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Contributi dei visitatori Contro Pasolini
Avrei preferito lasciare anonimo questo mio scritto per due motivi; il primo è che io, di fronte all'umile P.P.P. che ha intitolate vie, strade, biblioteche, saggi, tesi, un'opera omnia di libri e film, sono nessuno, il secondo è che temo di essere, comunque, proprio nessuno.. Inizio ricordando la commemorazione funebre di Moravia: '"Abbiamo perso prima di tutto un poeta, e di poeti non ce ne sono tantissimi nel mondo… ne nascono tre o quattro soltanto dentro un secolo; quando sarà finito questo secolo Pasolini sarà tra i pochissimi che conteranno, come poeta. Il poeta dovrebbe essere sacro!" Il valore dell'opera di Pasolini, per una voce comunque più importante della mia, nell'occasione estrema della morte, è essenzialmente poetico. Non è uno strutturato messaggio politico, filosofico, sociologico, ma vale solo per il relativo valore estetico. Io non ho mai apprezzato la sua opera, che ho letto sebbene non approfonditamente. Semplicemente ritengo che la vita sia, per tutti, sufficientemente miserabile e che non ci sia ragione di cercare, con brama decadente, bellezza e riscatto nel sottoproletariato romano. Pasolini, sotto un certo aspetto, fu il Proust dei miserabili. Quanto scriveva era inquadrato in una sorta di marxismo, personale, utopistico, addolcito. Poetico quindi. Ma che non aveva alcun significativo valore sociale, politico. En pasant Pasolini fu comunista in Italia, in piena guerra fredda sic. Sullo sfondo c'è anche l'omosessualità dell'autore, la sua personale tragedia come lui stesso la definiva, che lascia una traccia lasciva sul suo reale interesse per i ragazzi di vita, con i quali ebbe poi rapporti sessuali mercenari. Il suo ultimo film, 'Salò o le 120 giornate di Sodoma", con tutta la sua coprofilia, il suo sadismo etc offre, più di ogni altro cosa, una reale, sotterranea squallida chiave di lettura al suo lavoro. Quando in Italia, nonostante la presenza del PCI, vi fu il Boom economico e gli italiani mangiarono meglio, vestirono meglio, eccetera, il progresso sociale non fu accolto da Pasolini per la cosa positiva che in realtà fu. Scrive sempre Moravia: «Cos'è successo con il "boom" in Italia e, per contraccolpo nella ideologia di Pasolini? È successo che gli umili, i sottoproletari di Accattone, di Ragazzi di vita e di Una vita violenta, quegli umili, quei sottoproletari che, nel Vangelo secondo Matteo, Pasolini aveva accostato ai cristiani delle origini, invece di restar fermi e, così, di costituire il presupposto indispensabile della rivoluzione populista apportatrice di totale palingenesi, cessavano, ad un tratto, di essere umili nel duplice senso di psicologicamente modesti e socialmente inferiori, per trasformarsi in un'altra cosa. Essi continuavano, naturalmente, ad essere miserabili; ma sostituivano la scala di valori contadina con quella consumistica. Cioè, diventavano, a livello ideologico, dei borghesi. Questa scoperta dell'imborghesimento dei sottoproletari avvenne allo stesso modo della prima scoperta delle borgate dei ragazzi di vita, attraverso la mediazione omosessuale. Questo spiega tra l'altro perché essa costituì per Pasolini non già una tranquilla e distante constatazione sociologica ma un vero e proprio trauma politico, culturale e ideologico». Pasolini iniziò a lamentarsi, del divorzio, che avrebbe reso troppo moderni i costumi degli italiani poi del consumismo che, più del fascismo, aveva appiattito i costumi mentre i ciottoli di un vicolo guadagnavano per Lui, chissà quale poi, enorme valore. Con uno straordinario esercizio poetico scrisse che avrebbe dato tutta la Montedison per una lucciola. P.P.P non fu un intellettuale scomodo, perché non aveva nulla di realmente scomodo da dire. Insomma era una voce isolata ed eccentrica, poetica per chi l'apprezza, ma priva di un reale capacità critica. Di giorno parlava in televisione e scriveva sui giornali, antesignano dei moderni Sgarbi, Zecchi e Busi, anche se, a onor del vero, proponendo temi comunque più seri. Mentre la sera frequentava prostituti minorenni. Fu ucciso in circostanze non ancora del tutto chiarite trenta anni fa e Pino Pelosi, quello che fu giudicato colpevole del delitto, l'ultimo prostituto che frequentò, ha affermato che non fu lui a commettere l'omicidio ma un gruppo di sconosciuti picchiatori con accento meridionale. La misera figura del Pelosi, desiderabile solo per un persona come Pasolini, si commenta da sola. Su tutto questo alzano la polvere tanti sciacalli che denunciano complotti che non hanno ragione di essere se riferiti ad una persona tragica, sotto tutti i profili, comunista ed omosessuale, come P.P.P. |
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