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"Pagine corsare"
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Più moderno di ogni moderno
di Emanuele Di Marco

Ti ho visto ieri
nel Nero dell’Olio
e non ti ho riconosciuto.
Non eri tu: 
spocchioso e arrogante.
Non eri tu:
borghese e meschino.
Non eri tu:
piccino e volgare.
Sono rimasto sconvolto
(la paura che ci fosse
qualcosa di vero),
poi colpito
(il sospetto che l’invidia
avesse parlato),
poi ho capito.
Ancora oggi sei
più moderno di ogni moderno, 
e in chi non ti guarda
con occhio libero e sublime
appari inattingibile,
sembri troppo,
inarrivabile.
E scateni rabbia e rancore.
Chi pensa di averti fatto dimenticare
di aver preso il tuo posto
si accorge, ancora dopo 31 anni,
di dover fare i conti con te,
che ancora parli,
che sei insostituibile.
E lui, invece, poverino,
che l’occhio non ha puro,
non pùo che offenderti
e sfigurarti,
per potersi,
solamente portandoti nel suo stesso fango,
almeno confrontare a te.
Caro Paolo,
ho tremato
pensando per un attimo 
che tu abbia potuto somigliare,
anche solo un poco,
a quel meschino che sulla pellicola
pur ti assomigliava.
Amato Paolo,
ci ho messo poco
a riconoscerti di nuovo:
una tua poesia,
Trasumanar e Organizzar,
è bastata a fugare
ogni pur piccolo dubbio.
Solo tu
hai saputo parlare così;
solamente tu
sai dire quel che hai detto
ed essere e rimanere
pulito,
santo laico del dolore.
Il vuoto volgare di quei porci
che non ti conoscono
li avvolge
e sono già scomparsi,
sono nulla.
Mentre oggi, a te, ancora, 
e oggi sembra ieri,
faccio gli auguri
e sorrido di lontano.


Emanuele Di Marco
notte del 2-11-2006 - [dopo la visione di Nerolio]

 
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Vedi anche: tutti gli aggiornamenti di "Pagine corsare" da ottobre 1998
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Più moderno di ogni moderno, di Emanuele Di Marco

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