
|
|
![]()
|
.. |
Contributi dei visitatori Salò e Sodoma
Scrive Elio de Luca: «... sono mesi che visito periodicamente questo sito per approfondire la conoscenza di Pasolini, che io considero non uno dei più grandi autori del ‘900 italiano, ma a ragion veduta il più grande autore del ‘900 in assoluto per mole di opere, genialità ed eclettismo, versatilità. Credo che geni come Pasolini nascano uno ogni qualche secolo e che alla fine anche i più grandi da vivi, come Elsa Morante, Montale, Moravia e Calvino abbiano sicuramente riconosciuto in Pier Paolo qualcosa di profetico, di sicuramente più elevato, sublime. Ora io non capisco come sia possibile che debba faticare così tanto a trovare tutti i suoi film, capisco, sono nato in quella che lui chiamava la città di Dio dove di certo ha seminato tanto amore da trovarsi sommerso dai nemici che, solo pensando alla macchina Vaticana, sono molti e molto in alto. Ma insomma nel 2006 a Roma risulta impossibile rimediare i dvd di Pasolini, inoltre quei pochi sono restaurati da Mediaset, sembra quasi un tranello… in “la Guinea” recitava infatti così “Io muoio e anche questo mi nuoce", insomma perseguitato processato come un vero profeta degli ultimi tempi anche la morte ha cercato di gettare fango su di lui. Ma io son convinto che nel 2864 verrà studiato e tenuto sul palmo della mano culturale al pari di Dante e Michelangelo poiché questo è ciò che merita, speriamo che la Chiesa non lo faccia santo per il suo martirio altrimenti finirebbe per appropriarsi anche di Caravaggio e Giordano Bruno e ciò sarebbe la fine di ogni speranza. Io lo amo in quanto eretico infatti, anzi oso dire che ogni profeta della storia a suo modo è stato e sempre sarà un frutto dell’eresia empirica. Sono uno studente di geologia
ma sono appassionato di letteratura, scrivo poeto e dipingo e ciò
lo devo principalmente alla scoperta di quello che io oserei chiamare il
"vangelo pasoliniano" ossia tutta la sua opera completa… grazie a Pasolini
(Descrizioni di descrizioni) ho conosciuto anche l’opera di Dostoevskij
che non è da meno!
Ora, le mie parole potranno sembrare dure, forse la lettura di ciò che sto per scrivere potrà dare un pugno nello stomaco come lo è tuttavia la visione del film stesso, ma ciò io lo devo a lui alla sua memoria storica, anzi a futura memoria, sperando davvero che ciò possa contribuire a leggere più chiaramente questo film che credo (forse ho la presunzione) di aver capito meglio di chiunque altro. Ho qui una foto di Pasolini regista, l’ho ritratta in carboncino e, sopra, vi ho scritto "UMBRA PROFUNDA SUMUS", perché appunto l’opera di Pasolini va inquadrata nella filosofia bruniana o addirittura nietzschiana oltre che marxista e va dipinta come una tela di Caravaggio: appunto tra contrasti karamazoviani, tra tenebre e luci. Innanzitutto bisognerebbe sottolineare che l’omosessualità (lo credo da eterosessuale) in un uomo o in una donna possano essere varianti (e non deviazioni) naturali, ma nel caso di Pasolini si tratta, al pari della grande poetessa Saffo, di un segno potente di una (io oserei chiamare) completezza divina, ossia come nel caso dell’epilessia di Dostoevskij oserei chiamare l’esser posseduti dall’energia divina che è appunto maschio-femmina in quanto unità; mi rincresce ammetterlo ma ciò che oggi vien chiamato malattia ai tempi degli antichi greci era considerata l’iniziazione ai misteri eleusini, proprio l’epilessia e l’omosessualità eran considerati mali-sacri. Ora se è il signor Rossi a possederli non credo sia di grande aiuto ma bisogna riflettere profondamente sul perché l’epilessia di Dostoevskij o l’omosessualità di Pasolini abbiano avuto la capacità e la profondità di infondere a due artisti la capacità di esser profeti in un campo laico che è appunto quello della letteratura. Questo è un lento ritorno agli antichi greci e addirittura a ciò che è presocratico ossia non razionale. Pasolini, le sue guance e il suo sguardo hanno un tratto potentissimo che è quello della bellezza dionisiaca, ossia di ciò che “squarcia il velo”, ruba a Giove la fiamma del sapere e si ribella: cos’ha di squarciato la sagoma e il corpo e l’anima di Pasolini? Semplicemente quello che sarcasticamente potremmo definire il “crimine della conoscenza” e ciò sebbene apra a noi gli abissi dell’inferno e del paradiso bisogna aver il coraggio di riconoscerlo: Pasolini è un poeta sacro, sottolineo sacro, è un uomo che ha lasciato