I politici in diarrea
in piena inondazione
in mezzo alla bufera
e alla purificazione.

Il Papa in preghiera
sfilerà in processione
Pasolini con la bandiera
cavalcherà il leone.

Andreotti andrà in crociera
dopo l’estrema unzione
in una bara di lamiera
all’inferno in direzione.

Fuggi fuggi alla frontiera
si proietta “Accattone”
e si festeggia a tarda sera
con i colpi di cannone.

I politici camicia nera
avranno dura punizione
con gli avvocati se si avvera
ci faranno il minestrone.

19 luglio 2008

Perizia snobbata

La perizia sull’ “Alfetta”
eseguita da Durante
come mai non fu letta
c’è qualcosa di inquietante?

Se lo fosse si sospetta
che la Corte fu impotente
nelle file anche infetta
come incesso puzzolente.
 

Quella morte che sconcerta
in un processo avvilente
con l’imputato alla stretta
minorenne e depistante.

Un caso chiuso in fretta
pilotato e traballante
una cosa apparve certa
si tacque sul mandante:

Una mente scaltra esperta
un politico potente
dall’aria già funesta
e alla mafia fu parente.

Nella gobba ha una cassetta
la verità lì è contenente
si spera venga aperta
a morte sua imminente.

L’Italia farà festa
Pasolini prorompente
come Dante lì si attesta
nella storia eternamente.

19 giugno 2008

Le pizze di Salò

Doveva rintracciare
le bobine di “Salò”
con Pelosi così pare
che conosceva chi le rubò.

Lo doveva incontrare
alla stazione si recò
con l’alfa a girare
poi in piazza parcheggiò.

Li si mise ad aspettare
il ragazzo che arrivò
iniziarono a conversare
poi Pelosi si allontanò.
 

Verso un bar a telefonare
e l’agguato così scattò
cosa accadde in quel mare
di preciso io non lo so.

Sul mistero del plantare
mai nessuno indagò
si doveva evitare
e così si sorvolò.

Minacciato di parlare
il ragazzo si piegò
si dovette rassegnare
e altrui colpe si accollò.

Delle pizze da recuperare
mai nessuno ne parlò
pronto Citti a testimoniare
ma il giudice lo evitò.

Oggi lui non può parlare
ma il percorso lo filmò
è sotto terra a riposare
con il segreto di “Salò”.

È novembre a ricordare
qui davanti ad un falò
giù il sole a tramontare
e il trentennio così passò.

25 giugno 2008

Corriere della Sera 1/11/1974

Il romanzo delle stragi
fu di grande levatura
inquietanti i suoi messaggi
che lanciò la sua scrittura.

Sui politici selvaggi
scese il buio e la paura
capì tutti gli ingranaggi
le origini la natura.

Delle stragi dei maneggi
e chi dava copertura
attingendo nei collegi
nella mala tra le mura.

Ebbe in mano dei carteggi
sottratti alla censura
da grossi personaggi
col potere in rottura.

Forse avuti a Parigi
sua ultima avventura
lì godeva forti appoggi
come uomo di cultura.

Il segreto a tutt’oggi
giace chiuso in clausura
più pensi e più ti accorgi
che viviamo in dittatura
con i continui schiaffeggi
moniti alla magistratura
alla camera i nostri saggi
soltanto spazzatura.

14 giugno 2008


ALTRE POESIE DI SILVIO PARRELLO [in un unico file in formato pdf]

Scuola Giorgio Franceschi 1946
Petrolio, Cefis e Pasolini
Pasolini e Mattei
Appartamento comprato
Colloquio con Pellegrino


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Poesie di Silvio Parrello

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