Contributi dei visitatori
 


Vedi anche: tutti gli aggiornamenti di "Pagine corsare" da ottobre 1998 
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"Pagine corsare"
Contributi dei visitatori

DiSperanza
Sergio
due poesie di Emanuele Di Marco

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DiSperanza
2 Novembre 2005 
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Esattamente tredici,
sì, tredici anni fa,
andavo per la prima volta
all’Idroscalo,
spinto dalla curiosità
di vedere dove muore
un poeta.
Pioviccicava,
e aveva piovuto tutta la notte;
ti cercai, così,
fra campi allagati e le baracche,
in un luogo mai visto prima,
incredibile,
che assomigliava, forse, alla luna
o alla “terra vista dalla luna”.
E non ti trovavo;
appannava il mio cuore 
un’inspiegabile ansia.
Alla fine, ho intravisto fra le canne un biancheggiare:
ho scorto quel piccolo e strano monumentino,
di cui avrei provato, negli anni, mille interpretazioni.
Con l’acqua, giuro,
fino ai polpacci,
bagnato fradicio,
mi avvicinai, 
vidi quel luogo che non esiste più,
e quasi piansi.
Sì, nemmeno ti conoscevo
si può dire,
avevo letto qualche lirica,
un romanzo
e un bel libretto sulla tua morte
scritto da Dario.
Ma non ti conoscevo.
Eppure…
Eppure lì,
in mezzo a quel meraviglioso squallore,
qualcosa mi si ruppe dentro:
volevo piangere.
Infine piansi.
In quel momento,
sotto quella pioggerellina fastidiosa,
in un luogo dove sarei tornato decine, centinaia di volte,
cominciai ad amarti.
La tua presenza mi travolse.
Lessi tutto quel che avevi scritto, come un pazzo;
come un disperato cercai in ogni libreria, 
in ogni biblioteca.
Trovai, dio, con quanta fatica,
ogni tuo film.
Decisi di scrivere di te;
gettai via una tesi di laurea quasi finita,
decisi di dedicarmi a te.
Volevo darmiti e ti volevo completamente.
E quanto mi hai regalato in quasi tre lustri,
come mi hai ripagato
con lacrime e sangue e commozione
e gioia ed estasi.
Oggi sono trent’anni,
dal giorno del martirio annunciato
e piango senza vergogna,
e rimpiango il non sentirti più,
e mi delizio di sentirti ancora
solo sfiorando una tua pagina,
sentendo una musica che a te piaceva,
Bach, per esempio,
o riconoscendo, di sfuggita, 
qualche fotogramma di un tuo film.
Non ti hanno voluto fare giustizia;
tutto è rimandato a quando esisterà,
in questo paese, la giustizia.
Tutto è sempre rimandato.
Tutto è rimandato per sempre.
Ma sono sicuro che a te,
ormai da tempo,
tutto questo non interessa,
non più.
Il film della vita era terminato.
Il montaggio perfetto.
Il tuo spirito inquieto,
la tua anima poderosa,
si aggira ancora per le strade,
di quest’Italia troppo uguale
a quella del ’75.
Vedi e cerchi anche adesso di capire,
di comprendere, di spiegare,
tendi l'orecchio, attento,
passi, ancor’oggi, per le vie,
inorridito dall’umanità
che affolla le strade
e ti sfiora
senza vederti.
Ma nella delirante attesa di un natale
che comincia, da anni ormai, il giorno dei morti,
fra le oscene sirene orgiastiche
della nuova chiesa neocapitalistica,
qualcuno ascolta ancora
quello che sussurri,
con mite sdegno,
fra le ombre.
* * *
Sergio
11 ottobre 2005
.
E alla fine te ne sei andato anche tu,
in silenzio.
Dopo aver provato in tutti modi a parlare
hai chiusa, per sempre, la bocca.
Muore così, all’improvviso, un altro amico,
“L’”amico di Pier Paolo.
E vai a raggiungere Laura,
con cui farai la pace, finalmente,
e vai a raggiungere lui.
E te lo dirà lui stesso che quella notte
è andata proprio così,
un po’ (ma non proprio) come hai sempre detto.
Ma poi passerete il tempo,
tu, Paolo, Laura, Dario e gli amici veri
a parlar d’altro,
di argomenti più interessanti,
ché la morte, poi, non è gran cosa.
Almeno per voi,
per i Mortacci,
per noi…
La morte,
la “commare secca”.
Quando ho saputo,
laconicamente,
dal telegiornale,
che non c’eri più,
ho sofferto davvero.
Ti avevo conosciuto parecchi anni fa, 
e, al contrario di quel che dicevano,
fosti cordiale e gentile,
e le parole che scambiammo
furono nuvole,
furono, semplicemente, belle.
Stasera ti ho ricordato,
riguardando quel Casotto che hai fatto;
ma non dimentico
tutte le altre Storie Scellerate
e quei Magi decisamente Randagi
e la nera Vipera
e troppi Sogni
e altrettanti Bisogni e…
e Ostia.
Quante storie,
quanta poesia…
Mica male,
per un imbianchino
cresciuto sulle rive zozze
dell’Aniene.
Ora,
sei un’altra stella
in cielo. 
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Da Emanuele Di Marco "Pagine corsare" ha pubblicato altri scritti:

"Pier Paolo" (luglio 2000)
"Una riflessione..." (gennaio 2001)
"A casa di Pasolini" (novembre 2001)
"Riflessioni su Teorema" (maggio 2002)
"Una brutta storia" (maggio 2005)

oltre alla tesi di laurea (1998-1999) intitolata "Squarci della Città di Dio. I racconti romani del '50-'52 di Pier Paolo Pasolini" (luglio 2002)
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DiSperanza e Sergio - due poesie di Emanuele Di Marco
 

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