il suo frutto come Gesù annunciava dei suoi futuri “eletti”: dai frutti voi li riconoscerete… ebbene come non riconoscerlo! Vengo al dunque: il film Salò o le 120 giornate di Sodoma è un film profetico, visionario per questo non è ancora del tutto compreso, io non so come sia possibile, ma Pasolini con sagacia artistica ha dipinto il futuro della nostra società ancora più dettagliatamente e incisivamente di quanto non lo abbia fatto Orwell con il suo classico 1984. Tenetevi pronti, perché quello che dirò sarà difficile accettarlo, urterà inevitabilmente le sovrastrutture cattolico-borghesi di cui tutti, tutto sommato essendo italiani, siamo imbevuti. ![]() La civiltà dei consumi, il genocidio totale, la mutazione antropologica sono le tre caratteristiche principali che si confanno alla grande era dell’Edonè decadente di cui siamo tutti compartecipi e coinvolti, è un‘epoca (la nostra) prossima ad una fine proprio come lo era quella descritta da De Sade nei suoi romanzi che si deliziano di perversioni erotiche. Ora questo quattro potenti chi sono? Sono simbolicamente il potere vaticano ed ecclesiastico (Monsignore), il potere politico e affaristico e quindi oramai imprenditoriale-mafioso (Presidente) il potere giuridico (Magistrato) e il potere delle nobiltà e delle aristocrazie occulte come i massoni e le cerchie che praticano ancora l’esoterismo (Sua Eccellenza). Insomma questi quattro potenti sono i quattro luoghi allegorici e simbolici che domineranno l’Era Neofascista dei Consumi (si potrebbe fare un parallelismo enorme e azzeccatissimo tra questo film e l'ultimo romanzo incompiuto di Pasolini, Petrolio e quindi caso Mattei, Eni, Imperialismo americano, mafia) e il libro dei “Regolamenti” sancisce le regole che sono appunto estreme, infatti il Monsignore esclama “tutto è buono quando è eccessivo”… Pasolini vuole condannare fin dall’inizio una volontà perversa nell’esagerare nel portare al limite la condizione degli esseri umani, ciò è voluto dall’alto, dalle menti potenti, gli stessi di cui quando scriveva “Io so ma non ho le prove” non poteva fare nomi e cognomi pur sapendo, e pertanto ricorre alle figure simboliche, le quattro suddette. Il film inizia quindi la sua parte attiva proprio come un Divina Commedia (anzi tragedia) partendo dall’Antinferno, ossia ragazzi e ragazze figli di paesani, contadini, gente comune o famiglie sovversive vengono deportati, rubati alla loro vita per soddisfare i piaceri di questi quattro potenti. Questi uomini e donne deportati anche loro simbolicamente rappresentano un testimonianza storica di quello che avvenne ai ragazzi della repubblica di Salò nella declinazione finale del potere fascista, nella fase di declino e collasso, alla ritirata perdente di Mussolini, ma allo stesso tempo è un modo per fare capire bene dove, GEOGRAFICAMENTE E SIMBOLICAMENTE IL FASCISMO È SOPRAVVISSUTO E QUINDI DA DOVE È RIPARTITO E I RAGAZZI E LE RAGAZZE RAPITI/E SIAMO DUNQUE SIMBOLICAMENTE NOI DI QUESTA GENERAZIONE POST-FASCISTA STORICA E NELLA CONTINUAZIONE CLERICO FASCISTA APPORTATA DALLA DEMOCRAZIA CRISTIANA E ORA DALLA CASA DELLE LIBERTÀ, INUTILE SOTTOLINEARE CHE MOLTI EREDEI DI SALÒ SONO STATI E SONO ANCORA AL GOVERNO. Per quello che mi riguarda i quattro potenti potrebbero esser tranquillamente Andreotti (Presidente) Ruini (Monsignore) Castelli (come “capo” della giustizia) e Licio Gelli (Sua Eccellenza)… ma insomma vado a fantasia ognuno ci metta quello che vuole… tanto per dare un connotato realistico. Non scordiamoci che parallelamente in quel periodo in Petrolio Pasolini parlava di un potente borghese settentrionale che aveva in mente di reinstaurare un nuovo regime autoritario di destra e fascista in tutta Italia, questo brav'uomo collegato poi alla mafia (magari attraveso uno stalliere) potrebbe essere tranquillamente Berlusconi, e anche qui Pasolini ha letteralmente e metaforicamente profetato. Poi vi è la Selezione:
la selezione non è nient’altro che la scelta dei migliori dei più
belli/e da destinare al massacro delle perversioni dei potenti, solo i
migliori vengono selezionati quasi umoristicamente a sottolineare che ormai
nascere belli è una condanna (Ricordiamo il suo articolo del 74
“Siamo belli dunque deturpiamoci”) e in più vengono selezionati
attraverso lo una scelta liberamente democratica, quella del voto referendario,
quasi che Pasolini volesse prendersi burla di questa falsissima democrazia
in cui siamo vissuti.
