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"Pagine
corsare"
Contributi dei visitatori
DiSperanza
Sergio
due poesie di Emanuele Di Marco
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DiSperanza
2 Novembre 2005
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Esattamente tredici,
sì, tredici anni
fa,
andavo per la prima volta
all’Idroscalo,
spinto dalla curiosità
di vedere dove muore
un poeta.
Pioviccicava,
e aveva piovuto tutta la
notte;
ti cercai, così,
fra campi allagati e le
baracche,
in un luogo mai visto prima,
incredibile,
che assomigliava, forse,
alla luna
o alla “terra vista dalla
luna”.
E non ti trovavo;
appannava il mio cuore
un’inspiegabile ansia.
Alla fine, ho intravisto
fra le canne un biancheggiare:
ho scorto quel piccolo e
strano monumentino,
di cui avrei provato, negli
anni, mille interpretazioni.
Con l’acqua, giuro,
fino ai polpacci,
bagnato fradicio,
mi avvicinai,
vidi quel luogo che non
esiste più,
e quasi piansi.
Sì, nemmeno ti conoscevo
si può dire,
avevo letto qualche lirica,
un romanzo
e un bel libretto sulla
tua morte
scritto da Dario.
Ma non ti conoscevo.
Eppure…
Eppure lì,
in mezzo a quel meraviglioso
squallore,
qualcosa mi si ruppe dentro:
volevo piangere.
Infine piansi.
In quel momento,
sotto quella pioggerellina
fastidiosa,
in un luogo dove sarei tornato
decine, centinaia di volte,
cominciai ad amarti.
La tua presenza mi travolse.
Lessi tutto quel che avevi
scritto, come un pazzo;
come un disperato cercai
in ogni libreria,
in ogni biblioteca.
Trovai, dio, con quanta
fatica,
ogni tuo film.
Decisi di scrivere di te;
gettai via una tesi di laurea
quasi finita,
decisi di dedicarmi a te.
Volevo darmiti e ti volevo
completamente.
E quanto mi hai regalato
in quasi tre lustri,
come mi hai ripagato
con lacrime e sangue e commozione
e gioia ed estasi.
Oggi sono trent’anni,
dal giorno del martirio
annunciato
e piango senza vergogna,
e rimpiango il non sentirti
più,
e mi delizio di sentirti
ancora
solo sfiorando una tua pagina,
sentendo una musica che
a te piaceva,
Bach, per esempio,
o riconoscendo, di sfuggita,
qualche fotogramma di un
tuo film.
Non ti hanno voluto fare
giustizia;
tutto è rimandato
a quando esisterà,
in questo paese, la giustizia.
Tutto è sempre rimandato.
Tutto è rimandato
per sempre.
Ma sono sicuro che a te,
ormai da tempo,
tutto questo non interessa,
non più.
Il film della vita era terminato.
Il montaggio perfetto.
Il tuo spirito inquieto,
la tua anima poderosa,
si aggira ancora per le
strade,
di quest’Italia troppo uguale
a quella del ’75.
Vedi e cerchi anche adesso
di capire,
di comprendere, di spiegare,
tendi l'orecchio, attento,
passi, ancor’oggi, per le
vie,
inorridito dall’umanità
che affolla le strade
e ti sfiora
senza vederti.
Ma nella delirante attesa
di un natale
che comincia, da anni ormai,
il giorno dei morti,
fra le oscene sirene orgiastiche
della nuova chiesa neocapitalistica,
qualcuno ascolta ancora
quello che sussurri,
con mite sdegno,
fra le ombre.
* * *
Sergio
11 ottobre 2005
.
E alla fine te ne sei andato
anche tu,
in silenzio.
Dopo aver provato in tutti
modi a parlare
hai chiusa, per sempre,
la bocca.
Muore così, all’improvviso,
un altro amico,
“L’”amico di Pier Paolo.
E vai a raggiungere Laura,
con cui farai la pace, finalmente,
e vai a raggiungere lui.
E te lo dirà lui
stesso che quella notte
è andata proprio
così,
un po’ (ma non proprio)
come hai sempre detto.
Ma poi passerete il tempo,
tu, Paolo, Laura, Dario
e gli amici veri
a parlar d’altro,
di argomenti più
interessanti,
ché la morte, poi,
non è gran cosa.
Almeno per voi,
per i Mortacci,
per noi…
La morte,
la “commare secca”.
Quando ho saputo,
laconicamente,
dal telegiornale,
che non c’eri più,
ho sofferto davvero.
Ti avevo conosciuto parecchi
anni fa,
e, al contrario di quel
che dicevano,
fosti cordiale e gentile,
e le parole che scambiammo
furono nuvole,
furono, semplicemente, belle.
Stasera ti ho ricordato,
riguardando quel Casotto
che hai fatto;
ma non dimentico
tutte le altre Storie Scellerate
e quei Magi decisamente
Randagi
e la nera Vipera
e troppi Sogni
e altrettanti Bisogni e…
e Ostia.
Quante storie,
quanta poesia…
Mica male,
per un imbianchino
cresciuto sulle rive zozze
dell’Aniene.
Ora,
sei un’altra stella
in cielo.
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Da Emanuele Di Marco
"Pagine corsare" ha pubblicato altri scritti:
"Pier
Paolo" (luglio 2000)
"Una
riflessione..." (gennaio 2001)
"A
casa di Pasolini" (novembre 2001)
"Riflessioni
su Teorema" (maggio 2002)
"Una
brutta storia" (maggio 2005)
oltre alla tesi
di laurea (1998-1999) intitolata "Squarci della Città di Dio.
I racconti romani del '50-'52 di Pier Paolo Pasolini" (luglio 2002)
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