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I contributi dei visitatori Pasolini a Tempio Pausania
Tutto è nato da un’idea degli studenti redattori della rivista on-line contro-mano.net e della Libreria Max, da sempre sponsor della testata scolastica. “L’idea – spiega il neodirettore Mario Franchi – di far sì che a parlare di uno scrittore come Pasolini (che poi solo scrittore in effetti non era) non siano i soliti, per quanto bravi, critici. Così, grazie alla generosa disponibilità di Massimo Dessena, abbiamo vagliato la possibilità di prendere come si suol dire due piccioni con una fava, e perciò a parlare di Pasolini sarà un altro scrittore, uno dei più apprezzati della scena contemporanea nazionale, uno che noi di contro-mano conosciamo bene”. Nessuna sorpresa sul nome dell’ospite tanto atteso: sarà Massimo Carlotto, uno scrittore che in effetti gli studenti di contro-mano conoscono come pochi altri loro coetanei per averne seguito una lezione, lo scorso anno, durante il loro seminario di formazione. Si sa che Carlotto ha accolto l’invito degli studenti tempiesi, che per il 15 marzo (giorno in cui si ritroveranno insieme al loro scrittore a parlare di Pasolini, letteratura, cinema e politica) pensano ad un piccolo convegno pomeridiano aperto a tutti, e non riservato, quindi, alle sole scuole. Della macchina organizzativa
dell’evento farà parte anche la Cm 3, che sostiene finanziariamente
le attività promozionali della rivista. Se l’orario della manifestazione
deve essere ancora definito, è molto probabile che questa si svolga
nella sala conferenze del palazzo Pes-Villamarina in cui ha sede l’ufficio
diocesano per i Beni culturali. Altra cosa che si sa è che la figura
di Pasolini sarà esaminata sotto più aspetti e che, dopo
una breve presentazione curata dagli stessi studenti, tutti, e in particolare
Carlotto, saranno chiamati a fare il punto sulla sua controversa attualità.
E bisognerà anche spiegare perché l’autore di “Teorema”,
“Una vita violenta”, “Salò o le 120 giornate di Sodoma” sia oggi
quasi del tutto assente nelle aule scolastiche.
Giuseppe
Pulina
«La Nuova Sardegna», fabbraio 2005 |
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