Io mi chiedo che mondo stiamo lasciando in mano ai bambini, io stesso ormai non avrei il coraggio di diventare padre e quindi autore cosciente e forzatamente eludente questi crimini dell'Epoca moderna. Arancia meccanica sembra una favola della Disney al confronto. Dunque la selezione siamo noi, la nostra generazione antropologicamente mutata, “loro” hanno deciso attraverso i mass-media, il mondo della moda, dei vestiti, delle icone da superstar della musica e del cinema come dobbiamo vestirci, pettinarci, tatuarci, raderci le vagine e i peni o addirittura costellare i corpi di piercing anche nei luoghi più inusuali, come clitoridi e capezzoli, ciò a cui visivamente Pasolini non ha assistito rappresenta ciò che lui stesso però definiva infuturandosi nell’immagine della fine della storia e dell’uomo Neoprimitivi a cui lui assisteva per privilegio di anagrafe… una sorta di neonazismo psicologico occulto che si insidiava subdolamente e subliminalmente nelle nostre coscienze: ecco, questa rivoluzione nascosta sotto i pantaloni, le gonne e le maschere umane del vivere quotidiano è completamente riuscita ai poteri, non dobbiamo rendere di ciò omaggio a Pasolini che in realtà è l’ultimo autore di una visione sana e classica dell’Eros e della nudità e un autentico disprezzatore delle vera e volgare pornografia. Questa pornografia è ormai il mondo totale, lo dico parlando della mia generazione, si penso solo che Pasolini aveva in mente il suo prossimo film prima che gli venisse tappata la bocca come al corvo di Uccellacci e Uccellini, appunto Porno Teo Kolossal, che io credo sarebbe stato come al solito un capolavoro oltretutto in linea e anticipante le tematiche trattate da Kubrick in Eyes Wide Shut. Le immagini salienti son qui quella della ragazza bruna che viene eliminata per avere un’agenesia dentale e quella degli occhi eccitati dei potenti che si meravigliano estasiati della fanciulla bionda che cade in lacrime per aver perso la madre in battaglia, qui Pasolini vuole sottolineare che i Potenti godono, letteralmente godono nel vedere soffrire una donna e ciò aumenta la sua portata lì dove Sua eccellenza costringerà a mangiare le feci alla stessa fanciulla urlando “Mangia, mangia” ed esclamando che la sua reticenza e la sua sofferenza aumentano ancora di più il suo godimento. La pornografia è la vera pedogaga di queste nuove generazioni, e la pornografia è gestita da questi quattro potenti, poco tempo fa ho letto sul sito di Beppe Grillo che la maggior parte dei siti porno sulla rete sono gestiti da corporazioni americane legate alle chiese e alle associazioni di stampo spiritualistico moderno, Opus Dei, Scientology ecc… La pornografia insegna a noi come portare le sopracciglia, come radersi, come farsi i muscoli, come spogliare il nostro corpo dei peli e ricoprirlo di tatuaggi in tutte le parti, questa sorta di feticismo estetico è come stuprare la Natura, di ciò ne sono vittime tutti e come al solito le donne in maggior risalto per ragioni prettamente storiche legate al sempiterno patriarcato maschilista. Per sottolineare la poesia visiva di Pasolini (in questo film tragica, apocalittica) bisogna evidenziare come il patto tra potenti sia rinsaldato da una logica incestuosa che promette una salda alleanza tra “le parti”, “le partizioni” in cui è diviso il potere. I potenti si sposano reciprocamente con le figlie del potente limitrofo, quasi a certificare una visione mafiosa di autoperpetuazione del privilegio dei poteri: lo sputo in faccia ordinato ai commilitoni è la rappresentazione visiva del disprezzo della donna e ancora più dell’umiliazione del “femmineo, femminile” in tutte le società. Le regole di vita dentro al palazzo del potere e delle orge che simbolicamente rappresentano il mondo odierno sono sorrette dalla compiacenza