"Pagine
corsare"
Contributi dei visitatori
A Pier Paolo Pasolini
di Elio De Luca
.
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Musa, stelle e artefice
dell’universo
Ascolta questo canto
In cui io stesso mi
sono perso:
Poeta dalle mille ali, il
tuo sguardo sul mondo
Fu e sarà verità
di fuoco
A battezzar di passione
il ricercar a fondo.
Anima eletta che cercò
amore in ogni loco
Sapienza in cerchio profondo
In nome mio giustizia sulla
tua morte invoco.
Come non amare la tua puerile
voce
Invettiva così forte,
virile
In cuore sì dolce
e femminile?
Come sopportare il fardello
della tua croce
Voce isolata d’un'Italia
marcescente
Rabbia dimenticata come
sole cocente?
Ah, come vorrei chiamarti
amore mio
Se fossi dotato d’un tale
amore
Abbracciare la solitudine
d’un tuo addio
E di lacrime assaporare il
bruciore
Lucentezza di un tal diamante
di Dio
Spenta come nel deserto,
un fiore.
Hai avuto un coraggio da
leone
Tu timida belva della notte
E ti si ripaga con sangue
da straccione
Schiacciato, calpestato come
bestia ferita
Incalzato a suon di botte
Avevano già deciso
di toglierti la vita.
Non ti si perdonò
quell’ “Io so”
Quel saper tanto e aver
legato, svelato il tutto.
La menzogna di chi t’ha
invece distrutto.
Avevan capito bene cos’è
l’Io So
Unito al coraggio di pronuncirasi
senza prove
Stretto nel pugno l’esporsi
in ogni dove
Ti urlavano: «frocio,
culattone stronzo!»
E tu li imperterrito senza
speranza
A cercar di dar all’Italia
l’antica pietanza
Amor di pazienza, scorrere
in vita la sapienza
Processato per ogni dove
e ogni come
Ogni anno di Cristo fu un’accusa
Caduta a stillicidio senza
alcun pausa
Ah. Greca e latina omosessualità
Sei nato per l’altro ieri
o pel dopo domani
Come cometa sei cascata
per partorir con le tue mani
Delicate e morbide carezze
della superumanità
Ogni tuo film, un’eresia
Ogni tuo libro, una blasfemia
Un vilipendio continuo,
tutta la tua poesia
Ogni tuo intervento, una
caccia alle streghe
Ogni tua parola, saracinesche
chiudon botteghe
Ogni tua notte brava… ma
che si tirino pure seghe!
Come vorrei averti qui, donarti
i miei occhi
Portarti ancora per campi
disseminati de poracci
Che sanno ancora gridar
sontuosi: li mortacci!
Come poterti porgere i miei
orecchi.
Non vi è forse nessun
al tuo cospetto
Che sappia gridare amore
verità e giustizia
Con tale passione rabbia
in petto
Non ci sei più a illuminare
il mondo
Con la tua fervida luce
A porgerci le lenti del
decifrare a fondo
Dove sei! Anima eletta, i
tuoi echi
Dove ora rimbombano di gioia
infinita
Ora che non esiston più
neanche ragazzi di vita
Sei stato perseguitato, profeta
del vero evangelo
Sei stato scarnificato,
poeta che ci hai tolto il velo
Allori sii eletto e alto
in cielo
Oh, quanto mi hai donato
tu da morto
Che in mezzo ai vivi cammino
storto
E forse questo il significato
dell’esser risorto?
Quanto m’hai insegnato nelle
paure assorto
Quante grida pianti e risate
ora dentro mi porto!
Quanto odio e veleno contro
chi t’ha voluto morto.
I tuoi occhi materni, la
tua corsa da cavallo pazzo
In prati deserti e morte
periferie
A chi poi per due lire ha
accetto: Si l’ammazzo!
Morire per non esser più
compresi
Ma t’hanno ammazzato perché
troppo
Feci comprendere, tutti
noi ora distesi.
Vivere per amor di verità
e combattere
Sì i tuoi mostri,
civiltà di consumo
Tutto usa e getta, mondo
e natura se ne va in fumo!
I nuovi meccanismi del potere,
silenziosi subdoli
Entran dentro come nuove
croci uncinate da te predette
Ma via, che bello il lusso
e il sovraconsumo
Tutti comodi, in fila e
gioiosi quest’italiani deboli
Questi eterni pagliacci
d’un eterno fascismo.
No, non è di questo
mondo la giustizia
No è di quest’epoca
che ogni cuore corrompe e vizia
Che la tua morte non sia
sprecata
Ma a onor di patria e verità
sia sempre ricordata
Che il tuo sangue nella
sabbia rappreso
Ricada sulla loro coscienza
e di chi li segue
Come eterno e fastidioso
peso.
Un corpo li giacque come
corvo parlante
Gli han chiuso il becco,
odor di morte nauseante
Martoriato, flagellato e
deforme
Han ridotto il corpo d’un
profeta enorme
Il volto trasfigurato, orribilmente
sfracellato
Carne sangue e sabbia rappresi
Alimenta rabbia e
sdegno per tutt’i responsabili
Che ancor non sono stati
presi.
Un processo farsa, un depistamento
architettato
Una congiura troppo potente
Per riportar in vita una
verità troppo cocente
E il volto della tua mamma
Che pianse già lacrime
di dolore
Per un altro figlio
Che diede alla patria il
suo cuore.
Quegli occhi dolci e profondi
come i tuoi
Che facesti recitare come
presentimento
Come orrendo e terribile
e avvertimento
Nei pianti della vergine
che donò i figli suoi
Al martirio e all’olocausto
d’un mondo ingiusto
Ah. Orrendo destino di mondo
che ti affacci a color
Che più hanno e ti
hanno amato
Perché crocifiggi
e torturi anime buone d’ogni lato?
Quel sangue chiama giustizia
che ancor non s’è fatta
Quel martire di libertà
è morto per una meta matta!
Quell’eroe selvaggio e disperata
vitalità
Aspetta chi ne raccolga
le ceneri
Com’egli stesso fece per
Gramsci e chi ancor lo veneri!
Guarda Dio, eterno creatore
delle cose viventi
Guarda come trent’anni or
sono
È morto un nobil
cuore che risvegliava menti!
Tu che non ti riveli a nessuno,
che sei
Nei mari terre cieli e fuochi
compiuto
Ascolta la preghiera di
quest’eterno sconosciuto
A me piange il cuore lì
dove ad una perla misteriosa
Han fatto scoppiare violentemente
Il battito, la pompa il
ritmo d’una creatura meravigliosa
Non ha pace e di spine si
riempie il mio petto
A saper un fiore spento
prima dei suoi anni
La mia rabbia e la ragione
legittima ogni mio sospetto.
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