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"Pagine corsare"
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Lamento per la morte di Pasolini
Una poesia dedicata a Ninetto Davoli
di Domenico Lombardini

a Ninetto Davoli
Inutile dire che mi manchi. E la neve degli anni
algidi sotto coltri hanno sepolto il ricordo - il tuo -
che giace però in attesa di ascolto.
Non ci sei, e il profumo delle primule così bello
così simile al tuo, mi sa di nettezza
del tuo rigore commuovente, di fogli, di cuore.

Ma non ci sei, e la luce del giorno mi fiacca
perché è troppa per me: con chi dovrei condividerla?
(se non con te?). Annuso intorno come un cane
senza padrone, imbastardito dalla vita.
Sono solo, ma non è tutto. Ti chiesi una volta
se il viaggio me lo avresti pagato tu - guardandoti
con pudore, fisso fisso, come un pària - , e tu
non rispedendo mi fissavi; ancora aspetto quella risposta,
solo questo: la mano intorno ai miei fianchi
e vìa andare, e questo ti bastava, con sorriso,
e anche a me, questo darsi.
Ma il viaggio della vita me l’hai pagato, 
e ora a chi dovrei rivolgermi per gli interessi che ti devo?

E non ci sei: oltre le parole, il corpo 
mi manca, il suo nervo, il corpo che ho imparato
a conoscere più del mio, che guardavo senza vergogna
con spudoratezza familiare, da annusare da toccare.

Ma non ci sei. Dio mi ha dato la fortuna, sì,
di conoscere la tua mitezza -
ché nulla pretendevi perché tutto è regalato,
che pesavi il merito 
con la fortuna, la ribellione con il rigore -
ma ora?

 
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Vedi anche: tutti gli aggiornamenti di "Pagine corsare" da ottobre 1998
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Lamento per la morte di Pasolini. Una poesia dedicata a Ninetto Davoli
di Domenico Lombardini

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