delle Puttane di Alto Bordo (più una musicista che deve accompagnare il tutto con la più falsa e smorta delle colonne sonore borghesi), e in ciò vi è un’altra similitudine con Kubrick nella scelta di celebrare quasi festosamente ma con retrogusto squallido gli ambienti e le tradizioni di vita borghesi. Appunto le regole sono la sodomia, l’incesto, le orge e ogni genere di lascivia e in più ogni atteggiamento di tipo religioso verrà punito con la morte, e in ciò vi è l’apoteosi di una visione apocalittica della società… tutto ciò rappresenta il nostro mondo e come viene vissuta la sessualità dai giovani e dalla nuova medio-borghesia, lo ripeto basta fare un giro si internet o per le strade malfamate delle nuove metropoli italiane e ci si renderà conto che Pasolini anche qui è stato poeticamente prefigurativo. Girone delle manie, ogni racconto è prefigurativo di nuove fantasie erotiche che verranno soddisfatte dai potenti sulle vittime. A tavola si è costretti a mangiare la merda come a dimostrare che i potenti avrebbero costretto l’umanità intera a mangiare cibi scadenti pur di soddisfare l’ansia consumistica di acquietare l’appetito di un mondo sovrappopolato. Notare come l’umorismo dei potenti e delle prostitute è sempre graziosamente borghese e squallidamente in realtà antiumoristico. Il Matrimonio diventa una concessione (una falsa tolleranza) borghese fatta dai potenti ai singoli uomini come pretesto per trasgredire le regole delle monogamia, infatti Sua Eccellenza parte toccando e baciando uomini e donne convitati, come a dire questi corpi di ragazzi e ragazze sono tutti “miei” comprese queste troie, Pasolini qui è di una lungimiranza e di una potenza psicologica penetrativa assolutamente ineguagliata da qualunque altro artista: il mondo è obbligato a partecipare alle nozze non spontanee ma decise dai potenti e una volta avvenuto il rito di unione tutti vengono sbattuti fuori violentemente, e i quattro potenti rimangono da soli di fronte agli sposi nudi e indifesi, sembrano come Adamo ed Eva (non è un caso che un personaggio del film si chiami Eva), di fronte ai quattro potenti vengono obbligati a fare l’amore, come a dire che non vi è più rispetto né possibilità del pudore e della privacy che dovrebbero contraddistinguere un rapporto sessuale tra due amanti… ”dai imbecille datti da fare”… e dopo l’esitazione iniziale quelli riescono ad iniziare a far l’amore ma ecco che subito i Potenti si precipitano su di essi esclamando “No, questo fiore appartiene a noi!” come a dire che ormai l’amore non è più consentito poiché è divenuta proprietà privata, merce dei potenti e ciò si esplicita nell’atto successivo di uno stupro e di una sodomizzazione tra potenti “il gesto sodomitico è infatti quello che più si avvicina alla morte in quanto infrange, corrompe le norme sociali in realtà per accettarle”. Infatti questo fiore spetta a noi perché deve essere di nostra proprietà visiva per l’eccitazione erotica, appunto equivale allo schermo in cui sto scrivendo e da cui si sta leggendo, è proprio l’occhio artificiale del grande fratello a fare da spartiacque tra mondo delle vittime e mondo dei carnefici, basta masturbarsi davanti alla pornografia e si diventa carnefici, come andando a puttane per strada e come imponendo a donne e uomini il modo per cui essere sessualmente desiderabili, magari con una vagina completamente depilata, questo è GENOCIDIO…esteticamente abbinabile alle moderne periferie malamente urbanizzate e architettate. In ciò si potrebbe fare un gran parallelo con il film The Wall dei Pink Floyd. Gli uomini cani sono la parabola degli uomini sottomessi ai potenti, tenuti al guinzaglio senza più alcuna possibilità di libertà, mi viene da pensare alle torture inferte ai prigionieri di Abu Grahib o a Guantanamo dai potentati