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Contributi dei visitatori La vita di Pasolini
Ho scoperto "Pagine corsare" proprio oggi, e mi fa piacere che qualcuno si occupi di continuare la tradizione della mente più acuta del '900, a parer mio ma non solo. Di Pasolini ho letto molto, ma soprattutto mi concentrei sulla sua storia di quando ancora doveva diventare ciò che poi sarebbe stato. La sua vita trascorsa a Casarsa, unico luogo a cui sarà veramente legato. Le continue accuse alle sue opere e alle sue pellicole risultano al giorno d'oggi, ma anche allora, ridicole, come se l'Italia fosse arretrata di cento e passa anni, adottando, solo nei suoi confronti, una censura degna della Prussia. La poesia scritta al fratello morto, ucciso dai partigiani titini, pur se dialettale, trasmette tutto il suo fervore, la sua passione per un fratello a cui era legato sentimentalmente. L'amore verso la madre, l'amore verso i bambini quando insegnava nelle scuole, amore non pedofilo come invano cercarono di dimostrare. Tutti i processi, risultati poi indiziari su di lui, fecero sì che, vergognosamente, il PCI lo espulse dal partito, prima del giudizio di assoluzione, e questa è una vergogna e una piaga, che nemmeno con le scuse può essere mai cancellata, a mio parere almeno. In Pasolini avevamo un uomo completo, un regista, uno scrittore, un politico, un poeta, un filosofo, e poi forse anche altro. La più grande mente pensante del Novecento, ma anche dell'era moderna, almeno questo influsso ha avuto su di me. Un uomo che non temeva i poteri, non temeva ostracismi, che pur tanto lo afflissero da parte della classe dirigente, ma non meno dal PCI stesso, che si è messo in posizione ambigua nei suoi confronti in vita natural durante. Nel libro incompiuto "Petrolio" si nota ancora con maggior forza la sua denuncia sociale, un libro che, guardate caso, non fu finito perchè Pasolini fu ucciso. Io non so i nomi di chi lo ha ammazzato, ma sicuramente non è stata iniziativa di balordi fascisti, bensì di una manovra criminosa ben orchestrata. I suoi film neorealistici dimostrano inoltre il suo genio, "raccogliendo" attori non professionisti, a parte eccezioni, come Totò, e Ninetto Davoli che sappiamo tutti sarà suo pupillo e amico. Un neoralismo direi simbolistico, ho visto dei backstage dove studiava bene la natura e le costruzioni che erano attorno a lui, dimostrando come una inquadratura piuttosto che un'altra avrebbe creato un effetto scenico perfetto, e come a seconda del punto di vista lo si poteva alterare. Spero di aver offerto un contributo valido a "Pagine corsare", e spero in futuro, mediante i miei studi autodidattici, di potere ancora dare un contributo, magari maggiore di questo. Ci hanno tolto un genio, forse questa è il vero aggettivo da dargli, non potremo certo emulare ciò che era, ma si può certo portare avanti il suo pensiero, affinché nessuno possa dire: "Ma chi è Pasolini?".
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