militaristici americani. Il Gusto di uccidere con una polenta piena di spille, il gusto di frustare perché ci si è sottratti al dovere… è un gusto tutto sadico da preti e suore, il Monsignore esclama infatti “sapete dove siamo diretti da un desiderio insoddisfatto”, Pasolini vuole condannare la morale cattolico puritana sessuofobica che porta inevitabilmente a perversione. La repressione genera inevitabilmente perversione e degenerazione. Di ciò ne sono autori e corresponsabili tutti i cattolici-borghesi, ossia tutta una parte di cui è intrisa e impregnata la società italiana. Pasolini ha la sensibilità di notare nell’enfasi della liberalizzazione delle pratiche sessuali una sorta di esplosione orgiastica che è tutt’altro che naturale in una visione sana e sacra dell’Eros quale egli possedeva. Un’orgia che porta gli uomini al limite oltre il quale si apre il vuoto più totale, la consapevolezza della mancanza dell’impossibilità dell’amore. Erich Fromm direbbe di noi che siamo l’estasi dell’avere, ma non più la possibilità dell’essere. Girone della Merda quindi, merda in quanto prodotto del potere (Petrolio) in cui sono affogati stuprati e deturpati tutti i giovani e le giovani di questa generazione, il mondo, le orge, la pornografia, e la prostituzione di corpi senza più anima sono una panoramica sulla fine del mondo, di questa epoca che Pasolini ci mostrava 40 anni fa e che oggi la cronaca quotidiana ci conferma. Banchetti di nozze in cui I Potenti mostrano il lato oscuro, segreto di tutti i potentati, l’omosessualità dei Presidenti del Consiglio, Dei Monsignori e Vescovi, dei Potenti del mondo della Moda… ”Vecchi figli di puttana", esclama il sacerdote che dà inizio alle nozze reali tra omosessuali, che cosa direbbe oggi Pasolini della nuova sinistra che promuove i matrimoni tra gay, non direbbe forse che anche gli omosessuali ormai sono vittime di quest’ansia di conformismo di uniformarsi al potere, di esser riconosciuti e quindi omologati… insomma non sarebbe comunque Pasolini contrario ad ogni forma di matrimonio etero-omosessuale che sia poiché celebrata dalla falsa tolleranza della classe medio-borghese cattolica? Pasolini esposto in quanto intellettuale omosessuale vuole forse darci a intendere che i potenti - coloro che sono chiamati Onorabili - sono mascherati nel Palazzo delle Orge di Kubrick e che sono tutti incestuosi, stupratori di bambine, voyeristi, e anche omosessuali se non bisessuali ma appunto mascherati nei luoghi del potere che sono tuttavia ormai visibili nel panorama della pornografia su internet… ossia dove entra l’occhio del grande fratello orwelliano. Concorso di bellezza, ecco la selezione dei Vip, delle veline usa e getta, delle attrici ecc… il premio è la morte per colui e colei il cui deretano venga giudicato il migliore… c’è tutta una parafrasi denunciatoria del modo di scegliere democratico “mi rimetto al parere della maggioranza” come a dire… È QUESTA DEMOCRAZIA, SONO QUESTE DEMOCRAZIE CHE STANNO COMPIENDO QUESTI CRIMINI!”, il ragazzo viene ucciso per finta, come volevasi dimostrare prima, poiché il Monsignore e sua Eccellenza discutevano sul fatto che il gesto del sodomita è reiterabile mentre quello del carnefice no, e invece il monsignore dimostra proprio che è reiterabile, appunto simulando una condanna a morte, un po' come avvenne in vita al povero Fedor Dostoesvkij, appunto per un gusto sadico “Imbecille non lo sai che vorremmo ucciderti mille volte fino all’infinità possibile prima di ucciderti per davvero”, qui ci sta tutta la vera natura dei perversi maniaci sessuali tra i potenti… mi verrebbe da chiedere al fantasma di Pasolini chi sono i veri autori e mandanti dei delitti del mostro di Firenze se non gli stessi del suo delitto… non credo che le persone siano le stesse ma di certo gli ambienti e l’estrazione sociale molto vicini. Questo film è visceralmente collegato alla morte di Pasolini! Chi ha il potere di dirlo? E di dimostrarlo? Come vorrei poter esser utile per fare luce e giustizia sulla sua morte! E infine infatti il girone del Sangue dopo l’urlo di Pasolini “la raffinatezza del libertinaggio è quella di essere allo stesso tempo carnefici e vittime…" "questi libertini siamo noi, società intera superedonistica in cui la donna bella e stuprata è costretta ad urlare 'Dio, Dio perché ci hai abbandonato' come Cristo in croce". Poiché l’epopea di Pasolini si conclude appunto a Ciudad Juárez dove l’inquisizione mondiale e lo stupro mondiale è in azione con la testimonianza delle Croci Rosa, il mondo prefigurato da Pasolini si conclude con un ritorno ai crimini della Santa Inquisizione, e io mi chiedo se quei corpi marchiati a fuoco amputati di peni e vagine, occhi e lingue, uccisi e privati dello scalpo sono veri o allegorici? Io mi rispondo: sono veri, perché tali crimini ricadono su questi quattro poteri e si perpetuano in molte parti del mondo con l’evidenza della guerra e dei genocidi culturali. Le torture sono il punto di approdo di questa macchina neocapitalistica che ha reso merce anche i nostri corpi come animali al macello. Se Pasolini è davvero un profeta bisogna avere paura di ciò, ma una paura che porti a ribellione non una paura perdente, poiché in questo abisso storico in cui ci stiamo approssimando non dissimilmente alle epoche delle streghe e degli eretici del controriformismo seicentesco bisogna pensare che un libro come la Chimera di Sebastiano Vassalli sia tristemente storico e ammonitore anch’esso. La punizione di ogni reato, omosessualità maschile e femminile sincera e pudica, di fare le feci durante la notte e non quando dicono i potenti, defecazione feticistica, torture collegate all’eccitamento sessuale ai macchinari sadici… la morte del fratello partigiano che fa l’amore con la serva e muore col pugno alzato. Pasolini mette in bocca frasi eccellenti che dipingono tutto ciò, i potenti sono uomini dotti, ma Pasolini dipinge un mondo in cui l’amore è considerato un reato in cui sono permesse tutte le pratiche sessuali del non amore e ciò si sta drammaticamente realizzando nelle nostre società. Pasolini ha dipinto con un pretesto storico del passato un futuro senza amore, senza alcuna possibilità di amore vero se non quello che finisca con la tortura e la condanna a morte. La pianista che ha accompagnato con la colonna sonora tutte queste turpitudini si suicida, e tutto daccapo con i ragazzetti sottomessi dai potenti costretti di nuovo a ballare ignorando ciò che è successo, ossia ciò che sta avvenendo a questo mondo; il macello umano su scala industriale come un orrendo mattatoio, questo ha dipinto Pasolini. Insomma un prossimo venturo Medioevo, e Pasolini con la sua vita e la sua morte è stato un testimone della verità al pari di Bruno, Caravaggio e Gramsci… insomma gli è stata zittita la bocca di corvo. Un profeta non è che inviso alla sua stessa società. Dura verità, ammettere che Pasolini sia un eletto, dura per il mondo laico materialista, dura per l’intellighenzia borghese cattolica. Duro ammettere che del delitto Pasolini non sono responsabili solo malavitosi e abili meschini potenti che hanno architettato la sua fine con l’aiuto dei neofascisti e di qualche aggancio con la banda della Magliana, Pasolini era ormai inviso a tutti, a destra e a sinistra, a comunisti e a fascisti, a borghesi e a poveracci… della morte di Pasolini è responsabile un’intera società italiana che ha consentito anche che passassero inosservati i suoi 33 processi duri e lunghi come gli anni di Gesù, solo per aver compiuto opere del tutto cristiane, evangeliche, e soprattutto pregne del senso della verità». |
|
|